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    <title><![CDATA[Passeggiate sulle montagne del Ticino]]></title>
    <link>http://www.montagnaticino.com/</link>
    <description>Diari di viaggio delle passeggiate prevalentemente sulle montagne del Ticino, con foto e testo.
Articoli tematici e links utili per la pianificazione di una escursione. Trekking ed escursionismo per tutti.</description>

        <language>it</language>
    
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        <title><![CDATA[Passeggiate sulle montagne del Ticino]]></title>
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    <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:42:44 +0100</pubDate>    <lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 08:42:44 +0100</lastBuildDate>    <generator>It.over-blog.com RSS 2.0 Engine</generator>                <category>Viaggi</category>    <docs>http://www.rssboard.org/rss-specification/</docs>                        
      <item>
        <title><![CDATA[Il giro del Monte Bigorio, 06.03.2010]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-il-giro-del-monte-bigorio-06-03-2010-46290841.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.0004812774d73eaccf748&amp;t=h&amp;ll=46.090377,8.951454&amp;spn=0.059526,0.102825&amp;z=13&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
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    La spirale del Bigorio, 06.03.2010</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: Camignolo (Q480) - Busio (Q818) - alpe Santa Maria (Q995) - Matro di Stinchè (Q1068) - Condra (Q920) - bivio per il convento Bigorio (Q730) -
    monti di Brena (Q923) - Piazzeno (Q478) - Camignolo.<br>
    <br>
    Difficoltà: sentiero T1 e T2, in parte su asfalto.<br>
    <br>
    Dislivello: 1'000 metri.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso: 13 chilometri.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente: 23 chilometri.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause): 7 ore.<br>
    <br>
    Riferimenti: <a href="http://www.bigorio.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">il convento Santa Maria del Bigorio</span></a>, <a href="http://scoutismoticino.ch/" target=
    "_blank"><span style="color: #ff0000;">il movimento scoutistico ticinese</span></a><br>
    <br>
    Meteo per il fine settimana schifossisima, ma con uno spiraglio per sabato: molto nuvoloso, ma niente precipitazioni. Decidiamo di organizzare qualcosa velocemente. Sguardo al DVD della
    confederazione con i percorsi, l'occhio mi cade sul tratto Gola di Lago - Bigorio, <a href="http://www.montagnaticino.com/article-colori-d-autunno-da-camorino-a-lugano-31-10-2009-38651917.html"
    target="_blank"><span style="color: #ff0000;">percorso il 31.10.2009 durante l'escursione da Camorino a Lugano</span></a>, e mi accorgo che è possibile fare l'anello attorno al Monte
    Bigorio.Controllo il percorso, fattibile, e non fuori di testa. Venerdi veloce giro di telefonate, e si organizza il tutto.<br>
    <br>
    09:30 Camignolo, nella valle del Vedeggio. La prima volta nella mia vita, ed è poi ad un tiro di schioppo da casa mia... Danila, Rita, Pierfranco ed io siamo riusciti persino a bere il caffé, e
    siamo pronti per la partenza. Il paesino è grazioso, abbarbicato alla montagna sovrastata da Gola di Lago, all'imbocco della valle che porta a Medeglia ed Isone. A dispetto della meteo ci
    ritroviamo con un cielo azzurro splendido, che fa ben sperare per la giornata. Prendiamo il sentiero verso Gola di Lago, e subito il panorama si apre verso il Monte Ceneri.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1325.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1325" class=
    "CtreTexte"><br>
    La temperatura è frescolina, ma siamo ben equipaggiati. Il sentiero si inerpica subito deciso lungo il fianco della montagna, entrando in un bosco splendido di faggi, con rari innesti di betulle
    e castagne.<br>
    <br>
    09:40 Raggiungiamo un piccolo insediamento, con tanto di pony, caprette e cani. I pony si avvicinano tutti per farsi accarezzare, e immediatamente resto indietro. Poi, già che ci sono,
    sostituisco il grandangolo con lo zoom, mi tolgo la giacca, bevo un po' di acqua, e dato che un signore è uscito dal suo rustico, faccio quattro chiacchere. Partito da 10 minuti, sono già fermo
    alla grande...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1335.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1335" class=
    "CtreTexte"><br>
    09:50 Mi sono rimesso in moto, ma dei miei compagni non c'è più traccia. Conoscendo come stambeccano, mi avranno dato almeno 100 metri di dislivello di distacco. Il bosco è piuttosto fitto, si
    intravvede il fondo valle tra i tronchi, ma la visibilità è minima, fino ad un piccolo spiazzo dal quale posso rimirare l'alpe Foppa con la chiesa del Botta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1343.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1343" class=
    "CtreTexte"><br>
    Accanto, sulla sinistra, si intravvede la grande antenna di Manera, il tutto facente parte del <a href="http://www.montagnaticino.com/article-35784500.html" target="_blank"><span style=
    "color: #ff0000;">percorso dal Tamaro al Lema (fatto lo 06.09.2009)</span></a>.<br>
    <br>
    10:05 Rita mi ha atteso, e ci siamo rimessi al passo assieme. Danila e Piefranco, scomparsi nel faggetto, ci hanno mandato una voce tanto per sapere se siamo ancora in zona, o abbiamo disertato.
    Li tranquilliziamo, e procediamo tra giravolte in salita. A terra, i resti di un mega-fungo, che probabilmente è riuscito a non decomporsi durante l'inverno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1352.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1352" class=
    "CtreTexte"><br>
    10:30 Arriviamo a Busio, piccolo insediamento posto su di una terrazza naturale, con tanto di mini via Crucis, e chiesetta. Danila e Pierfranco ci stanno attendendo con molta pazienza.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1371.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1371" class=
    "CtreTexte"><br>
    Ci mettiamo al sole per un piccolo spuntino, e ci godiamo la vista sulla cima di Medeglia, l'alpe Foppa, Manera, e la vallata di Medeglia.<br>
    <br>
    10:45 Ripartenza. Ormai non mancherà molto all'alpe Santa Maria. Intanto però, sul sentiero, esposto prevalentemente a Nord, è comparsa la neve. Dura, con la crosta e portante, per cui camminare
    non&nbsp;è troppo impegnativo.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1372.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1372" class=
    "CtreTexte"><br>
    Dopo alcune centinaia di metri il sentiero si congiunge con la forestale che sale all'alpe. La pendenza diminuisce ed il tracciato si fa più largo, ma aumenta anche la neve. E' un continuo
    zigzaggare a destra e sinistra per cercare i punti più sicuri. In basso ultimo scorcio su Camignolo, prima di scollinare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1375.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1375" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:45 Alpe Santa Maria. Ricordi di militare nel 1985, un freddo micidiale, senza equipaggiamento adatto, e Rita che mi porta a casa il sabato sera con le dita gelate, quasi mi fa andare in pronto
    soccorso. Da quassu, lezione di geografia per tutti, con vista sul Camoghé da una prospettiva molto diversa dal solito...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1392.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1392" class=
    "CtreTexte"><br>
    ...il Pizzo di Claro, con il Piz de Molinera ed il Piz Martun (ET Telefono Casa)...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1395.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1395" class=
    "CtreTexte"><br>
    ..e poi Cardada, Cimetta, il pizzo Vogorno, il Sassariente, la cimetta d'Orino, la capanna Mognone, Mornera, la cima dell'Uomo, la cima del Gaggio, il monte Bar. E non appena scolliniamo, i Denti
    della Vecchia. Durante il passaggio in ottobre, non vedevo niente a causa della nebbia (ma è stata bella per altri motivi).<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1389.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1389" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:55 Ci rimettiamo in moto, passando il punto dove avevo pranzato: questa volta il cagnolino non c'è. Come al solito, quando si passa una cresta di qualche tipo, troviamo un venticello gelido
    che ci induce a rimandare il pranzo. Propongo di arrivare fino a Condra, e l'idea viene accettata all'unanimità. Il paesaggio è delizioso: neve, azzurro, silenzio (non abbiamo incontrato ancora
    nessuno), la temperatura che con il sole ha iniziato ad essere quasi gradevole.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1411.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1411" class=
    "CtreTexte"><br>
    Salendo il bosco ha cambiato i connotati, ed i faggi hanno lasciato il posto alle betulle. Prendiamo la forestale che porta verso il Matro di Stinché. La salita qui è più impegnativa: il centro
    della strada è stato spianato diverse volte da una o più motoslitte, e la neve è completamente gelata. Camminiamo prevalentemente "fuori sentiero", dove la crosta tiene piuttosto bene, evitandoci
    di dover calzare le gamasce (o ghette da neve, come si dice in Italia).<br>
    <br>
    12:15 Siamo al Matro. Da qui, si potrebbe salire ancora un poco e ridiscendere direttamente ai monti di Brena, ma così facendo accorceremmo troppo il percorso. Di conseguenza prendiamo in
    direzione di Condra. Alla nostra destra restano lo Stinché ed il monte Bigorio, attorno ai quali faremo il giro completo. Poco più avanti, lungo il sentiero, un cartello che non avevo notato
    l'altra volta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1412.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1412" class=
    "CtreTexte"><br>
    Questo tratto di "strada" fa parte del sentiero che congiunge il Mare del Nord con il Mediterraneo!!! Appena il cervello capisce il significato di quello che ho letto, manda l'informazione al
    resto del corpo. I piedi immediatamente chiedono "Allora, quando è che si parte?". Mamma mia, le pianure della Germania, la zona della Foresta Nera, poi giù da Basilea verso il Gottardo, la
    Leventina, la Riviera, via di qui, giù probabilmente fino a Milano, e da li? Si può andare verso Venezia, oppure tagliare fuori ben prima, fare il Malcantone, poi verso Varese, la parte bassa del
    Monferrato fino a Genova. Pensa pure che io sia pazzo (probabilmente è vero), ma quasi quasi...<br>
    <br>
    12:30 Continuiamo decisi, tra tratti innevati e tratti liberi. Non mi ero atteso ancora così tanta neve. E' pur vero che le masse d'aria polare confluite sulla zona negli ultimi periodi hanno
    tenuto bassa la temperatura, ma qui l'esposizione al sole è ottima! Poi, finalmente, un timido segno di primavera. Ho sentito continuamente fruscii, ma non ero ancora riuscito a beccarne una.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1421.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1421" class=
    "CtreTexte"><br>
    Ho dovuto attendere qualche minuto, prima che se la sentisse di uscire nuovamente.<br>
    <br>
    12:50 Il sentiero orami inizia la piccola discesa che porta a Condra, e sulla nostra destra, sotto il monte Bigorio, diverse terrazze naturali ospitano casolari ed ex-fattorie.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1439.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1439" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:00 Condra. Porto i miei compagni sulla collinetta che avevo scoperto durante l'altra escursione, e dalla quale l'avevo potuta rimirare dall'alto. Ma questa volta non c'è nebbia, e lo sguardo
    si apre d'incanto verso il lago di Lugano, il San Giorgio, il San Salvatore, il Generoso.. Bellissimo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1445.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1445" class=
    "CtreTexte"><br>
    E sotto di noi, l'insediamento di Condra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1451.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1451" class=
    "CtreTexte"><br>
    Troviamo un angolino riparato, e finalmente mettiamo in modo anche i denti. Il buco nello stomaco ormai si faceva sentire bene.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1458.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1458" class=
    "CtreTexte"><br>
    Non appena terminata la pappa, prendo la macchina fotografica e mi sposto su di una collinetta davanti a noi, per guardarmi in giro. La chiesetta di Condra...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1466.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1466" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il golfo di Agno...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1472.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1472" class=
    "CtreTexte"><br>
    L'alpe Foppa e la chiesa del Botta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1477.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1477" class=
    "CtreTexte"><br>
    E per finire, il passo del San Lucio, con il campanile della chiesetta (a destra), la capanna svizzera (in centro) e la capanna italiana a sinistra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1448.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1448" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:45 Pance satolle, si riparte, scendendo verso il parcheggio alla fine della strada che sale da Bigorio City, passando per il convento. Finalmente la neve è scomparsa, e si marcia bene, in
    qualche tonnellata di foglia, che arriva fino a metà polpaccio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1480.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1480" class=
    "CtreTexte"><br>
    14:10 Siamo al parcheggio. Da qui si può scendere direttamente al convento del Bigorio, lungo il sentiero, oppure prendere la strada asfaltata che porta fino alla deviazione per i monti di Brena,
    percorso che seguiamo, ma non prima di aver immortalato alcune primule.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1484.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1484" class=
    "CtreTexte"><br>
    14:20 Abbiamo preso la forestale (non asfaltata, per fortuna) in direzione di Brena. Dato che in pianura non temo concorrenti, per una volta tanto posso fotografare i miei compagni da davanti,
    invece che da dietro :-)<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1487.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1487" class=
    "CtreTexte"><br>
    Ma la mia felicità è di breve durata: un cartello mi informa che sto per essere doppiato.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1491.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1491" class=
    "CtreTexte"><br>
    In effetti in pochissimo tempo mi strombazzano da dietro per avere via libera... Coda tra le gambe, e salgo anch'io, mentre Danila e Rita se la contano su tranquillamente distaccandomi ad ogni
    passo.<br>
    <br>
    15:00 Quasi arrivato ai monti di Brena, scorgo un bellissimo gioco di ghiaccio su di un ramo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1506.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1506" class=
    "CtreTexte"><br>
    Appena passato l'insediamento, al culmine, incontriamo un laghetto, ed il cartello indicante il sentiero che arriva dal Matro di Stinché, e un po' più in basso, a sinistra, il cartello che indica
    il sentiero di discesa verso Mezzovico.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://img.over-blog.com/399x600/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1510.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1510" title=
    "null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
    Iniziamo la discesa, che si mostra subito impegnativa. Il sentiero è abbastanza stretto, con neve scivolosa. Bisogna fare attenzione ad ogni passo, dato che la pendenza non scherza.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://img.over-blog.com/399x600/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1516.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1516" title=
    "null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
    Si scende, e si scende. Alla nostra sinistra inizia a riapparire la valle del Vedeggio, con i suoi paesini, e il Monte Ceneri.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1523.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1523" class=
    "CtreTexte"><br>
    16:00 La neve è terminata, ma ha lasciato il posto alla foglia, quasi peggio. E' alta, arriva ben sopra la caviglia, e non si vede dove si posa il piede. In alcuni punti nasconde terreno fangoso,
    a causa dei rivoli d'acqua che scende, e c'è il rischio di scivolare. Finalmente siamo in basso, a Piazzeno. Il bosco è ancora addormentato, ma qua e là si intravvedono i primi sbadigli colorati,
    segno del lento ridestarsi della flora.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1535.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1535" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sentiero adesso ha poca pendenza, e diventa nuovamente una strada forestale. In un attimo arriviamo al bivio per Mezzovico-Stazione e Camignolo. Qui, anche la capanna dell'AEC, Associazione
    Esploratori Cattolici. Devi sapere che lo scoutismo è arrivato in Ticino nel 1919, prendendo il nome di AGET, Associazione Giovani Esploratori Ticinesi, sotto il cappello del movimento
    scoutistico internazionale. Nel 1922, l'allora vescovo ticinese don Bacciarini, trovando riprovevole che i giovani ricevessero una formazione senza una base cristiana, fece fondare, unicum in
    Svizzera e forse in tutto il mondo, un movimento analogo, ma di impronta cattolica, l'AEC appunto, non facente parte del cappello internazionale. Questa dicotomia è durata fino al 2007, quando i
    due movimenti si sono fusi in uno solo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1544.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1544" class=
    "CtreTexte"><br>
    Intanto davanti a noi è comparso Camignolo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1545.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1545" class=
    "CtreTexte"><br>
    16:30 In un attimo entriamo nel paese, e lo percorriamo tutto fino al parcheggio delle nostre auto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/2010.03.06-Giro-del-Bigorio-1554.JPG" alt="2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1554" class=
    "CtreTexte"><br>
    Veloce cambio di scarponi, deposito dei sacchi, poi via per il meritato caffé allo stesso bar di stamane.<br>
    <br>
    Ed ecco l'andamento altimetrico dell'escursione.<br>
    <br>
    <img height="491" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x491/2/20/70/03/2010.03.06-Giro-del-Bigorio/Profilo.jpg" alt="Profilo" class="CtreTexte"><br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1586774.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di
    speciale).<br></span></a><br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:27:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-il-giro-del-monte-bigorio-06-03-2010-46290841.html</guid>
                <category>Trekking impegnativo</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-il-giro-del-monte-bigorio-06-03-2010-46290841-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Conosci l'Alto Malcantone? 13.02.2010]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-conosci-l-alto-malcantone-13-02-2010-44949514.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047f951f9bbb2da6970&amp;ll=46.031534,8.887253&amp;spn=0.059589,0.102825&amp;z=13&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047f951f9bbb2da6970&amp;ll=46.031534,8.887253&amp;spn=0.059589,0.102825&amp;z=13&amp;source=embed">
    Alto Malcantone, 13.02.2010</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    Percorso effettuato: Bedano (Q340) - Arosio (Q830) - Mugena (Q810) - Vezio (Q780) - Frescoggia (Q830) - Breno (Q790) - Miglieglia (Q705) - Novaggio (Q630). Rientro a Bedano con il postale da
    Novaggio.<br>
    <br>
    Difficoltà: sentiero T1, in parte su asfalto.<br>
    <br>
    Dislivello: salita circa 1'000 metri, discesa circa 600 metri.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso: 17 chilometri.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente: 27 chilometri.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause, senza il viaggio di rientro con il postale): 7 ore.<br>
    <br>
    Riferimenti:</span> <a onclick="window.open(this, '', ''); return false;" href="http://www.malcantone.ch/attachment.php?id=9"><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #ff0000;">il
    "Sentiero del castagno"</span></span></a><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">,</span></span> <a href="http://www.wanderland.ch/it/orte_detail.cfm?id=315357" target=
    "_blank"><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #ff0000;">"La strada verde"</span></span></a><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">,</span></span> <a href=
    "http://it.wikipedia.org/wiki/Malcantone" target="_blank"><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #ff0000;">il Malcantone su Wikipedia</span></span></a><span style=
    "color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">,</span></span> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aragonite" target="_blank"><span style="font-size: 10pt;"><span style=
    "color: #ff0000;">l'aragonite su Wikipedia</span></span></a><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #ff0000;">.<br></span><br>
    Nota: ho catalogato questa escursione sotto la categoria "trekking impegnativo", dato che lo sforzo equivalente è di circa 27 chilometri. Ciò non ostante, la zona tra Novaggio ed Arosio si presta
    benissimo a stupende passeggiate famigliari, soprattutto seguendo il sentiero del castagno (vedi riferimento sopra).<br>
    <br>
    Conosci l'Alto Malcantone? Io no, non lo conoscevo. Non ostante sia a pochi passi da casa mia, in tutta la vita non c'ero mai stato. Avevo addocchiato la zona diverse volte, non ultima quando il
    <a href="http://www.montagnaticino.com/article-35784500.html"><span style="color: #ff0000;">06.09.2009 stavo scendendo con la teleferica dal Monte Lema verso Miglieglia</span></a>, e sulla mia
    sinistra si apriva questa bella valle.<br>
    <br>
    Il nome Malcantone deriva da un fatto storico. Oggi, chi sale da Milano (per strada o ferrovia) per dirigersi verso Nord, raggiunge Como, poi si inoltra fino a Bissone, dove passa il lago di
    Lugano sul ponte di Melide, e continua poi verso Lugano, e la valle del Vedeggio che lo porta al Monte Ceneri. Nel Medioevo, dato che il ponte di Melide non esisteva (è stato costruito alla fine
    del 1800 per la ferrovia), saliva a Varese, poi Ponte Tresa, passava il fiume Tresa, percorreva le sponde del lago di Lugano in direzione di Taverne. Questa zona era frequentata da briganti, che
    avevano la poco piacevole abitudine di attaccare i convogli che passavano per depredarli. I viaggiatori lo sapevano, e di conseguenza la zona venne definita "mal cantone" (dal vecchio italiano
    cantone = zona, area). Da qui il nome che si porta dietro tutt'ora. Ma non è finita: passato il Monte Ceneri, per scendere verso Bellinzona, dovevano passare un'ulteriore zona infestata da
    briganti. Il loro covo venne chiamato "ruba il sacco", da cui il Robasacco di oggi... Viaggiare, una volta, non era mica facile! Ah, e Taverne prende il nome dal fatto che durante il Medioevo era
    sede di diverse&nbsp;osterie con alloggio e stallaggi, per dare ospitalità ai viandanti prima che affrontassero il Monte Ceneri, o se vi venivano. Chiaramente non gratuitamente :-)<br>
    <br>
    Non abbiamo voglia di mettere le ciaspole, per cui mi studio un percorso a bassa quota, e la memoria, cadendo sui ricordi di quanto visto durante la discesa dal Lema, mi fa analizzare un percorso
    nell'Alto Malcantone. Decido di partire da Bedano, salire ad Arosio, poi toboga in discesa fino a Novaggio, percorrendo così quasi tutta la valle. L'organizzazione richiede un po' di attenzione,
    dato che il postale che scende da Arosio ferma a Gravesano. Decidiamo di trovarci a Gravesano, lasciarvi un auto, andare a Bedano con la seconda, e alla sera recuperare la seconda a Bedano
    utilizzando quella lasciata a Gravesano.<br>
    <br>
    09:00 Pronti per la partenza a Bedano. La meteo è semplicemente splendida, con un cielo azzurro e terso che invoglia già lui a mettersi in cammino. Con noi Danila e Pierfranco. Dato che Danila si
    lamenta sempre (a ragione) delle sorprese, decido di scattare una foto di gruppo a perenne memoria, nel caso non dovessero più trovarci. La zona di Gravesano e Bedano era apprezzata per
    l'estrazione dell'aragonite, minerale di calcio di bella presenza.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-0986.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 0986" class=
    "CtreTexte"><br>
    Tentiamo (soprattutto io) di bere il caffé prima di partire, ma senza speranza. In breve troviamo il sentiero di salita verso Arosio, con l'indicazione 1.5 ore. Come al solito mi sento preso per
    i fondelli, ma scoprirò poi con piacere che stavolta più o meno l'indicazione corrispondeva alla mia velocità. Un po' di esitazione all'altezza di un pozzo di sfogo di un riale, poi capiamo che
    il sentiero continua sulla destra, e ci avventuriamo. Lungo il tragitto, un cartello che è un invito all'amicizia e alla compagnia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-0991.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 0991" class=
    "CtreTexte"><br>
    Vista, come al solito a queste basse quote, niente. La vegetazione, anche se non ha foglie, è abbastanza fitta da togliere la panoramica.<br>
    <br>
    09:20 Breve scorcio laterale, che mi permette di immortalare il Bar.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-0994.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 0994" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sentiero sale piuttosto deciso in questa prima parte, e come al solito resto indietro...<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://img.over-blog.com/399x600/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-0993.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 0993" title="null"
    class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
    10:10 Salendo il sentiero inizia a coprirsi di neve. Poca e rada all'inizio, poi sempre più alta. In due occasioni abbiamo sentito dei rumori che ci hanno fatto pensare a selvatici ungulati che
    stavano scappando, ma non siamo riusciti a vederli. Però le traccie lasciate sono abbastanza evidenti.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1011.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1011" class=
    "CtreTexte"><br>
    Continuiamo a sentire il rumore della cività, in particolare quello dell'autostrada, poi arriviamo ad un bivio nel bosco, il sentiero inizia a spianarsi, e capiamo che finalmente stiamo per
    scollinare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1012.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1012" class=
    "CtreTexte"><br>
    10:25 In effetti la vegetazione inizia a diradarsi, il cielo a mostrasi, e la pendenza diviene meno impegnativa. Una volta ad Arosio, il grosso della salita per oggi lo avremo fatto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1014.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1014" class=
    "CtreTexte"><br>
    Incrociamo una strada forestale in prossimità di una segheria. Guardando indietro, scorgo il Pizzo di Claro ed il Piz de Molinera, montagne che sovrastano casa mia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1016.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1016" class=
    "CtreTexte"><br>
    10:35 Siamo alla periferia di Arosio, ed è tutta un'attività edilizia. Cantieri ovunque, casette nuove appena terminate. La zona deve essere decisamente rinomata. In effetti, in condizioni
    normali penso che in meno di mezz'ora si possa arrivare a Lugano, e la vista e la collocazione sono magnifici. Di fronte a noi (zoomato) il Monte Bar (tutto a sinistra) e la sua capanna (tutta a
    destra).<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1022.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1022" class=
    "CtreTexte"><br>
    Dalla pendenza si capisce perché in inverno è così frequentata dagli ciaspolatori: la pendenza è al di sotto&nbsp; dei 30° oltre i quali vi è possibilità di slavine. Ma soprattutto, niente più
    rumori di traffico: tranquillità, e silenzio naturale.<br>
    <br>
    10:45 Siamo in centro paese. Anche qui di bar aperti nisba. Mi sa che dovrò fare a meno del caffé ancora per un po'. Qui inizia il sentiero del castagno, che seguiremo per buona parte della
    giornata. La prima meta è Mugena, e là davanti vediamo già il Monte Lema, ai cui piedi arrivermo questo pomeriggio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1034.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1034" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sentiero scende. portandoci in una conca con una piccola scuderia, gira largo verso sinistra, per tornare poi a rialzarsi e portarci verso Mugena. L'ultimo tratto è un po' più iimpegnativo:
    neve ghiacciata, bisogna fare attenzione a come e dove si cammina.<br>
    <br>
    11:10 In vista di Mugena. Il paesino (come tutti gli altri) è abbarbicato sulle pendici nord della montagna, in modo da ottimizzare l'esposizione al sole.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1051.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1051" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:20 Il nucleo è ben conservato. Le case tutte attaccate le une alle altre (la privacy era un optional). Su di un muro, una meridiana senza gnomone, e poco più avanti una seconda, anche lei
    senza gnomone.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1055.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1055" class=
    "CtreTexte"><br>
    Attraversiamo tutto il paesino, continuiamo per meno di 1 chilometro lungo la strada asfaltata che porta a Breno, poi vediamo la diramazione del sentiero. Lungo la strada il percorso sarebbe più
    corto, dato che il sentiero fa una lunga curva seguendo la valletta laterale che porta verso la catena del Tamaro, per alzarsi poi e passare sopra a Vezio e Frescoggia. Abbiamo deciso di seguire
    questo percorso, per evitare la strada e l'asfalto. Lungo il sentiero, montagne di m.... Deve esserci un pascolo... In effetti una giovane scozzese ci attende poco oltre.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1063.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1063" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:40 Il sentiero è entrato deciso nella valletta laterale. La neve comincia ad essere tanta, per fortuna altre persone sono passate prima di noi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1068.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1068" class=
    "CtreTexte"><br>
    Poco oltre, un ponticello che permette di passare il riale che scaturisce dalle montagne. Appena oltre, la zona con un piccolo bacino artificiale, costruito per facilitare l'opera di spegnimento
    in caso di incendio. Piccola discussione se fermarsi qui per il pranzo, anche se non è ancora mezzogiorno. Valutiamo i pro ed i contro: una zona così tranquilla e soleggiata difficilmente la
    ritroviamo. Si mangia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1076.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1076" class=
    "CtreTexte"><br>
    Ai bordi del laghetto, un castagno vecchissimo.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1088.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1088" class=
    "CtreTexte">12:30 Dopo i soliti due panini, thé caldo, una riga di cioccolata, e quattro chiacchere in libertà, ripartiamo. Davanti a noi il sentiero che sale per scollinare nuovamente in
    direzione di Vezio.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1089.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1089" class=
    "CtreTexte"><br>
    12:35 Arriviamo al bivio che scende nuovamente verso Vezio, o che porta sopra lo stesso. Discussione: Danila e Pierfranco lo hanno già percorso. E' esposto a Nord, e in certi punti stretto. Con
    la quantità di neve presente, ed il freddo, rischiamo di trovare molto ghiaccio: troppo pericoloso. Decidiamo di riportarci verso la strada.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1093.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1093" class=
    "CtreTexte"><br>
    Scendendo trovo un punto di stratificazione verticale, che presenta evidenti segni di ferro, e meno di due metri più in là non ce n'è più traccia. Arriviamo alla strada: abbiamo percorso circa
    tre chilometri per spostarci di meno di uno :-)<br>
    <br>
    12:45 Vezio. Anche qui entriamo nel paesino. Non abbiamo incontrato praticamente anima viva in nessuno dei tre che abbiamo già passato. Anche qui il nucleo è ben tenuto, Lo attraversiamo tutto
    per riprendere il nostro sentiero, che scende nuovamente.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1104.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1104" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:00 Siamo scesi sotto la strada principale. Sulla nostra sinistra un piccolo altopiano, al centro della valle, con una grande fattoria che è stata riconvertita in agriturismo. E dietro di noi,
    bella vista su Arosio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1117.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1117" class=
    "CtreTexte"><br>
    E là davanti, invece, Aranno, dal quale non passeremo, dato che si trova sull'altra sponda della valle.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1121.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1121" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sentiero (è una forestale) continua passando sotto Frescoggia, che di conseguenza non visitiamo. Poi si inerpica nuovamente, e ci riporta sulla strada, grazie alla quale entriamo in paese.
    Alla nostra sinistra appare il Monte Generoso.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1124.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1124" class=
    "CtreTexte"><br>
    Settimana scorsa, <a href="http://www.montagnaticino.com/article-la-sentinella-delle-prealpi-il-poncione-d-arzo-44539286.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">dal Poncione
    d'Arzo</span></a>, lo avevo visto da un'altra angolazione... Intanto anche il Lema si avvicina.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1125.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1125" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:30&nbsp;Entriamo a Breno, e lo passiamo percorrendo le sue viuzze. La chiesa, la piazza principale, fontane, acciotolato. Tutto lindo e ben tenuto. Dalla terrazza posta davanti alla chiesa,
    vista imprendibile in tutte le direzioni.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1144.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1144" class=
    "CtreTexte"><br>
    Usciamo, e nel contempo involontariamente una signora del posto si affianca a noi. Sta per fare una passeggiata, e percorriamo assieme un tratto del sentiero che porta verso Miglieglia. Il
    sentiero si stacca nuovamente dalla strada principale, per portarci in una valletta. Arriviati al bivio per il Lema / Miglieglia, la signora si congeda, e Danila mi fa notare le seconde primule
    di quest'anno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1153.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1153" class=
    "CtreTexte"><br>
    Noi prendiamo a sinistra, passando subito un ponticello. Qui il sentiero è esposto a Nord, ed in effetti vi è abbastanza ghiaccio. Abbiamo fatto bene ad evitare il tratto sopra Frescoggia e
    Vezio: ci avrebbe potuto causare delle difficoltà.<br>
    <br>
    14:00 Sguardo verso Breno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1165.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1165" class=
    "CtreTexte"><br>
    14:20 Il sentiero è terminato, siamo ritornati sulla strada. Abbiamo già visto i piloni della teleferica che porta al Lema. La zona è fredda, con continue cascatelle di ghiaccio lungo le pareti
    di sasso. Qui il sole non batte per buona parte dell'anno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1178.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1178" class=
    "CtreTexte"><br>
    Camminando raccolgo tre bottigliette di birra lasciate lungo il bordo della strada. La maleducazione non ha limiti. Il bello è che se qualcuno mi vede, penserà che io sia un alcoolizzato, proprio
    io che non tocco mai una goccia di alcool. Ma per la natura si fa questo ed altro.<br>
    <br>
    14:30 Siamo quasi arrivati a MIglieglia. Siamo andati decisamente più veloci di quanto immaginassi. Il postale che ci riporterà a Gravesano parte solo alle 17:01 da Novaggio, e da Miglieglia a
    Novaggio ci vuole solo una mezz'oretta. Dietro di noi riappare Breno, splendida nella sua posizione dominante.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1185.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1185" class=
    "CtreTexte"><br>
    14:40 Siamo in centro paese, dove si sta organizzando il carnevale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1194.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1194" class=
    "CtreTexte"><br>
    Finalmente un bar aperto!!!! Entriamo, tanto abbiamo tutto il tempo che vogliamo, e finalmente, finalmente posso bermi il mio caffé.<br>
    <br>
    15:10 Dopo aver sistemato diversi bisogni, ci rimettiamo in marcia verso Novaggio. Il sentiero scende seguendo la cresta della montagna, e nuovamente troviamo diversi punti ghiacciati. Arrivati
    in fondo troviamo un ristorante, sei stelle, con tanto di armigero che fa la guarda., e la ruota di un antico mulino.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1210.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1210" class=
    "CtreTexte"><br>
    15:40 Il sentiero ha toccato il punto più basso, e ricomincia a salire. Vediamo nuovamente Breno dietro di noi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1214.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1214" class=
    "CtreTexte"><br>
    15:45 Usciamo dalla valletta incassata che abbiamo percorso, e vediamo Aranno di fronte a noi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1234.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1234" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sole sta iniziando a tramontare, e i colori diventano più soffusi. Bellissimo.<br>
    <br>
    16:00 Siamo a Novaggio. Controlliamo gli orari del postale, per verificare se ve ne sia uno prima, ma niente da fare. Decidiamo di imboscarci in un bar, in modo da non prendere freddo.
    Percorriamo le viuzze di Novaggio, con cartelli d'altri tempi. Eccone uno ad esempio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1229.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1229" class=
    "CtreTexte"><br>
    Devo fare attenzione: in piano io galoppo a 7 Km/ora, rischio una brutta multa.<br>
    <br>
    Ci lasciamo guidare dal naso, ed <a href="http://www.pensionebelcantone.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">entriamo nel ristorante-pizzeria Belcantone</span></a>. Normalmente,
    quando entro in un bar di paese con gli scarponi ed il sacco, mi guardano male, come se penssassero "chissà se avrà i soldi per pagare" o "adesso mi sporca tutto il pavimento di fango" o ancora
    "prenderà un bicchiere d'acqua e farà storie per pagare dicendo che è troppo cara". Sono pronto al peggio, sempre. E invece, miracolo, ci si fa incontro un giovane cortese, con un bel sorriso. Ci
    fa accomodare, è gentilissimo di sua natura, non per forza. Facciamo una merenda splendida con formaggio stagionato dell'alpe, salamino, pane scurso croccante. E per finire in bellezza, ci porta
    un assaggio di crema di ceci e carciofo crudo, senza sovrapprezzo. Ci racconta della sua passione per la ristorazione, di come hanno ristrutturato le camere con letti a baldacchino. La sala da
    pranzo ben apparecchiata, tovaglie in tessuto e non in carta, una bella terrazza esterna che deve essere una goduria in estate. La carta propone piatti equilibrati, ad un prezzo onesto. E c'è
    anche la pizzeria. Senti, normalmente io non faccio pubblicità, e Fulvio non mi ha pagato, ma questi signori meritano veramente una visita. Io ci tornerò.<br>
    <br>
    17:00 Saltiamo sul postale che ci porterà fino a Breno, dove cambieremo per prendere quello che ci porterà a Gravesano.<br>
    <br>
    17:18 Stiamo correndo per arrivare alla fermata del secondo postale, il primo ci ha lasciati fuori paese. La luce indora il Bar ed il Garzirola. Mentre falchiamo per le stradine, scatto di
    corsa.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.13-Alto-Malcantone/2010.02.13-Alto-Malcantone-1238.JPG" alt="2010.02.13-Alto-Malcantone 1238" class=
    "CtreTexte"><br>
    17:50 Siamo a Gravesano. Danila e Pier ci accompagnano a Bedano a recuperare la nostra auto, poi via verso casa. Escursione splendida, zona meravigliosa, ci torneremo.<br>
    <br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1571676.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di
    speciale).</span></a><br>
    <br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 21:16:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-conosci-l-alto-malcantone-13-02-2010-44949514.html</guid>
                <category>Trekking impegnativo</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-conosci-l-alto-malcantone-13-02-2010-44949514-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[La sentinella delle Prealpi: il Poncione d'Arzo, 07.02.2010]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-la-sentinella-delle-prealpi-il-poncione-d-arzo-44539286.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.00047f08d3902f0b67bbe&amp;ll=45.884332,8.934546&amp;spn=0.029874,0.051584&amp;t=h&amp;z=14&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.00047f08d3902f0b67bbe&amp;ll=45.884332,8.934546&amp;spn=0.029874,0.051584&amp;t=h&amp;z=14&amp;source=embed">
    La sentinella delle prealpi: il Poncione d'Arzo, 07.02.2010</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    Percorso effettuato: Arzo (Q518) - Poncione d'Arzo (Q1015)&nbsp; - cresta fino al punto "P49" - Arzo.<br>
    <br>
    Difficoltà: sentiero T1 - T2.<br>
    <br>
    Dislivello: 500 metri.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso: 10 Km.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente: 15 Km.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause): 3.5 ore.<br>
    <br>
    La zona di Arzo, Tremona, Meride, Besazio e Rancate è stata centro importante per le aziende tessili dal secondo dopo guerra fino a circa la fine degli anni '80. Vi si trovavano diverse ditte di
    lavorazione dei tessuti, e sartorie che confezionavano abiti. Ogni giorno, dal valico di Arzo, entravano centinaia di donne frontaliere che andavano a lavorare in queste fabbriche, per rientrare
    poi ai loro domicili alla sera.<br>
    <br>
    Arzo è anche conosciuta per i marmi macchiati, particolarmente pregiati.<br>
    <br>
    Non è andata come volevo... Tutto sbagliato... In primo luogo, avevo pianificato di salire finalmente alla capanna Bovarina (è da un anno che ce l'ho in programma). Tutto a posto, meteo per
    domenica splendida, livello di pericolo valanghe 2 su 5, che per il posto va benissimo. Poi, venerdi si mette a nevicare: solo 24 ore, ma intanto mi fa alzare il livello a 3 su 5. Inoltre,
    previsto favonio per domenica, il che significa che la neve fresca tenderà a sganciarsi facilmente. Niente, lascio stare. Così cerco nella mia memoria, e mi sovvengo del Poncione d'Arzo, che
    avrei voluto raggiungere <a href="http://www.montagnaticino.com/article-32375129.html"><span style="color: #ff0000;">durante l'escursione al monte San Giorgio</span></a>, ma che non eravamo
    riusciti a fare.<br>
    <br>
    Rita domenica ha un corso, così mi organizzo per andare da solo. Controllo la cartina, sono 5 Km andare, 5 Km tornare, e 500 metri di dislivello. Un po' poco. Decido di allungare dal Poncione e
    scendere fino a Crocifisso, da dove si può raggiungere Serpiano, il San Giorgio, e Meride. Il programma prevede la discesa su Meride, poi si continua fino a Tremona, Besazio, per rientrare ad
    Arzo. In tutto 14 Km e 600 metri di dislivello. Ma come al solito, quando vado io ci sono le sorprese (come dice mooooolto giustamente Danila), e per finire ho fatto molto meno di quanto volessi.
    Ma andiamo con ordine.<br>
    <br>
    Domenica mattina me la prendo stracomoda, tanto un giro così lo faccio in meno di 6 ore, e ormai c'è luce fino alle 18:00. Per sicurezza metto la frontale nel sacco, non si sa mai. Per il resto,
    sacco leggero con giusto il pranzo (che penso di fare in vetta), acqua e thé caldo, due mandarini. Dato che le temperature sono annunciate alte, mi vesto poco, ma prendo un po' di scorta per i
    "...ma perché non ci ho pensato?".<br>
    <br>
    10:15 Arrivo ad Arzo, e ho difficoltà a trovare un parcheggio. Dopo un po' di girare, riesco a piazzare l'auto, infilo gli scarponi, Percorro il paese, cercando un caffé aperto, e fortunatamente
    ne trovo uno. Mi imbosco immediatamente, e mi faccio l'iniezione di caffeina per svegliarmi. Ho calcolato di impiegarci poco più di un'oretta e mezza per arrivare in cima, per cui verso
    mezzogiorno mi dovrei poter godere i panini con vista sulla pianura Padana, e le montagne a Nord.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0904.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0904" class=
    "CtreTexte"><br>
    10:30 Incredibile, sono pronto per partire. Mi avvio verso "La Perfetta", e arrivato ad una cappelletta che soffre di gigantismo, trovo l'indicazione per il sentiero di salita.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0905.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0905" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il sentiero si presenta come una mulattiera, con appena appena un velo di neve. Mi incammino tra la vegetazione che mi toglie tutta la vista sul paese. Il sentiero è talmente lineare che è
    impossibile sbagliare. Poi, finalmente, una botta di vita: un ostacolo da superare... Beh, è stata praticamente la cosa più difficile che ho fatto durante tutta l'escursione.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0908.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0908" class=
    "CtreTexte"><br>
    Vista, nisba. Non ostante non ci siano foglie, gli alberi sono talmente fitti da impedire la vista in qualsiasi direzione.<br>
    <br>
    10:50 Ohh, un po' di cielo. E' di un azzurro splendido, il vento ha pulito l'aria.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0909.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0909" class=
    "CtreTexte"><br>
    E la sopra, la mia probabile meta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0916.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0916" class=
    "CtreTexte"><br>
    Verso Sud, invece, la situazione è pessima. Vedo le ondate di smog infrangersi contro le prealpi, in modo marcato. Niente visibilità. In condizioni normali si potrebbe vedere la madonnina del
    duomo di Milano. Ma come fai, tu che abiti a Milano, a vivere dentro questa cappa mortale?<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0917.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0917" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:05 Arrivo ad un punto con un cartello non standard, con l'indicazione "P49". Che sia Licio Gelli con la sua "P7" al quadrato? Io ci scherzo, ma il cartello mi farà uno scherzo, questo
    pomeriggio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0918.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0918" class=
    "CtreTexte"><br>
    11:10 Fin qui la traccia sul sentiero era battuta. La neve è diventata un po' più consistente, ma seguo le orme dei miei predecessori, e tutto funziona bene. Arrivo però ad un punto in cui i
    cartelli gialli mi farebbero girare a sinistra. Noooo, torno ad Arzo se vado a sinistra. Però non ci sono indicazioni, ed il campo davanti a me non mostra tracce visibili di passaggio. Mi
    avventuro ugualmente.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0921.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0921" class=
    "CtreTexte"><br>
    In effetti poco più avanti vedo la marca, e il messaggio "sentiero di montagna". Mah, questi qui non sono mai stati in valle Leventina o Blenio. Oltre il campo ritrovo i segni pedestri di altri
    scalatori, e tengo la via seguendo principalmente i loro passi, più che altro per non riempirmi gli scarponi di neve, che qui è alta almeno 10 centimetri. Non ho portato le ghette da neve (in
    Ticino le chiamiamo &lt;gamasce&gt;), e cerco di evitare di camminare fuori pista.<br>
    <br>
    11:35 Il sentiero in questo tratto è decisamente più pendente. Giungo ad una cresta che guarda verso l'Italia, e vedo il segnale di confine, e la recinzione a rete metallica (chiamata in Ticino
    &lt;ramina&gt;).<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0925.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0925" class=
    "CtreTexte"><br>
    La ramina è tutta sberciata e piena di buchi. Ripenso a quando (fino all'inizo degli anni '80) gli italiani emigrati in Svizzera venivano chiamati "maia-ramina" (mangia ramina). Coloro che
    facevano i buchi nella rete, mangiandola, per venire in Svizzera e aprofittare del benessere e del lavoro. Mio papà arrivò nel 1946, il papà di Rita nel 1963. Il flusso di italiani dopo la II
    guerra mondiale è stato importante, soprattutto dalle regioni più povere, come il Veneto, il Friuli, ed in generale il Sud Italia. Persone che si ritrovavano in un ambiente ostile, con una meteo
    schifosa, una lingua dura e incomprensibile, giornate di lavoro durissimo, di 12-14 ore, compreso il sabato. E che venivano chiamati "maia-ramina"... Questi italiani che hanno dato lustro alla
    loro Nazione, mostrando coraggio, caparbietà, intelligenza, voglia di lavorare, e che si sono fatti strada.&nbsp;Max Frisch&nbsp;(grazie Mauro per avermi fatto sapere chi è il padre di questa
    affermazione) ha descritto il fenomeno con un'unica frase, azzeccatissima: "Volevamo braccia, e sono arrivati uomini". Grande!<br>
    <br>
    Intanto continuo, incontro un signore col cane che sta scendendo. Quattro chiacchere, mi informo sulla discesa per Crocifisso, mi informa che è problematica per la neve ed il fondo bagnato e
    fangoso. Continuo la salita, e veloci vedo tre camosci, che scendono alla mia destra, passando dietro un costone. Lo risalgo rapidamente, ma purtroppo sono già scomparsi tra la vegetazione.
    Incontro un altro gitante, che sta scendendo anche lui. Per il resto, silenzio.<br>
    <br>
    12:01 Sono in cima. Come controaltare del cartello svizzero, adesso vedo quello italiano.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0928.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0928" class=
    "CtreTexte"><br>
    Zona di contrabbandieri, si saliva dalla Svizzera con il caffé ed il riso, e si scendeva verso Saltrio o Porto Ceresio. Così, vedo i resti di una garitta. Penso con compassione agli uomini che vi
    dovevano fare la guardia, di notte, col freddo...<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0930.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0930" class=
    "CtreTexte"><br>
    C'è vento freddo, non va bene fermarsi qui per il pranzo. Oltretutto la neve è alta, non c'è un posto per sedersi comodi. Decido di iniziare la discesa verso Crocifisso, e fermarmi in un luogo
    più opportuno per il mio banchetto domenicale. Il cartello giallo è chiarissimo, e lo seguo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0929.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0929" class=
    "CtreTexte"><br>
    Meride bello in grande! Il sentiero percorre inizialmente la cresta, e finalmente riesco ad avere un po' di panorama.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0931.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0931" class=
    "CtreTexte"><br>
    Il mio senso dell'orientamento mi dice che sto andando nella direzione sbagliata... Torno indietro, cerco il sentiero verso sinistra, niente. Altri cartelli non ce ne sono. Passando però, il mio
    occhio cade su di un sasso, e nella cavità sotto lo stesso, gioia e delizia, vedo le prime primule di quest'anno. A Q1000, in febbraio, con la neve tutt'attorno... Regalo bellissimo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0935.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0935" class=
    "CtreTexte"><br>
    Mi rassegno, vorrà dire che il sentiero per Crocifisso è quello che il mio senso dice essere sbagliato... Dopo un centinaio di metri in cresta, il sentiero inizia a scendere, praticamente nella
    neve fresca. Sguardo a destra, e vedo il monte Rosa.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0940.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0940" class=
    "CtreTexte"><br>
    12:15 Il sentiero corre pochi metri sotto la cresta. Senza gamasce la neve inizia ad entrare negli scarponi. Maledetto il sacco leggero... Vedo sulla cresta un punto senza vegetazione, e decido
    di salirci. Ah, ne è valsa la pena.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0942.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0942" class=
    "CtreTexte"><br>
    Nell foto ci sono il San Salvatore, Melide, il lago di Lugano, Lugano, il monte Bar, la sua capanna, il pizzo di Claro, il convento del Bigorio, Bigorio, ecc. ecc. Riesco a fotografare anche il
    monte Lema, il Garzirola, e tanti altri (vedi l'album). Perô, qualcosa non funziona... la cresta mi sta portando nella direzione sbagliata...<br>
    <br>
    12:30 Trovo un pilone dell'alta tensione, libero da vegetazione attorno, e con i supporti in cemento adatti alla seduta e senza neve. Mi fermo per il pranzo. Ho controllato, sono dalla parte
    sbagliata. Ma ormai sono sceso troppo, e tutto nella neve fresca. Decido di lasciar stare, godermi il pranzo, e farmi guardare maliziosamente dal Poncione.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0969.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0969" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:00 Ripartenza. Ormai, guardando dal basso, capisco cosa è successo: ho attraversato il versante verso Est, invece di scendere verso Nord. Ma tant'è....<br>
    <br>
    13:20 Ritrovo un cartello che conosco: adesso ho capito. Sono salito da sinistra, scendo da destra, e la "P" sta per "pirla"... Devo fidarmi di più del mio senso dell'orientamento, devo fidarmi
    di più del mio senso dell'orientamento, devo fidarmi di più del mio senso dell'orientamento. A casa mi propongo di scriverlo almeno 100 volte.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0970.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0970" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:30 Scendendo ho la bella vista sul monte Generoso.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0972.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0972" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:45 Quasi in basso. Devio dal sentiero per avvicinarmi alla tenuta de "La Perfetta". Una miriade di cartelli criminalizzanti mi accoglie, con divieti di tutte le specie, tipi&nbsp;e natura. Li
    leggo attentamente, poi me ne frego altamente, ed entro, dato che ho visto una terrazza dalla quale probabilmente c'è un po' di vista verso Arzo. E in effetti...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0974.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0974" class=
    "CtreTexte"><br>
    13:55 Fine della corsa. Sono nuovamente ad Arzo. Mi imbosco nello stesso caffé di stamane, per risollevarmi il morale. Tornando verso l'auto, bel contrasto di colori.<br>
    <br>
    <img height="902" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.02.07-Poncione-di-Arzo/2010.02.07-Poncione-di-Arzo-0983.JPG" alt="2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0983" class=
    "CtreTexte"><br>
    E no, non è andata come avrei voluto.<br>
    <br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1565665.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui per vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).</span></a><br>
    <br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:12:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-la-sentinella-delle-prealpi-il-poncione-d-arzo-44539286.html</guid>
                <category>Passeggiate per famiglie</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-la-sentinella-delle-prealpi-il-poncione-d-arzo-44539286-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Ciaspolata in Dötra e Croce Portera, 17.01.2010]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-ciaspolata-in-dotra-e-croce-portera-17-01-2010-43178883.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047d7157001b954d145&amp;ll=46.54068,8.877983&amp;spn=0.059038,0.102825&amp;z=13&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047d7157001b954d145&amp;ll=46.54068,8.877983&amp;spn=0.059038,0.102825&amp;z=13&amp;source=embed">
    Ciaspolata a Dötra e Croce Portera, 17.01.2010</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: Camperio, scuola vedica (Q1252)&nbsp;- Camperio. Piera (Q1310) - Marzanei (Q1674) - Dötra (Q1749) - Croce Portera (Q1917) - Dötra - Oncedo
    (Q1440) - Camperio, Piera - Camperio, scuola vedica.<br>
    <br>
    Difficoltà del sentiero: WT1 fino alla Dötra, WT2 fino a Croce Portera e a scendere dalla Dötra passando per Oncedo.<br>
    <br>
    Dislivello: Circa 650 metri.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso:&nbsp;14 Km.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente:&nbsp;21 Km.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause):&nbsp;.7.5 ore<br>
    <br>
    Riferimenti: <a href="http://www.capanneti.ch/dotra/dotra.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">capanna Dötra</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href=
    "http://www.blenio.com/desktopdefault.aspx?tabId=24&amp;languageId=1" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">grotto Dötra</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href=
    "http://www.swissinfo.ch/ita/index.html?cid=1077294" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">"Claudio Caccia (grotto Dötra) prepara il risotto"</span></a><span style=
    "color: #ff0000;">,</span> <a href="http://www.montagnaticino.com/article-32565546.html"><span style="color: #ff0000;">"Da Piera ad Acquacalda" del 11.06.2009</span></a><span style=
    "color: #ff0000;">&nbsp;<br></span><span style="font-size: 10pt;"><br></span></span>
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 10pt;">Osservazioni: l'escursione fino alla Dötra, seguendo la strada forestale, può essere fatta sia senza che con le ciaspole. D'altra
    parte il percorso è particolarmente indicato per chi vuole impratichirsi con la camminata strana necessaria ad utilizzare le racchette da neve, dato che lo sforzo è limitato. Il tratto fino a
    Croce Portera è un po' più impegnativo, dato che l'ultimo pezzo non è battuto, ma dà il piacere di aprire la propria traccia. Tutta l'escursione può essere fatta anche dopo forti nevicate, dato
    che non vi è pericolo di valanghe.<br>
    <br>
    Rita si è appena ripresa dai postumi di un colpo della stega alla schiena (ma i colpi degli stregoni non esistono?), così valutiamo un percorso agevole, che ci permetta di godere della giornata,
    e verificare se la schiena di Rita tiene il colpo. Non sono un gran fanatico del percorso in Dötra, normalmente troppo frequentato, ma in questo caso ci può stare: salita lungo la forestale con
    poca pendenza, pranzo al caldo, e possibilità di continuare fino a Croce Portera se tutto va bene.<br>
    <br>
    Invio gli inviti, e Laura, Fiorenzo ed Enrico (con la sua Billie)&nbsp;si annunciano per la giornata ciaspolante. Ci ritroviamo come al solito al parcheggio Coop di Castione, poi via lungo la
    valle di Blenio, con fermata ad Olivone per un caffé.<br>
    <br>
    09:40 Su consiglio di Enrico, invece di parcheggiare lungo la strada a Piera, abbiamo preso la deviazione a destra qualche centinaio di metri prima, e ci ritroviamo su di un largo spiazzo,
    comodissimo, e senza rischi per le portiere delle auto. Di fronte a noi uno stabile abbastanza grande, e un cartello indicante la finalità dello stesso.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0591.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0591" class="noAlign"><br>
    <br>
    Laura e Fiorenzo hanno appena acquistato le loro ciaspole, così ci vuole un po' di tempo per la prima regolazione. Il vantaggio è che, una volta regolate, in 15 secondi le si infilano, e in 15
    secondi le si tolgono...<br>
    <br>
    10:00 Finalmente pronti, e foto di gruppo per la partenza.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0600.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0600" class="noAlign"><br>
    <br>
    Billie è impaziente di partire... Deliziosa, coccolona, e con un bel carattere. Proprio un amore.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0594.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0594" class="noAlign"><br>
    <br>
    Saliamo lungo la vecchia cantonale verso Piera, mentre Laura e Fiorenzo fanno il rodaggio alle loro ciaspole. Arrivati a Piera, ci accorgiamo che oggi ci sono pochissime auto parcheggiate. Sarà
    per la meteo, annunciata non proprio brillante, o per il fatto che il ristorante della capanna Dötra oggi è chiuso, ma c'è poca gente. E soprattutto, non passerà neanche una motoslitta durante
    tutta la salita! Per poco tempo vediamo il Sosto, perno montano della zona di Campo Blenio.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0603.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0603" class="noAlign"><br>
    <br>
    10:10 Eccoci all'imbocco della forestale. Quest'anno l'innevamento è ottimo (due anni fa la neve era solo a chiazze), ed il fondo è talmente compatto che si potrebbe salire anche senza calzare le
    racchette.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0612.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0612" class="noAlign"><br>
    <br>
    Come al solito la velocità del gruppo è molto disomogenea. Rita, Enrico e Fiorenzo partono a spron battuto, Laura ed io rimaniamo subito indietro.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0614.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0614" class="noAlign"><br>
    <br>
    10:35 Si sale ciacolando, senza stress e senza fretta. Ho riservato al grotto Dötra (in montagna, se ti fermi a mangiare in capanna o grotto, ti consiglio di chiamare sempre prima, altrimenti
    potresti trovare tutto occupato, e nessun tavolo libero per te) per tutti e cinque, e stamane ho confermato la nostra presenza. In basso, sprazzi di Olivone.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0620.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0620" class="noAlign"><br>
    <br>
    Usciamo dal bosco (ormai ci stiamo alzando bene di quota), e davanti a noi compare un vecchio amico: il <a href="http://www.montagnaticino.com/article-23229905.html"><span style=
    "color: #ff0000;">pizzo Rossetto, da cui ci eravamo goduti il panorama 28.09.2008</span></a>.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0622.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0622" class="noAlign"><br>
    <br>
    Arriviamo ad un primo insediamento, aperto, neve da per tutto. La meteo aveva annunciato una giornata parzialmente coperta, invece il cielo, già dal mattino presto, aveva mostrato ampi squarci di
    blu, e la situazione migliora continuamente. Devo dire che in queste occasioni sono molto ben disposto verso il personale di MeteoSvizzera, e particolarmente propenso a perdonarli.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0627.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0627" class="noAlign"><br>
    <br>
    10:50 Laura ed io siamo i freni del gruppo, così decidiamo di lasciar andare Rita, Enrico e Fiorenzo al loro passo. Appuntamento a Dötra, non si può sbagliare strada. In breve scompaiono lungo il
    sentiero. Rita è contentissima, la schiena non le duole, e riesce a tenere bene il suo passo.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0638.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0638" class="noAlign"><br>
    <br>
    11:30 Arriviamo a Marzanei. Sono un po' preoccupato, Laura è più lenta di quanto mi aspettassi... Avremmo dovuto arrivare qui verso le 11:00, per essere a mezzogiorno a Dötra. La attendo nel
    nucleo.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0648.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0648" class="noAlign"><br>
    <br>
    Ormai mancano solo un centinaio di metri di dislivello per arrivare. Proseguiamo lungo il sentiero (due bei cartelli indicatori rendono impossibile sbagliare strada) e in breve siamo sopra
    Marzanei.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0663.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0663" class="noAlign"><br>
    <br>
    12:00 Stiamo andando lentamente... Come compenso splendida vista sul massiccio dell'Adula.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0667.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0667" class="noAlign"><br>
    <br>
    12:20 Bellissimo sorbo lungo la via.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0677.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0677" class="noAlign"><br>
    <br>
    12:30 Laura è sopravvissuta ad una crisi ipoglicemica. Decido di affiancarla per sostenerle il morale. Inoltre, la strada è arrivata al culmine, e da qui è prevalentemente piana e in dolce
    discesa fino a Dötra.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0683.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0683" class="noAlign"><br>
    <br>
    12:40 Davanti a noi appare l'insediamento di Dötra. Ci pregustiamo già il piatto caldo.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0686.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0686" class="noAlign"><br>
    <br>
    13:00 Arrivati. Rita &amp; Co. sono stati talmente gentili da attenderci per il pranzo. Ci piazziamo al desco, e, Lucullo docet, ci strafoghiamo con i nostri piatti. Poi, penalità di partita,
    parte la digestione, e improvvisamente mi sento pesante come il masso di Sisifo. Neanche il caffé riesce a mettermi in sesto.<br>
    <br>
    14:30 Rita, Enrico, Fiorenzo&nbsp;ed io decidiamo di combattere l'abbiocco, e di andare fino a Croce Portera. Ci mettiamo in cammino, in un paesaggio fiabesco.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0690.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0690" class="noAlign"><br>
    <br>
    La prima parte del percorso avviene lungo l'alpe, praticamente in piano. In giugno qui era tutto uno scintillio di fiori. Decisamente una zona molto bella, anche se per Rita e me non riesce a
    sorpassare quella del Piora.<br>
    <br>
    15:00 Siamo ai piedi della salita per arrivare a Croce Portera. Il cielo nel frattempo si è aperto completamente, regalandoci una passeggiata bellissima. Inserisco l'alzatacco, e su per il
    pendio.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0698.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0698" class="noAlign"><br>
    <br>
    15:05 Salita breve, Rita ed Enrico mi guardano dall'alto...<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0700.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0700" class="noAlign"><br>
    <br>
    Poi si apre un secondo pianoro, più piccolo. La traccia comincia ad essere meno marcata, segno che la zona non è così frequentata.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x902/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0704.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0704" class="noAlign"><br>
    <br>
    Attorno il silenzio, la neve, le cime ed il cielo.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0706.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0706" class="noAlign"><br>
    <br>
    15:30 Appare lui, il pizzo Colombe: sono quasi arrivato. Appena oltre, il Piora...<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0720.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0720" class="noAlign"><br>
    <br>
    15:33 Ed ecco la croce. Rita ed Enrico hanno aperto la traccia, per cui mi ritrovo il percorso facilitato.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0727.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0727" class="noAlign"><br>
    <br>
    Appena oltre, la zona di Acquacalda, con il Centro Uomo-Natura. Foto di rito per il raggiungimento dell'obiettivo, poi giriamo i tacchi, e partiamo per rientrare, dato che il sole qui è già
    tramontato. Il paesaggio delizia gli occhi.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0752.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0752" class="noAlign"><br>
    <br>
    16:10 Il ritorno è decisamente più veloce, e in breve arriviamo nuovamente a Dötra.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0759.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0759" class="noAlign"><br>
    <br>
    Ci fermiamo nuovamente al grotto per un caffé, e Claudio ci informa che Laura e Fiorenzo sono partiti da una mezz'oretta, e che scenderanno lungo la forestale. Rita, Enrico ed io, invece, abbiamo
    deciso di tagliare lungo il sentiero estivo, che passa da Oncedo, accorciando così il percorso.<br>
    <br>
    16:30 Ci mettiamo in moto, dato che la luce sta calando velocemente. In realtà non è un problema, il sentiero lo si può seguire anche con le frontali, ma vogliamo raggiungere Laura e Fiorenzo per
    non farli attendere. Dall'altra parte della valle, l'Adula si gongola nella luce del tramonto.<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0782.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0782" class="noAlign"><br>
    <br>
    17:00 Discesa senza storia fino ad Oncedo, su neve più morbida di quella della forestale, che permette di fare delle belle scivolate con la tecnica Telemark. Oncedo è già al buio...<br>
    <br>
    <img src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0800.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0800" class="noAlign"><br>
    <br>
    ...mentre l'Adula ha messo il Fard.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera/2010.01.17-Dotra-Croce-Portera-0791.JPG" alt="2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0791"
    title="null" class=" noAlign" style=
    "BORDER-BOTTOM: #000 0px solid; BORDER-LEFT: #000 0px solid; MARGIN: 0px auto; BORDER-TOP: #000 0px solid; BORDER-RIGHT: #000 0px solid; border: 0px solid #000; margin: 0px NaNpx;"><br>
    <br>
    17:20 Arriviamo al punto in cui il sentiero si ricongiunge con la forestale, e dopo due minuti arrivano anche Laura e Fiorenzo: tempismo perfetto. Assieme rientriamo al parcheggio, poi rientro a
    Castione.<br>
    <br>
    Giornata splendida, di quelle che ti restano nel cuore, soprattutto il pezzo tra Dötra e Croce Portera.<br>
    <br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1550647.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di
    speciale).</span></a><br>
    <br>
    <br></span></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:46:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-ciaspolata-in-dotra-e-croce-portera-17-01-2010-43178883.html</guid>
                <category>Ciaspole per famiglie</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-ciaspolata-in-dotra-e-croce-portera-17-01-2010-43178883-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Escursioncella a San Bernardino, 27.12.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-escursioncella-a-san-bernardino-27-12-2009-42027437.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047bee4795fccedf56f&amp;ll=46.453766,9.197273&amp;spn=0.029566,0.051413&amp;z=14&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.00047bee4795fccedf56f&amp;ll=46.453766,9.197273&amp;spn=0.029566,0.051413&amp;z=14&amp;source=embed">
    San Bernardino, 27.12.2009</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: San Bernardino villaggio - alpe Doss - discesa verso Pian San Giacomo - lago Doss - San Bernardino villaggio.<br>
    <br>
    Difficoltà del sentiero: T1, innevato ma battuto.<br>
    <br>
    Dislivello: Circa 350 metri.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso:&nbsp;8 Km.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente:&nbsp;11 Km.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause):&nbsp;.3.5 ore<br>
    <br>
    Riferimenti <a href="http://www.sanbernardino.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">Ente Turistico di San Bernardino</span></span></a><span style=
    "font-size: 10pt;">.<br>
    <br></span></span>
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 10pt;">Osservazioni: l'escursione può essere fatta sia senza che con le ciaspole. Il sentiero è battutto in buona parte dal gatto delle
    nevi, per cui non si sprofonda. D'altra parte il percorso è particolarmente indicato per chi vuole impratichirsi con la camminata strana necessaria ad utilizzare le racchette da neve, dato che lo
    sforzo è contenuto.<br>
    <br>
    La buriana di Natale è passata... La bilancia non piange troppo (con l'età si inizia ad imparare), Abbiamo deciso già la settimana scorsa, che se avesse fatto bello, domenica l'avremmo trascorsa
    all'aperto. La meteo ci è venuta incontro, così partiamo per San Bernardino (prima o poi ci arrivo a piedi da Bellinzona) con due opzioni aperte: 1) ciaspolata fino al passo, e magari discesa ad
    Hinterrhein se non c'è vento, oppure 2) passeggiata tranquilla in zona. Salendo verso San Bernardino incontriamo una fascia di inversione termica: 3° a Bellinzona (Q250), 9° a Mesocco (Q800),
    poi, verso Pian San Giacomo, la temperatura scende nuovamente. Però... Lascia ben sperare, non dovrebbe essere troppo freddo.<br>
    <br>
    11:30 Arrivati a San Bernardino, parcheggiamo dietro l'ostello. Apro la portiera della macchina, ed il comitato dei festeggiamenti per il benvenuto mi gratifica con una folata prolungata di aria
    glaciale. Rita ed io ci guardiamo in faccia, di salire al passo con questo vento non se ne parla. Lasciamo le ciaspole in auto, e ci impaludiamo come pinguini, mentre il pizzo Uccello ci guarda
    bonario.<br>
    <br></span><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0325.JPG" alt=
    "2009.12.27-San-Bernardino 0325" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span><br>
    11:50 Percorriamo il sentiero innevato che scende lungo la pineta, fino alla pista di pattinaggio (che in estate diventa campo da tennis), passiamo il ponticello, e decidiamo di fare la seconda
    colazione prima di partire.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0337.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0337" title="null"
    class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">12:15 Caffé e cornetto assimilati, fuori nuovamente col vento che si intruffola in ogni pertugio. Per fortuna qui è già meno intenso che al parcheggio. Non oso
    immaginare sul piccolo pianoro del passo come sarà. Ricordi di un mercoledi delle Ceneri, a guardare i figli imparare a sciare a Pian Calles, con -12° ed il vento che spazzava la pista.
    Proseguiamo lungo il lago, per risalire alla strada cantonale, attraversarla, e imboccare il sentiero autostradale verso il lago Doss.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0348.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0348" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Gente ce n'è tanta in giro. Non sono abituato ad andare a zonzo in zone così frequentate. Il sentiero sale dolcemente nella pineta. Ogni tanto sorpasso qualche
    volonteroso che sta imparando l'uso delle ciaspole.<br>
    <br>
    12:40 Arriviamo al bivio&nbsp;dal quale si può salire all'alpe, oppure scendere direttamente al lago. Una nuova costruzione fa bella mostra di se, con un gruppo di persone che sta pranzando.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0366.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0366" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Svoltiamo a sinistra, per salire all'alpe Doss.<br>
    <br>
    12:50 L'alpe quest'anno è chiusa, e mi sembra ci sia più neve. Di fermarsi qui per il pranzo non se ne parla. Il vento corre libero, sollevando nuvolette di neve, e non c'è un posto veramente
    riparato.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0373.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0373" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Da qui, durante il periodo del disgelo,
  si può udire il concerto delle slavine che scendono sull'altro versante della montagna. Decisamente con quelle pendenze non mi arrischierei a salirci in questo periodo.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0387.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0387" title="null" class=
  " CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    <span style="font-size: 10pt;">Siamo indecisi sul percorso... Il sentiero che vogliamo prendere, sulla sinistra della pista di fondo, è spazzato dal vento gelido: non è invitante. Proviamo a
    scendere lungo la pista di fondo, ma poco dopo mi rendo conto che taglia direttamente verso il lago, mentre noi vogliamo passare dietro la cresta che lo chiude. Risaliamo fino all'alpe, e con un
    gesto di eroismo, decidiamo di percorrere quei trecento metri glaciali.<br>
    <br></span></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0379.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0379" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">13:15 Entrati nel bosco, il vento viene fermato dai pini. Finalmente siamo soli (a dire il vero già dall'alpe non si vedeva quasi più nessuno). Questo tracciato è
    poco conosciuto e poco frequentato. Il paesaggio è delizioso.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0391.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0391" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
  Continuiamo la discesa fino al piccolo pianoro sottostante. Lungo il percorso i segni del lavoro del vento.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0400.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0400" title="null" class=
  " CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">13:30 Arriviamo ad un piccolo insediamento. Lo stomaco batte, non abbiamo ancora fatto pranzo. Qui, essendo più in basso, il vento non si sente. Prendiamo posto
    alla panchina di neve, e tiriamo fuori dal sacco i generi di conforto.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0410.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0410" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
  Attorno silenzio, blu, bianco e verde<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0430.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0430" title="null" class=
  " CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br></span>
  <p>
    <span style="font-size: 10pt;">E i segni del passaggio di un selvatico.<br>
    <br></span><span style="font-size: 10pt;"><img height="900" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0428.JPG" alt=
    "2009.12.27-San-Bernardino 0428" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
    Dall'altra parte della valle, il Pass di Passit, che porta in val Calanca... Anche questo da farsi in estate.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0377.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0377" title="null"
    class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    <span style="font-size: 10pt;">14:00 Ripartenza. Il sentiero, sempre ben battuto, ci guida lungo il bordo del pianoro, ed iniziamo il rientro verso il villaggio. Poi, piccola salita nella pineta,
    dove superiamo un nuovo gruppo ciaspolante. E ricompare il pizzo Uccello.<br>
    <br></span></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0439.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0439" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Ha fascino questa montagna... Ci devo salire, lungo il crinale che vedi a destra dovrebbe essere abbastanza agevole. Intanto abbiamo raggiunto la strada cantonale.
    Per evitarla, prendiamo a destra lungo il sentiero estivo. Piccolo problema: qui la neve non è battuta. Si tratta di salire un piccolo dosso, per scendere dall'altra parte, saranno 200 metri di
    percorso. Impieghiamo quasi un quarto d'ora: si sprofonda quasi fino alla coscia (per fortuna abbiamo portato le gamasce), e una fatica bestiale. Ogni passo è come salire un metro in una volta.
    Ma passetto dopo passetto, ce la facciamo.<br>
    <br>
    14:30 Arriviamo al lago Doss, gelato ed innevato.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0443.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0443" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Da qui, è ordinaria amministrazione. Svoltiamo a sinistra, e seguiamo la strada asfaltata (adesso innevata) che porta direttamente a San Bernardino. Lungo il
    percorso, splendidi châlet costruiti negli anni del boom turistico, che adesso si è smorzato.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0454.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0454" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"></span>
  <p style="text-align: justify;">
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">15:00 Senza storia né gloria arriviamo in paese. Bella vista sugli impianti di Pian Calles, con il sole ormai tramontato in paese.<br>
    <br></span>
  </p><span style="font-size: 10pt;"><img height="399" width="600" src="http://img.over-blog.com/600x399/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0462.JPG" alt=
  "2009.12.27-San-Bernardino 0462" title="null" class=" CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
  E la luna che ci guarda da lassù...<br>
  <br>
  <img height="900" width="599" src="http://img.over-blog.com/599x902/2/20/70/03/2009.12.27-San-Bernardino/2009.12.27-San-Bernardino-0466.JPG" alt="2009.12.27-San-Bernardino 0466" title="null" class=
  " CtreTexte" style=" border: 0px solid #000; margin: 0px auto"><br>
  <br></span><a href="http://www.montagnaticino.com/album-1535848.html"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che
  ci sia qualcosa di speciale).</span></span></a><br>
  <br>
  <br>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Wed, 30 Dec 2009 10:00:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-escursioncella-a-san-bernardino-27-12-2009-42027437.html</guid>
                <category>Passeggiate per famiglie</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-escursioncella-a-san-bernardino-27-12-2009-42027437-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Una sgambettata da Bellinzona a Mesocco, 05.12.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-una-sgambettata-da-bellinzona-a-mesocco-05-12-2009-40816839.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.00047a3556e1adf59e00b&amp;t=h&amp;ll=46.296662,9.126205&amp;spn=0.23721,0.411987&amp;z=11&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.00047a3556e1adf59e00b&amp;t=h&amp;ll=46.296662,9.126205&amp;spn=0.23721,0.411987&amp;z=11&amp;source=embed">
    Una sgambettata da Bellinzona a Mesocco, 05.12.2009</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: Bellinzona (Q260) - Arbedo - Lumino - San Vittore - Roveredo - Grono - Leggia - Cama - Sorte - Lostallo - Cabbiolo - Soazza - Mesocco
    (Q800).<br>
    <br>
    Difficoltà del sentiero: T1, sterrato o asfaltato per la maggior parte.<br>
    <br>
    Dislivello: Circa 1000 metri di salita 400 di discesa.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso:&nbsp;40 Km.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente:&nbsp;50 Km.<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause):&nbsp;8:25 ore<br>
    <br>
    Riferimenti <a href="http://www.seft-fm.ch/index.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">il treno della Mesolcina</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href=
    "http://www.castellomesocco.ch/index.htm?iframe_home.htm&amp;2" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">il castello Serravalle di Mesocco</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span>
    <a href="http://www.arcieri-bellinzonese.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">gli Arcieri del Bellinzonese</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href=
    "http://www.rsi.ch/home/channels/lifestyle/terre/2009/08/03/grotti-cama.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">la "Via dei grotti" di Cama</span></a><span style=
    "color: #ff0000;">,</span> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processionaria" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">la processionaria su Wikipedia</span></a><br>
    <br>
    Nota 1: ho messo questa escursione come "trekking impegnativo", anche se la lunghezza totale poteva giustificare l'inserimento nella categoria "trekking molto impegnativo". Però, come per il
    sentiero della Verzasca, è possibile entrare ed uscire ad ognuno dei paesi, riducendo così il percorso totale.<br>
    <br>
    Nota 2: il percorso passa negli abitati di Bellinzona, Arbedo, Roveredo, Soazza e Mesocco, mentre Lumino, San Vittore, Grono, Leggia, Cama, Sorte e Lostallo restano dall'altra parte del fiume,
    rispetto al sentiero seguito. Lo stesso resta sulla sinistra orografica della valle Mesolcina fino a Soazza, per salire sulla destra orografica a Mesocco.<br>
    <br>
    Anche questo sabato Rita ha una giornata di studio, per cui sono libero di organizzarmi per una sgambettata in solitaria. Ho voglia di mettermi alla prova, vedere quanti chilometri tengo ancora,
    dato che al termine dell'escursione dai monti di Croveggia (sopra Camorino) a Lugano il 31.10.2009 ero arrivato senza alcun problema. La prima idea che mi passa per la testa è provare a fare la
    Strada Alta da Airolo a Biasca in una giornata, ma la neve caduta fino a Q800 lunedi e mercoledi mi fregano completamente. Mi tocca imbastire velocemente un progetto alternativo...<br>
    <br>
    Il 26.08.2007 Rita ed io, allora all'inizio della nostra attività trekkistica, ci eravamo fatti il percorso da Bellinzona a Cama, circa 20 chilometri, con l'idea di rientrare con il trenino della
    Mesolcina. Si tratta di un treno turistico, che circola unicamente alcune domeniche d'estate. Il materiale rotabile, tutto originale, è stato restaurato e viene conservato da amatori a tempo
    perso. E' un'espierenza da fare, un viaggiare a ritmi d'altri tempi, e un regalo bellissimo per grandi e piccini. Ho pensato "beh, se siamo arrivati vivi a Cama allora, perché non tentare fino a
    Mesocco? In fondo sono solo 40 chilometri".<br>
    <br>
    Detto fatto, faccio un po' di calcoli. Primo vantaggio: se scoppio per strada, posso rientrare da uno qualsiasi dei paesi con il postale. Ogni paese dista dall'altra circa 4-5 chilometri, per cui
    no-problem. Il dislivello è contenuto, a parte la salita finale verso Soazza e Mesocco. Niente neve, sentiero facile, spesso stradine di campagna. E' deciso, ci provo.<br>
    <br>
    07:25 Esco di casa che il sole non è ancora sorto. E' la prima volta che parto con gli scarponi già ai piedi. Sacco relativamente leggero, due thermos col thé caldo, due panini, carne secca,
    barrette energetiche, felpa di riserva e K-Way. Ho fatto il calcolo di essere a Cama per mezzogiorno, e fermarmici per mangiare una minestra. Salgo quasi subito sulla diga del Ticino in direzione
    di Arbedo, e vedo il Pizzo di Claro illuminato da Est.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9712.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Ci sono stato, ci tornerò. E proprio una bella montagna. Arrivo al ponte sul Ticino, percorro il sottopasso che porta in paese ad Arbedo, e il bar dove volevo fermarmi per caffé e cornetto è
    chiuso. Ma se sei appena partito? Vabbé, la routine esige qualche sacrificio. Continuo fino alla rotonda di Arbedo, e qui trovo un bar aperto. Mi guardano un po' strano, tra scarponi, sacco,
    niente giacca (indosso la canottiera termica, la camicia da trekking ed una felpa leggera, non ostante i 3°C esterni).<br>
    <br>
    08:10 Uscito, riprendo il cammino, e guardandomi indietro vedo la Cima del Gaggio con la luna che le fa da lampione. Anche li già salito.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9726.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Percorro tutto il tratto residenziale lungo la Moesa (il fiume della valle Mesolcina) fino alla piazza di giro del postale, e finalmente inizia il sentiero vero e proprio. Cioè, si tratta di uno
    sterrato, ma meglio dell'asfalto. Poco oltre, arrivo alla zona denominata "Polveriera". Il nome viene da una costruzione utilizzata fino a circa 10 anni fa come deposito di munizioni da parte
    dell'esercito. In tempi più recenti, la magistratura ticinese vi aveva fatto depositare una grande quantità di piante di canapa indiana, come prova contro il rivenditore di hashish. Com'è, come
    non è, qualcuno è venuto a rubarsela. Alla mattina hanno trovato le porte aperte con la lancia ossidrica, e le piantine scomparse. Se mi rubano la casa, non si muove nessuno, ma se rubi alla
    polizia... Hanno trovato la canapa due giorni dopo, nascosta in una grotta in vicinanza della diga della Verzasca. Che efficienza :-)<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9728.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero sale leggermente, poi scende nuovamente in direzione di Lumino. Qui trovi il campo di tiro all'aperto della società "Arcieri del Bellinzonese" (in breve Arbe), società che ha
    conquistato diversi titoli svizzeri, europei e mondiali. Non scherziamo, come Robin Hood, qui a Bellinzona. Ogni anno Rita ed io vi&nbsp;organizziamo in agosto una grigliata per gli amici: si
    mangia sul tavolone sotto il noce, e ne esce sempre una giornata splendida.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9734.jpg" class="CtreTexte"><br>
    08:20 Grotto della Bassa. Sono di fronte a Lumino, e qui in estate trovi il pienone di anziani che vengono a contarsela su, bere, e giocare a carte. Unico neo (neo che vale per tutto il
    percorso): il rumore costante della semi-autostrada A13 del San Bernardino.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9738.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Subito dopo il grotto trovo il ponte che porta all'abitato di Lumino: tiro dritto. Anche qui dolce sali-scendi (alla fine saranno un bel po' di metri con tutti questi su e giù) mi fa fare un
    ampio giro verso destra, seguendo il profilo della montagna. Lungo tutto il tracciato, rustici abbandonati, rustici riattati, rustici in rovina. Uno particolarmente bello, in questa zona. Mi
    chiedo solo se&nbsp;abbia rispettato le leggi edilizie...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9751.jpg" class="CtreTexte"><br>
    O con un'entrata pretenziosa come&nbsp;quest'altro...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9776.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:10 Ho già passato San Vittore, con la sua torre di guardia. Ce ne sono lungo tutta la valle, spesso molto in alto, e permettevano un ottimo controllo del transito lungo questa via molto
    battuta, ben prima del San Gottardo.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9794.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:20 Davanti a me si presenta il campanile di Roveredo. Mmmmh, ho tenuto una buona media. Passo il cantiere del portale Sud della nuova galleria di circonvallazione di Roveredo senza problemi,
    senza sapere ancora che quella Nord... La semiautostrada A13, costruita negli anni '60, ha tagliato in due l'abitato di Roveredo. Uno scempio sociale, architettonico, stradale e urbanistico, al
    quale si sta finalmente ponendo fine con questa galleria che permetterà a Roveredo di riunirsi nuovamente. Mentre passo, un contadino fa uscire le sue manzette scozzesi, che arrivano al galoppo
    per mangiare il pane secco gettato sul prato.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9790.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:45 Passato Roveredo, dove mi sono fermato per un caffé, e salutare Marco al negozio in cui lavora. Purtroppo aveva già fatto la pausa, per cui non ha potuto venire anche lui... Mi porto
    all'altezza delle scuole, di fronte a cui si trova il ponte pedonale per passare il fiume.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9810.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Le gambe tengono bene, mi sono già digerito 12 chilometri (circa) in meno di due ore. Dopo il ponte prendo a destra, per restare sotto costa, ed arrivare ad un grottino delizioso, da mettere in
    memoria per l'estate.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9814.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il cartello pedonale indica "Grono - 45 minuti", ma penso proprio che me li sbafferò molto più velocemente. Mi ritrovo all'entrata del cantiere del portale Nord della galleria. A sinistra, ponte
    che porta alla strada cantonale, a destra sentiero, con le sue belle marche, verso lo stand di tiro. Domande? Giro a destra...<br>
    <br>
    10:00 Appena oltre lo stand di tiro, rete in acciaio alta tre metri, che blocca il passaggio. Urca. Veloce valutazione: posso tornare indietro, passare il ponte e fare la strada cantonale, oppure
    salire il pendio seguendo la rete, e aggirare il portale dall'alto. Decido per la seconda variante, in fondo, cosa ci vuole?<br>
    <br>
    Mi ritrovo imbrugato di brutto, terreno molle e scivoloso per le foglie, pendenze bastarde, nessuna traccia, pietre, due riali da attraversare. Scendo nel letto del primo, ripa scoscesa
    dall'altra parte, risalgo lungo la rete, continuo, guado il secondo riale camminando in equilibrio sul cavo di acciaio alla base della rete.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9823.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Nel punto più alto, guardo verso il fiume, e vedo che sulla destra del ponte inizia il sentiero bello piano, largo, sterrato, che gira attorno al cantiere seguendo il fiume. Un cartello noooo,
    néeee? Ormai sono in ballo, e finisco di ballare. La rete finisce, ma non i problemi. Traverso micidiale, oppure discesa a 80°.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9827.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Vada per la discesa, è meno pericolosa del traverso. Scendo utilizzando prevalentemente la parte posteriore, là dove la schiena cambia nome scendendo, e utilizzando i tacchi come freno. Avrei
    dovuto mettere il sacco davanti, con questa pendenza mi spinge in avanti... Arrivo in fondo con le mani e la parte famosa pieni di aghi di riccio, terra e graffi. Poi, discesa lungo il letto del
    secondo riale fino al sentiero.<br>
    <br>
    10:20 Eccomi finalmente sulla terra ferma. L'aggiramento mi è costato 20 minuti, e, quello che è peggio, le gambe hanno pagato dazio per lo sforzo, e inizio a sentirle. Pensavo di arrivare a
    questo punto di stanchezza attorno a Lostallo, e invece... La vita ci riserba lezioni e prove ogni giorno. Però... Ho fatto una cosa che solo un anno fa non avrei osato pensare, e soprattutto,
    non ho avuto attacchi di vertigini, non ostante la camminata sul filo, e la discesa micidiale. E se ci fosse stata Danila, sicuramente avrebbe commentato (e a ragione) "Con te c'è una sorpresa
    ogni volta".<br>
    <br>
    Riprendo il mio cammino nel bosco questa volta, verso Grono. Anche qui salita, e le gambe se ne accorgono, questa volta. Provvidenziale pozza per lavare le mani e la thermos esterna.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9839.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:35 Va meglio. Il passo sembra essere ancora buono. Lungo il sentiero, la prova che noi svizzerotti siamo proprio svizzerotti.Su di un rustico abbandonato, la prova che le poste svizzere hanno
    messo il numero civico anche qui...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9844.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:45 Davanti a Grono, con la sua torre. Ho impiegato 45 minuti non ostante la deviazione: forse non ho perso troppo nel ritmo di camminata. Il cartello mi incoraggia, mancano ancora solo 5.5 ore
    a Mesocco, ma penso che ci impiegherò di meno, se le gambe tengono.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9849.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Da qui si punta su Leggia e Cama. Adesso è tutta strada di campagna, e la valle inizia ad aprirsi. Attività agricole continue, con allevamenti di bestiame, e pochi campi coltivati. In un attimo
    passo Leggia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9859.jpg" class="CtreTexte"><br>
    11:10 Arrivo ad un vero grotto, un sasso sporgente chiuso con un po' di muratura, un tavolino e due panche. Niente ristorante, niente parcheggio. Qui portavano i formaggi ed salumi a maturare, e
    la domenica si veniva per il fresco, e ad assaggiare i prodotti quasi pronti. Unica concessione alla modernità, la gazzosa. Comincio ad avere un buco nello stomaco, e decido di aprofittarne per
    una sosta thé e barretta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9876.jpg" class="CtreTexte"><br>
    11:20 Si stava bene, ma è meglio andare. Le gambe non hanno recuperato a stare ferme, anzi, sembrano indurirsi. Meglio evitare. Esco dal bosco, e in alto, sull'altra sponda, vedo un ulteriore
    torre di guardia, posta sulla destra della valle Calanca.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9880.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Su di un albero, il bozzolo della processionaria, un lepidottero micidiale per diverse specie di pini. Dove passa, è peggio delle cavallette.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9882.jpg" alt=
    "http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9882.jpg" title="null" class=" CtreTexte" style="margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    11:30 Cama. Meno di quattro ore (circa 3.5). Bene bene. Il piano originale prevedeva di fermarmi qui per la minestra, ma dopo la pausa al grotto temo che una fermata troppo lunga possa ammazzare
    definitivamente le mie gambe. Poi, è ancora presto... Dopo l'esperienza della valle Verzasca, anche se pensavo di fermarmi al ristorante, ho deciso di avere sempre con me un pasto di riserva,
    cosa che ho applicato diligentemente anche oggi. Così decido di proseguire, e fermarmi da qualche parte per un pic-nic veloce.<br>
    <br>
    Passando arrivo al punto da cui si diparte "La via dei grotti". E' un sentiero che porta fino in Italia, rivalorizzato recentemente, e che passa dal laghetto di Cama, che dovrò raggiungere dato
    che fa parte della serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana". Unico handicap: 1000 metri di salita dura, per la maggior parte lungo scalinata, proprio il tipo di percorso che odio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9885.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Da qui in avanti diventa tutta strada agricola, praticamente sempre asfaltata. La valle si allarga, saranno circa 800 metri di larghezza, roba da far venire le vertigini. Dato che noi svizzerotti
    siamo specialisti nella miniaturizzazione, nel giardino di un rustico vedo una montagna tascabile formato casalingo da tenere in giardino.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9893.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Lungo il percorso ora è tutto un susseguirsi di fattorie, con pecore, capre, cavalli, asini, mucche. Le montagne si fanno sempre più alte, e le cime distinte.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9904.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    12:00 Eccomi a Sorte, piccolo insediamento delizioso. Decido (cioè, il mio stomaco decide) che è ora di fare il pieno. Il posto si addice, bel parco giochi con grande tavola in legno. Mi piazzo
    come se fossi il proprietario, e imbandisco il desco. Taglio le michette, infilo la carne secca, preparo la thermos e la frutta secca. Ed ecco il risultato.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9911.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    12:30 Mi sono gustato la pausa, ma le gambe, rialzandomi, cominciano a cantare. Accidenti! Spero che riavviandomi i muscoli si scaldino nuovamente, in fondo ho già percorso circa i 3/4 del
    tragitto, anche se in ultimo mi attende la salitona a Soazza e Mesocco. Prima di partire mi gusto la chiesetta. Piccola, ma ogni chiesa che si rispetti ha il colonnato. Così, l'architetto di
    questa, ha deciso che non ne poteva fare a meno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9916.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Effetto carino, decisamente. Davanti a me, ora la pianura di Lostallo, e in fondo la curva a sinistra che mi porterà alla destinazione finale per oggi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9926.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    13:00 Sono praticamente in vista di Lostallo, e l'ennesima fattoria mi presenta i cavalli delle Shetland. Razza di pony, robusti, sopportano il freddo e si accontentano di poco. Come per molti
    altri animali, li chiamo per distribuire qualche coccola. La bella cavallina (penso sia una lei) sulla sinistra decide che vale la pena di provare, si avvicina, e scopre con immenso gaudio che ci
    so fare. Quando smetto, continua a strofinarsi contro il recinto. A questo punto le mie mani sanno di cane, pecora, cavallo, mucca, asino, e pony. Le uniche che non sono riuscito ad accarezzare
    sono le mucche scozzesi. E la sai un'altra cosa? Prima di mangiare non ho lavato le mani, e sono qui adesso, vivo e vegeto, a scrivere la relazione.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9945.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    13:05 Lostallo passato. Il paese prende il nome dalla funzione che aveva nel passato: era punto di cambio dei cavalli per chi saliva al San Bernardino, e per chi arrivava dal passo. Abbreviazione
    di "lo stallaggio" appunto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9956.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Altre fattorie, animali, coccole, Non ho tenuto conto delle fermate per carezze, sennò penso che la media di camminata sarebbe più o meno quella del TGV. Ai bordi della strada, vaghi residui
    della neve di lunedi e mercoledi, ma sull'asfalto non ce n'è più.<br>
    <br>
    13:15 E la davanti, l'obiettivo: quasi nascosta dal cartello stradale, la chiesa di Soazza, e in fondo il castello di Mesocco. Sono in vista... Già, ma le gambe non si sono mica riprese dalla
    fermata. E in più, grazie alla partenza della digestione e a un venticello che si è levato, sintomi di freddo, che sono scomparsi fortunatamente con il camminare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco_9964.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    E posso notare purtroppo che sono ancora abbastanza in basso: la salita sarà luuuunga. Ma mi preoccuperò quando sarò là. Intanto, ancora fattorie e animali, ma adesso comincio a tirare dritto.
    Anche fermarsi e ripartire comincia a pesarmi.<br>
    <br>
    14:00 Ho fatto un pezzetto di salita in direzione di Soazza, ed arrivo ad un bivio. Davanti a me un ponte in ferro che porta alla cantonale, a destra il sentiero, ma non so se sia quello giusto.
    Quando avevo guardato la cartina, la marcatura indicava che qui bisognava attraversare. Provvidenzialmente arriva una copia dal sentiero dubbio, e mi spiegano che posso seguirlo per arrivare a
    Soazza, evitando così la cantonale, anche se il percorso è più lungo. Beh, ormai, chilometro più chilometro meno... Poi mi spiegano che da Soazza è possibile salire a Mesocco camminando sulla
    massicciata della ex-ferrovia della Mesolcina, che una volta saliva fin lassù. Questa è un'ottima notizia: i treni non possono salire una pendenza troppo forte (l'attrito volvente acciaio-acciaio
    ha un coefficiente abbastanza basso), il che vuol dire che sarà magari lunga, ma si sale lentamente. Tutto contento prendo a destra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0014.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    E ancora fattorie e animali. Ormai lascio perdere... Il sentiero in effetti si è alzato, per riabbarsi (fregatura) e salire nuovamente. Scherzo non gradito. Davanti a me, un albero pieno di
    vischio. Ahh, se fossi un druido celtico col falcetto d'oro, potrei salire per tagliarne un po' e portarlo a casa.<br>
    <br>
    <img height="900" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0034.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    14:35 Vedo la chiesetta di Soazza. L'ho sempre vista dalla semi-autostrada, le si passa sotto e quasi non la si nota. E il castello... Vai, che non manca molto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0040.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0054.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    14:40 Prima salita impegnativa. C'è il sentiero che sale quasi direttamente a Soazza, ci penso su, e decido di seguire la strada: pendenza minore, anche se più lunga. Le gambe iniziano ad essere
    veramente pesanti. Sempre così, la parte più difficile è in ultimo, quando hai già mangiato molte delle risorse. Ed è il momento in cui inizi a trovarne un'altra, che si chiama volontà.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0049.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    14:55 C'è lo fatta. A dire il vero mi sono fermato accanto alla ex-casa delle guardie di confine a parlare con un signore, veneto, trapiantato qui da 50 anni, che mi ha invitato anche a bere
    "un'ombreta", non sapendo che sono completamente astemio. Adoro parlare con queste persone: è facile attaccare bottone, e hanno lo sguardo limpido di chi non ha commesso male, e ha vissuto bene,
    anche se non è diventato famoso e non ha compiuto gesta eroiche. Sono persone queste, che ti riconciliano con l'umanità. Hanno un'armonia naturale del vivere che io sto apprendendo solo ora, e
    che invidio loro. Prometto che prima o poi passerò con Rita, ma per una gazzosa.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0063.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Salgo in paese, svolto a destra, e dopo un centinaio di metri nei viottoli trovo l'accesso alla massicciata, che mi porta alla stazione di Soazza.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0071.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Il cartello giallo mi dice "1 ora" per Mesocco. Orpo, ma quanto è lunga? Dovrebbero mancare solo tre o quattro chilometri. Fa niente, mi incammino. Normalmente faccio due passi al secondo, 95
    centimetri per passo, 1.9 metri al secondo, 114 metri al minuto, 6.8 chilometri all'ora. Salendo cerco di controllare se sto tenendo il mio ritmo da pianura, e mi accorgo che le gambe sono dei
    sacchi di cemento. Maledetto l'aggiramento del portale Nord di Roveredo. Sono sicuro che senza quel fuori pista, non sarei in queste condizioni. La testa stacca il sistema di allarme delle gambe,
    e ignoro le prime fitte, cercando di godermi un tunnel, l'unico, di questo tratto.<br>
    <br>
    <img height="900" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0073.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    La vegetazione mi impedisce di vedere a che punto sono. Ponte con neve.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0072.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    In alto vedo però le creste delle montagne, e mi consolo con quelle.<br>
    <br>
    15:30 Finalmente sono all'altezza del castello, con la sua murata imponente. Sotto il castello, la chiesetta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0094.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    <br></span>
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0093.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;">
  </p>
  <p style="text-align: justify;">
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    15:40 Ultimissimo sforzo, per arrivare alla stazione. Ormai le gambe vanno per forza d'inerzia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0100.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    15:45 Eccomi sul piazzale della ex-stazione di Mesocco. Beh, 45 minuti da Soazza invece di un'ora, non ostante lo stato delle gambe. Sono orgoglioso. E se tolgo le pause certe (caffé, deviazione
    e pranzo), circa 7 ore per percorrere i 40 chilometri (e 50 di sforzo): bella media ancora per un cinquantenne. Ma penso che il mio limite giornaliero sia attorno ai 60-70 chilometri. In
    primavera ci devo provare... In fondo da qui mancano ancora solo 16 chilometri e 800 metri di dislivello fino a San Bernardino: potrei provare a farla tutta in una giornata.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0103.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Mi guardo attorno per decidere dove andare a mangiare la famosa minestra che non ho mangiato a Cama, e arriva il postale della corsa diretta Coira-Bellinzona. Boh, tanto vale saltare su per
    rientrare. Ultimo sguardo alla chiesa di Mesocco.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0105.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    Il postale corre veloce lungo la semi-autostrada, facendomi vedere i luoghi che ho percorso come fosse una pellicola che viene riavvolta velocemente. D'altra parte, per rivedere il film, è
    un'operazione che devi fare.<br>
    <br>
    16:20 Sto camminando verso casa dalla stazione di Bellinzona, e non posso mancare di immortalare il Pizzo di Claro, questa volta illuminato dalla luce serodina da Ovest.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.12.05-Bellinzona-Mesocco/zMG_0109.jpg" alt="null" title="null" class=" CtreTexte" style=
    "margin: 0px auto; border: #000 0px solid;"><br>
    A casa pulisco bene il sacco ed i pantaloni, che portano ancora tracce più o meno abbondanti del fuori-pista del portale Nord.<br>
    <br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1522023.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di
    speciale).</span></a><br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br>
    <br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Tue, 08 Dec 2009 20:46:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-una-sgambettata-da-bellinzona-a-mesocco-05-12-2009-40816839.html</guid>
                <category>Trekking impegnativo</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-una-sgambettata-da-bellinzona-a-mesocco-05-12-2009-40816839-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Il sentierone della valle Verzasca, 21.11.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-il-sentierone-della-valle-verzasca-21-11-2009-39975902.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;t=h&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.0004792160d3628566512&amp;ll=46.299271,8.820992&amp;spn=0.118599,0.205994&amp;z=12&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;t=h&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.0004792160d3628566512&amp;ll=46.299271,8.820992&amp;spn=0.118599,0.205994&amp;z=12&amp;source=embed">
    Il sentierone della valle Verzasca, 21.11.2009</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740)&nbsp;- Gerra (Q803)&nbsp;- Lorentino (Q813)&nbsp;- Frasco (Q885)
    - Sonogno (Q940)<br>
    <br>
    Difficoltà del sentiero: T1<br>
    <br>
    Dislivello: 740 metri. Osservazione: il dislivello netto sarebbe di soli 400 metri, ma c'è il dosso tra il ponte sul fiume e Brione Verzasca che sale per 300 metri e ridiscende nuovamente.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso: 17 Km<br>
    <br>
    Sforzo equivalente: 24 Km<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause): 6&nbsp;ore<br>
    <br>
    Riferimenti: <a href="http://www.verzasca.com/museo/it/museo.htm" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">il museo della valle Verzasca di Sonogno</span></a>.<br>
    <br>
    Come si fa a non percorrerla in qualsiasi stagione dell'anno? Troppo bella, di carattere, aspra e semi-selvaggia, la valle Verzasca. Il suo fiume smeraldo è un incanto per gli occhi, e non ci si
    stanca mai di rimirarne le acque. Novembre ci sta regalando delle giornate stupende, con temperature attorno ai 16° in pianura, una cosa eccezionale. Così, un po' per pigrizia, per non cercare
    altri percorsi, un po' per amore, decidiamo di percorrere per l'ennesima volta questo sentiero, che mi sembra di conoscere a memoria, e invece mi mostra qualche sorpresa ogni volta.<br>
    <br>
    09:15 Abbiamo parcheggiato al bivio di Corippo, e attraversiamo il ponte che conduce all'altra sponda. Sotto di noi, come benvenuto, la Verzasca si mostra in gran lustro.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9332.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Le acque sono scure, non&nbsp;è ancora sorto il sole, che però bacia già Corippo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9340.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Dopo il ponte si sale leggermente verso destra lungo la strada asfaltata, e dopo poche centinaia di metri trovi il cartello con l'indicazione del sentiero, che scende quasi a pelo d'acqua, e si
    tuffa nel bosco. Gli alberi ormai hanno perso quasi tutte le foglie, ma per fortuna sul sentiero ce ne sono poche, e il camminare è agevole. Le acque sono di una trasparenza incredibile, e
    lasciano intravvedere il fondo senza quasi distorcelo.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9347.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Tra dolci sali-scendi (questi non mi fanno morire come quelli per salire da Chironico al Laghetto) si percorre la valle, particolarmente incassata in questo tratto, in direzione di Lavertezzo.
    Ogni poche centinaia di metri, un piccolo insediamento, tutti ben tenuti, spesso ricostruiti su fondamenta preesistenti, con la parte nuova che ha saputo mantenere il sapore dell'antico.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9360.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:45 Stiamo andando come fulmini, siamo già in vista di Lavertezzo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9366.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Circonvalliamo l'abitato restando sull'altra sponda, con vista sullo smeraldo. Attenzione: non ho ritoccato i colori di nessuna foto, compresa quella sottostante.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9376.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E la natura dà gli ultimi frutti, prima della pausa invernale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9379.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Abbiamo passato anche diverse zone umide, mi attendevo di vedere delle salamandre, invece neanche l'ombra. O sono io che sono ancora troppo addormentato, oppure fa troppo freddo.<br>
    <br>
    10:00 Arriviamo al ponte a chiave di volta (metodo romano). Sotto di noi la pozza di Lavertezzo, con due sub che stanno facendo esercizio, o stanno esplorando il fondo (li puoi vedere
    nell'album).<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9383.jpg" class="CtreTexte"><br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9398.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Breve pausa per godersi il panorama. Salgo sul ponte, e mi rendo conto che non soffro di vertigini. Alleluja!!! Posso sporgermi e guardare giù senza sentire strizza allo stomaco, non ostante il
    parapetto sia soltanto un giocattolino di qualche decina di centimetri. Vuoi vedere che a furia di farne, di osare, sono scomparse?<br>
    <br>
    10:10 Bello, ma bisogna continuare. Alle 16:30 parte l'ultimo postale, se perdiamo quello... Il sentiero rientra nel bosco, arioso, senza foglie.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9407.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Lungo tutta la valle, dalle pareti laterali, cascate d'acqua che accompagnano il fiume con la loro melodia di sottofondo.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9425.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E lungo la riva, massi strani, che si distinguono come una pecora nera in un gregge di bianche...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9435.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E sempre lo smeraldo...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9432.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:35 Arriviamo alla prima delle capanne da pic-nic poste lungo il sentiero (in tutto sono tre), e dato che il ritmo fino a qui è stato buono, si decide per una piccola sosta per il thé caldo ed
    il cornetto con cioccolata. All'interno, sulla panchina, una lucertola che non si muove. Non capiamo se per lei l'inverno definitivo sia già arrivato, o se&nbsp;sia unicamente intorpidita per il
    freddo. La lasciamo tranquilla, anche se non abbiamo molte speranze.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9449.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:50 Quarto d'ora canonico terminato, si riparte. Ai bordi del sentiero, ultimi rimasugli di funghi, per i quali la domanda se erano commestibili o meno non si pone più.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9464.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Nel frattempo, in alto è arrivato il sole, che ammanta un larice di una aureola surreale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9454.jpg" class="CtreTexte"><br>
    11:00 Il sentiero arriva ad una zona caratterizzata da una grande cascata in alto, che si rompe in decine di piccoli rivi verso il basso, tra rocce franate. Diversi ponticelli permettono di
    attraversare la zona, da un masso all'altro, offrendo continue variazioni alla vista di questo spettacolo splendido.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9472.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La vegetazione diminuisce, e ci permette finalmente di ammirare anche le cime che chiudono la valle, quasi a picco sopra di noi.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9491.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E i colori dei larici posti più in alto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9492.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Ultimo balzo verso il ponte dopo Motta, che ci conduce attraverso un piccolo insediamento. Qui qualcuno intaglia il legno, ma ci dice chiaramente che si attende che ce ne andiamo...<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9513.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E in un angolo d'acqua, tutta la malinconia della stagione che sta volgendo all'inverno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9516.jpg" class="CtreTexte"><br>
    11:55 Ponte. Questo è il tratto più pericolo, soprattutto in estate, quando c'è molto traffico turistico. Bisogna attraversarlo, per scendere a sinistra appena prima della galleria. Niente
    marciapiede.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9521.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Mentre lo attraverso, test: guardo giù, niente sommovimenti... Ne aprofitto per fotografare tutti e quattro. Cosa dici? Sono solo ombre? Beh, ripassati "La Caverna" di Platone :-)<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9526.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Foto a picco: non ci credo, posso farla.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9529.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Imbocchiamo il sentierino sulla sinistra alla fine del ponte, che ci fa scendere nuovamente a filo d'acqua, per risalire poi e scavalcare la gola del fiume che scende da Brione. Lungo il greto,
    un alieno mi osserva.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9531.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Da qui c'é la salita più impegnativa del percorso. Niente di trascendentale, sono circa 200 metri, per ridiscendere nuovamente. Ma c'è anche una bella scalinata, con gli scalini molto spaziati.
    Spaziati in su, non in lungo. La foto è stata scattata ad altezza occhi, non sdraiato per terra...<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9552.jpg" class="CtreTexte"><br>
    12:30 Terminata la salita, durante la discesa si vede sulla nostra sinistra Brione, che taglieremo fuori.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9563.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La valle ora si è allargata, e il letto del fiume pure, rendendolo meno impetuoso e torrentizio. Ma il colore smeraldo resta, anche se forse meno intenso.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9558.jpg" class="CtreTexte"><br>
    12:40 Seconda capanna da pic-nic, ma tiriamo dritti Poi, piccolo insediamento.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9570.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E finalmente, dopo tanti anni, vedo nuovamente una rosa canina, dalle cui bacche si ricava il thé rosso.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9574.jpg" class="CtreTexte"><br>
    In un angolo, la vista della pietra dell'uomo e della pietra della montagna, unite in queste valli da secoli di storia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9578.jpg" class="CtreTexte"><br>
    13:10 Siamo in vista di Gerra, ho riservato al ristorante per quattro per il pranzo, dovremmo arrivare verso le 13:30, se tutto va bene.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9588.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La bandiera della Verzasca è verde e gialla?<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9589.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il fiume continua a deliziarci con le sue rapide, le pozze, le cascate. Sinfonia di colore e suoni.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9594.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Terza capanna da pic-nic. Per fermarsi a mangiare, questa, secondo me, è la più carina.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9597.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Con vista sui cucuzzoli, sul fiume, e su Gerra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9598.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Continuando verso Lorentino, passiamo quattro case, e due gatti (probabilmente fratelli) di un bel rosso. Il tempo di accovacciarmi, e uno dei due è già sulle mie gambe, mentre l'altro si
    struscia. Avranno fame? O sono io che faccio questo effetto ai gatti?<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9605.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La voglia di fermarmi un'oretta a sistemarli per bene, con mega grattata di pancia, orecchie, mento, mandibole, schiena, c'è tutta, ma la pancia comincia a battere. La mia.<br>
    <br>
    13:30 Eccoci a Lorentino, puntuali come un treno svizzero di trent'anni fa (adesso, lasciamo perdere). Sapendo che l'agriturismo dove mangiamo normalmente è chiuso, ho riservato al ristorante di
    Gerra, che dovrebbe trovarsi appena dall'altra parte del ponte di Lorentino.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9607.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Attraversiamo il ponte, ma nessuna traccia del ristorante. Ohibò. Cammino un po' avanti e indietro, ero sicuro che dovesse essere qui... Non abbiamo neanche preso il pane e l'affettato, partendo
    dall'idea che avremmo mangiato al caldo. Incontro un signore, gli chiedo dove si trova il ristorante, e mi dice che dobbiamo tornare indietro per circa 1 Km lungo la cantonale. Discussione a
    quattro, decidiamo di lasciar stare, si perderebbe troppo tempo. Andiamo fino a Lorentino, e verifichiamo se effettivamente l'agritursimo è chiuso...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9619.jpg" class="CtreTexte"><br>
    L'agriturismo E' chiuso. Ci salviamo con due banane, un po' di frutta secca, ed il thé caldo. Mamma mia, ho fatto male i compiti a casa, chissà le maledizioni mentali che mi staranno scoccando i
    miei compagni di gita.<br>
    <br>
    14:00 Si riparte, non manca molto a Sonogno, faremo pranzo là. La giornata si sta mantenendo sullo splendido, e già da un bel pezzo ho tolto la felpa per non sudare. Il cielo è terso, le montagne
    si stagliano decise sullo sfondo da cartolina.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9620.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E sempre lo smeraldo del fiume...<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9624.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Poco prima di Frasco passiamo nuovamente sull'altra sponda. Il cartello spingerebbe a percorrere la strada cantonale, ma Rita ed io conosciamo il trucco: sulla destra del ponte si scende una
    piccola scalinata, e ci si ritrova nuovamente sul sentiero. A causa dei lavori di costruzione del nuovo ponte, il cartello non c'è, ma noi andiamo ad occhi chiusi. Poi via verso Frasco.<br>
    <br>
    14:35 Siamo all'altezza del ponte sospeso dal quale abbiamo iniziato la ciaspolata in gennaio, e di fronte a noi l'abitato.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9648.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero piano, e la pancia vuota ci fanno aumentare il ritmo. Ma come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9670.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:05 Siamo di fronte a Sonogno, dobbiamo continuare fino al ponte che ci permetterà di attraversare all'altezza della pista di ghiaccio naturale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9676.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Mi godo l'imbocco della valletta che porta al passo di Redorta, con alla destra la Corona di Redorta, e sulla sinistra il Pizzo Zucchero. Prima o poi il passo me lo digerirò, anche se sono 1400
    metri di salita. Dall'altra parte, in 10 Km, si arriva a Prato Sornico, in Vallemaggia.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9672.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:15 Eccoci in paese. Puntiamo dritto verso il ristorante.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9684.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Delizia: minestrone caldo con verdure bio, e panino. Pancia piena e calda, dietro una giornata ed una gita splendida, il caffé che sta per arrivare, ed un gattone rosso sulle ginocchia che non
    chiede di meglio che di essere accarezzato. Cosa si può volere di più dalla vita? Con l'animo in pace, e anche un po' ritardato dall'inizio della digestione, eccezionalmente per una volta mi
    lascio fotografare da Rita.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9687.jpg" class="CtreTexte"><br>
    16:30 Il postale è pronto per riportarci al punto di partenza. Ultimo sguardo, tanto Sonogno resta una delle mete privilegiate per le nostre escursioni.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.21-Valle-Verzasca/2009.11.21-Valle-Verzasca_9689.jpg" class="CtreTexte"><br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1513274.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di
    speciale).</span></a><br>
    <br>
    <br>
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    <br>
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    <br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:42:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-il-sentierone-della-valle-verzasca-21-11-2009-39975902.html</guid>
                <category>Passeggiate per famiglie</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-il-sentierone-della-valle-verzasca-21-11-2009-39975902-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Il monastero di clausura di Claro, 01.11.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-il-monastero-di-clausura-di-claro-01-11-2009-40131400.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=101680805975694622669.000479571d85e02582687&amp;t=h&amp;ll=46.255906,9.033294&amp;spn=0.014837,0.025749&amp;z=15&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
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    Il monastero di clausura di Claro, 01.11.2009</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato: Sant'Ambrogio, frazione di Claro (Q400) - monastero di clausura di Santa Maria Assunta (Q620)<br>
    <br>
    Difficoltà del sentiero: T1<br>
    <br>
    Dislivello:&nbsp;250 metri<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso:&nbsp;5 Km<br>
    <br>
    Sforzo equivalente:&nbsp;7 Km<br>
    <br>
    Durata (incluse le pause):&nbsp;2.5&nbsp;ore<br>
    <br>
    Riferimenti: <span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.monasterodiclaro.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style=
    "font-size: 12pt;">il</span>&nbsp;monastero di clausura di Santa Maria Assunta</span>.</a></span></span><br>
    <br>
    Dopo la pedalata di ieri da Camorino a Lugano, avevo voglia di verificare la tenuta delle gambe, in previsione di possibili tracciati trekkistici di più giorni, con percorsi lunghetti ogni giorno
    (ad esempio nel parco del Pollino, oppure sulle colline del Monferrato, o ancora in Toscana e Umbria). Rita deve preparare diverse cose per la settimana, così si pone il problema di trovare un
    percorso vicino, e non lungo. Si decide per il monastero di Claro, dietro le porte, con l'idea di cercare ancora castagne.<br>
    <br>
    14:30 Siamo al parcheggio di Sant'Ambrogio, in cima a Claro, edificata su di un cono di deiezione. In alto vediamo la nostra meta odierna, costruita su di un terrazzo naturale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9105.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E di fronte a noi la bella chiesetta di Sant'Ambrogio.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9108.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Oggi abbiamo un solo sacco, che dovrebbe servire a portare le castagne, caso mai ne trovassimo ancora. Rita mi sbeffeggia, e decide di portarlo lei, così saliamo più in fretta :-(. Sulla strada
    principale, un cartello che non lascia dubbi sull'accesso alla mulattiera di salita.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9114.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La stessa sale verso la destra del cartello, tra due imponenti pareti di roccia. Normalmente agevole, oggi ci fa tribolare un po' con tutta la foglia che c'è per terra.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9117.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il primo tratto sale verso la costa della montagna, poi una svolta, si torna a salire guardando la valle. Nuova svolta, questa volta marcata da una cappelletta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9128.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Da qui si riprende a salire verso la montagna, e poco dopo vediamo la costruzione del monastero sopra di noi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9144.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:10 A tempo di record siamo arrivati. Mentre stiamo per entrare, una copia arriva dal sentiero di montagna. Mi informo, mi dicono che sono partiti da Lumino. Mmmmmh, interessante. si può salire
    un pezzo, poi continuare praticamente piani fino a qui... Memorizzato, magari in primavera. Saliamo i pochi scalini che danno accesso alla terrazza posta verso la valle, l'unica accessibile al
    pubblico.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9150.jpg" class="CtreTexte"><br>
    A sinistra della chiesetta, il cimitero del convento. Ieri ho visto quello del Bigorio, essenziale. Anche questo lo è, ma ogni tomba ha il suo bel mazzo di fiori.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9151.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La vista verso la valle è splendida, si vede da Bellinzona quasi fino a Biasca. E attorno i colori dell'autunno, con il suo gran finale, prima di lasciare il passo all'inverno.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9155.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Una teleferica, innaugurata da poco (il monastero è stato oggetto di vari interventi di restauro nel corso degli ultimi anni), permette un accesso facile anche a chi non ha voglia di farsi una
    mezz'oretta a piedi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9157.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Breve visita alla chiesetta, vedo una suora che sta preparando tutto per la funzione, e quando mi nota si ritira in fretta. Scatto due foto, ed esco per non disturbare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9162.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Le suore, per autofinanziarsi, preparano marmellate, biscotti, e lavori di ricamo. In uno stanzino aperto verso l'esterno, una ruota permette loro di far pervenire al mondo esterno i loro
    prodotti, e a noi di pagare. Sentiamo la voce dall'altra parte, ma non vediamo nessuno.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9164.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Facciamo la nostra merenda sulla terrazza, ammirando la splendida vegetazione, curata. Una yucca selvatica, una delle mie piante preferite, fa bella mostra di se.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9156.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:35 Usciamo dal convento, e riprendiamo il sentiero verso la montagna, per entrare nel castagneto. Ricerca di castagne decisamente infruttuosa, la zona è stata battuta molto bene prima che
    arrivassimo noi, e si trovano unicamente castagne piccole, o marce. Non ci arrendiamo, e tentiamo per una buona ventina di minuti. Esito scarso, ne raccogliamo unicamente una porzione. Da questo
    punto si vede la parte nascosta del monastero, non visibile dal davanti, con una seconda chiesetta posta all'interno del perimetro, e non accessibile.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9174.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:55 Decidiamo di lasciar stare le castagne, e riprendiamo il sentiero in discesa. In questo periodo purtroppo verso le 16:30 è già abbastanza scuro. Discesa tranquilla, facendo unicamente
    attenzione a non scivolare sulle foglie.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9184.jpg" class="CtreTexte"><br>
    16:20 Fine della passeggiata, eccoci nuovamente al parcheggio. Le gambe hanno tenuto benissimo, niente dolori in nessun muscoletto. Sono proprio contento: non ostante la scarpinata di ieri, avrei
    quasi voglia di rifarmela anche oggi, tanto è stata splendida.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.11.01-Monastero-Claro/2009.11.01-Monastero-Claro_9186.jpg" class="CtreTexte"><br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1512022.html"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di
    speciale).</span></a><br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:47:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-il-monastero-di-clausura-di-claro-01-11-2009-40131400.html</guid>
                <category>Passeggiate per famiglie</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-il-monastero-di-clausura-di-claro-01-11-2009-40131400-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[Colori d'autunno: da Camorino a Lugano, 31.10.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-colori-d-autunno-da-camorino-a-lugano-31-10-2009-38651917.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.000477684cad8267f30ca&amp;ll=46.109898,8.975143&amp;spn=0.238018,0.411987&amp;z=11&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.000477684cad8267f30ca&amp;ll=46.109898,8.975143&amp;spn=0.238018,0.411987&amp;z=11&amp;source=embed">
    Colori d'autunno: da Camorino a Lugano</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <br>
    <span style="font-size: 10pt;">Percorso effettuato (stavolta è lungo): alpe Croveggia (Q960) - alpe Pian Grande (Q1120) - capanna Cremorasco (Q1120) - alpe del Tiglio (Q1052) - Cima di Dentro
    (Q1014) - Isone (Q748) - alpe Mürecc (Q951) - alpe Zalto (Q996) - Gola di Lago (Q972) - alpe Santa Maria (Q1000) - Matro di Stinché, bivio (Q1075) - Condra (Q989) - convento del Bigorio (Q728) -
    Bigorio (Q615) - Sala Capriasca (Q548) - Ponte Capriasca (Q447) - Origlio (Q442) - lago di Origlio (Q419) - Comano (Q505) - Porza (Q489) - Lugano, stadio Cornaredo (Q300).<br>
    <br>
    Difficoltà: sentiero T2 dall'alpe di Croveggia all'alpe del Tiglio, poi T1.<br>
    <br>
    Dislivello: 1'100 metri di salita, e 1'700 metri di discesa.<br>
    <br>
    Lunghezza del percorso: 27 chilometri.<br>
    <br>
    Sforzo equivalente: 40 chilometri.<br>
    <br>
    Durata (inlcuse le pause): 9 ore.<br>
    <br>
    Riferimenti: <a href="http://www.teleferica-croveggia.ch/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">teleferica Camorino - Croveggia</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href=
    "http://www.bigorio.ch/pagine_i/frameset_menu.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">il convento Santa Maria del Bigorio dei frati Capuccini</span></a><span style=
    "color: #ff0000;">,</span> <a href="http://www.capanneti.ch/cremorasco/cremorasco.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">la capanna Cremorasco</span></a><span style=
    "color: #ff0000;">,</span> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Capriasca-Bigorio)" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">la chiesa di Santa Maria Assunta
    del Bigorio</span></a><span style="color: #ff0000;">,</span> <a href="http://www.montagnaticino.com/article-30211970.html"><span style="color: #ff0000;">"Dai fortini della fame a Croveggia
    (13.04.2009)",</span></a> <span style="color: #ff0000;">"</span><a href="http://www.montagnaticino.com/article-31555220.html"><span style="color: #ff0000;">Cima di Medeglia e Matro
    (17.05.2009)</span></a><span style="color: #ff0000;">"</span><br>
    <br>
    Le promesse vanno mantenute. Il&nbsp;13 aprile Rita ed io eravamo saliti da Camorino all'alpe Croveggia, e i miei piedi, quando vidi il cartello "Isone, 2:30" trampignarono non poco per andare.
    Li tenni tranquilli promettendo loro che prima o poi si sarebbe fatto.<br>
    <br>
    A inizio settembre Rita mi comunica che sabato 31.10.2009 andrà ad una giornata sulla medicina tibetana a Milano. Conseguenza: giornata libera!!! E come due più due fa 3.9999 periodico tendente a
    quattro, decido che è l'occasione buona per mantenere la promessa fatta. Pianifico il percorso, fino a Isone è troppo corta... Comincio ad aggiungere Gola di Lago, ma non mi basta. Decido di
    arrivare fino a Bigorio, poi di rientrare con i mezzi pubblici. Me lo guardo e me lo gusto con gli occhi della mente cento volte: boschi, silenzio, i colori dell'autunno, una giornata a camminare
    da solo. Guardo la cartina, e mi dico "Dai, magari si può andare oltre...". Già fino a Bigorio sono un bel po' di chilometri, ma ho voglia di metteri alla prova.<br>
    <br>
    Venerdi mi occupo della spesa settimanale (questa è una delle mie incombenze fisse), che normalmente faccio al sabato. Organizzo il trasporto fino alla stazione di valle della teleferica per
    Croveggia, Marco si mette gentilmente a disposizione. Così facendo mi risparmio 700 metri di dislivello, e un buon due ore di salita. Alle 7:45 siamo a Camorino. Tengo d'occhio da 10 giorni la
    meteo, non vorrei che mi freghi. Fino a ieri davano bel tempo, con circa 17°C in pianura. Ma alle 16:30 di venerdi si è alzato un vento bastardo, e il cielo si è rannuvolato completamente. Cappa
    bassa, non da pioggia, ma niente sole. Alle 8:00 in punto parte la teleferica, sono l'unico passeggero. Salendo entro nella nebbia, e la maledico. Abbassamento improvviso di temperatura, devo
    mettere anche la felpa.<br>
    <br>
    08:15 Sono arrivato a Croveggia, navigo in una vasca di nebbia umida e frescolina. E' la prima volta che affronto un'escursione così, da solo. Mauro, che frequenta spesso queste zone, mi ha
    informato che il sentiero tra Pian Grande e la capanna Cremorasco potrebbe presentare qualche difficoltà. Tutto da scoprire. Tiro fuori dal sacco la macchina fotografica, e mi preparo a
    partire.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8653.jpg" class="CtreTexte"><br>
    08:20 Partenza verso Pian Grande. In giro non c'è nessuno, tutto silenzio, a parte la eco dei rumori della "civiltà" che arrivano dal basso. Avevo maledetto la nebbia, ma adesso mi devo
    ricredere: rende il bosco fatato ed incantato. Permette di centellinare il percorso poco alla volta, invece di vedere tutto in un colpo solo. I colori dell'autunno sembrano stinti e pallidi, ma
    l'effetto è splendido.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8657.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Faggeto splendido. Sono ancora in basso, e qui la maggior parte degli alberi ha già perso le foglie, ma i pochi che tengono duro, meritano di essere apprezzati.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8658.jpg" class="CtreTexte"><br>
    08:40 Arrivo all'alpe Pian Grande, insediamento di una certa importanza. Anche qui nessuno in giro. Dato che ho la pessima abitudine di non fare colazione, ho già il buco nello stomaco. Così tiro
    fuori uno dei due cornetti che mi sono acquistato, e la cioccolata nera con la marmellata di arancia. Bella panchina che mi attende, faccio pausa. Tempi? Oggi sono in giro in libertà, dove arrivo
    arrivo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8670.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La nebbia cambia di densità in continuazione, non capisco se si stia alzando, o abbassando ulteriormente.<br>
    <br>
    08:50 Buco sistemato. Mi avvio seguendo la marca, ed entro nuovamente nel faggeto. Da qui alla Cremorasco dovrebbe esserci poco dislivello. Già, ma il sentiero è strettino, e la foglia arriva a
    metà polpaccio. Non riesco a vedere dove metto i piedi, se il terreno sotto terrà...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8678.jpg" class="CtreTexte"><br>
    In certi punti il sentiero passa a ridosso della parete verticale, strapiombo sotto, devo muovermi con cautela per non perdere l'equilibrio. Senza le foglie, non ci sarebbe problema... Continuo
    per circa mezzo chilometro a questo modo, poi arrivo ad un riale, e appena passatolo il sentiero si allarga.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8680.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Adesso cammino tranquillo. Se le mie informazioni sono corrette, da qui nessun problema. Mi gusto il bosco, che adesso inizia a variare, con innesti di betulle. E' bellissimo, vedo 30-40 metri
    alla volta, ho tempo di gustarmi ogni tronco, ogni passo, ogni tonalità di colore.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8689.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Adesso il sentiero è veramente largo, e il fondo è composto tutto da radici di betulle che sembrano formare degli scalini.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8693.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:15 Arrivo ad un secondo riale, con una macchina di larici in livrea autunnale.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8694.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Continuo. All'improvviso un rumore di foglie smosse, penso si tratti di qualcuno con il rampichino che sta scendendo a rotta di collo nel bosco. Invece, due camosci passano dalla mia sinistra
    verso destra, correndo nel bosco. Non capisco se il secondo abbia vinto una sfida, e stia scacciando il primo. Si fermano un venti metri sotto di me. Maledizione, dieci minuti fa ho tolto lo zoom
    che mi hanno regalato per rimettere il grandangolo...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8701.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Si fermano brevemente, poi il primo riparte verso il basso, e il secondo non lo segue. Scatto foto a tutto spiano (alla fine erano 450, praticamente una al minuto, non so come abbia fatto), non
    riesco a saziarmi dello spettacolo che mi sfila ai lati.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8715.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:30 Eccomi alla capanna Cremorasco. Mauro mi ha inviato alcune volte a passare la giornata qui con la sua famiglia durante le vacanze, ma per un motivo o per l'altro non siamo mai riusciti a
    combinare. La prossima volta che mi invita (spero mi stia leggendo) smuoverò mare e monti per venire. Posto delizioso, un bel pianoro che dovrebbe protendersi sul Piano di Magadino (ma oggi non
    si vede niente), e dietro conifere e betulle.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8724.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Non ho assilli di tempo, così mi faccio un'altra pausa sul terrazzo, e incontro con un ragnetto che tiene duro.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8727.jpg" class="CtreTexte"><br>
    09:40 Adesso c'è da salire un poco, fino all'alpe del Tiglio. Il percorso è breve, e lungo la via vedo il cartello che indica il perimetro della zona d'esercizio della scuola reclute dei
    granatieri di Isone. Leggo bene tutto, non vorrei trovarmi impallinato: non ci sono avvisi per questa giornata.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8732.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:00 Alpe del Tiglio. Mmmmh, non pensavo di impiegarci così poco. Il sentiero termina, e mi ritrovo sulla strada asfaltata della piazza d'esercizio. Brutto, non mi piace cammiare sull'asfalto,
    ma tant'è. Ai lati, qualche vago accenno di ferro nelle rocce.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8739.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Percorso senza storia in discesa fino alla Cima di Dentro, dove arriva anche il sentiero che parte dalla cima di Medeglia (eh eh eh, già fatto anche questo). Tutto all'aperto, ma belle betulle
    ben cresciute.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8744.jpg" class="CtreTexte"><br>
    10:20 Fine della strada asfaltata: finalmente. Qui inizia il sentiero che scende a Isone, lungo il quale siamo&nbsp;passati quando abbiamo fatto il giro della cima di Medeglia. Tratto già
    conosciuto, no problem.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8750.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Lungo il sentiero, tantissima foglia di castagno, ricci e castagne. Cinquant'anni fa, questo sentiero sarebbe stato più pulito del pavimento di una sala operatoria. Le foglie per lo strame, le
    castagne trasformate in farina dopo averle fatte seccare in una grà, i rametti per accendere il fuoco. La sopravvivenza alimentare del Ticino è dipesa per secoli dal castagno. Poco terreno piano
    in basso, rendimento del mais bassissimo (negli anni migliori, per un chilo di mais seminato se ne raccoglievano due. Uno doveva essere messo via per la semina dell'anno dopo, poi c'era la decima
    del signore, la decima della chiesa, e restava poco). Il castagno era talmente importante che nei testamenti veniva assegnato ai figli ogni singolo castagno. Danila, che di queste cose se ne
    intende, mi ha raccontato che veniva chiamato "l'arbro", era sufficiente, era un castagno. Gli altri venivano chiamati per specie, il castagno no. Mentre cammino l'occhio attento vede un rametto
    nero e giallo. Una salamandra!<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8756.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La prima quest'anno, ma non l'ultima :-)<br>
    <br>
    10:45 Tranquillo tranquillo arrivo a Isone. Di fronte a me, sull'altra costa, il percorso che farò per andare a Gola di Lago.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8759.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Ho pianificato di fermarmi al bar dovevo avevo sistemato le signore per andare a recuperare l'auto a Medeglia, per bere un caffé. Chiuso. Vado avanti, e trovo un altro bar. Mi accoglieranno bene?
    Io sono quello arrivato dalla foresta, il foresto, il forestiero. Nel medioevo potevi andare da Roma a Londra senza mai uscire dalla foresta. Ogni paesino era circondato. Lo straniero arrivava
    sempre dalla foresta. Entro, cordialità e sorriso. Mi gusto il caffé, controllo per scaramanzia la cartina (non ce n'è bisogno, ce l'ho nella testa, nel cuore e nei piedi tante volte l'ho
    guardata in questi due mesi).<br>
    <br>
    11:00 Mi rimetto in moto, ci vorranno due orette fino a Gola di Lago. Ho deciso di fermarmi per il pic-nic lassù. Scendo fino al fiume, passo il ponte, e prendo il sentiero che sale all'alpe
    Mürecc. Un gregge di pecore mi osserva con sospetto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8773.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero qui è un'autostrada...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8774.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Fino a qui regolazione termica perfetta. Né caldo né freddo. Adesso, con la salita impegnativa, inizio a sudare. Sono tentato di togliere la felpa, ma preferisco resistere. Mi viene in mente che
    magari Grégoire avrebbe gradito se lo avessi chiamato per bere il caffé assieme. 'cidenti, non ci ho pensato prima... Lungo il percorso diversi ruscelletti che formano pozze.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8778.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero esce dal bosco, e continua all'aperto. Attorno profumo di concime naturale. Incrocio la strada forestale che sale a Mürecc, la attraverso, e continuo la salita.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8782.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero rientra nel bosco, e mi dà ulteriori soddisfazioni.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8791.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Poi, seconda salamandra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8795.jpg" class="CtreTexte"><br>
    11:45 Fine della parte di salita più impegnativa, arrivo all'alpe Mürecc. Deve essere un luogo abbastanza frequentato in estate, addirittura con feste delle costine. Piccolo gregge di caprette, e
    in giro nessuno. A parte a Isone, non ho ancora incontrato un'anima viva, oggi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8809.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Pausa per la barretta di cereali. In alto due corvidi volteggiano, non riesco a capire se si tratti di gracchi o corvi. In ogni caso non si può dire che il loro verso sia gradevole. Ma
    probabilmente anche per loro la nostra voce è uno schifo da sentire :-)<br>
    <br>
    11:50 Controllo di tenuta delle gambe, nessun problema. Guardo il sentiero davanti me, e stranamente ho voglia di continuare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8808.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Colori, colori, colori. Il sentiero rientra nel bosco, quasi in piano. Questo versante è un po' più esposto al sole, meno freddo, e di conseguenza gli alberi stanno ancora tenendo duro.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8814.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Passo in vicinanza di un riale, terreno bagnato. Mi fermo di colpo. Dov'è la salamandra? Mi guardo attorno, e in effetti la vedo, quasi all'altezza degli occhi. La terza oggi.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8824.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Eh eh, Sherlock Holmes colpisce ancora. Poi, capolavori della natura.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8839.jpg" class="CtreTexte"><br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8846.jpg" class="CtreTexte"><br>
    12:30 Il sentiero sfocia su di una forestale (per fortuna non asfaltata), e in breve arrivo all'alpe Zalto, con tanto di cappelletta che funge anche da rifugio per il viandante.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8857.jpg" class="CtreTexte"><br>
    La pancia inizia a farsi sentire, è veramente quasi ora di fare il pieno. Manca poco a Gola di Lago, decido di tenere duro.<br>
    <br>
    12:45 Passo Gola di Lago, e arrivo all'alpe Santa Maria. Da qui il sentiero biforca (anzi, triforca). C'è un po' di prato, e decido di fermarmi qui. Mi preparo il panino, e un cagnolino
    diffidente si avvicina e si allontana. Lo tento con una fettina di carne secca, e non disdegna, ma resta sospettoso. Probabilmente pensa di essere un cane da guardia...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8868.jpg" class="CtreTexte"><br>
    13:00 Amletico dubbio: un cartello informa che bisogna avere quattro trazioni per percorrerlo, io ne ho solo due. Che faccio, disubbidisco?<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8870.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Dissubidisco. Il sentiero sale verso il prossimo bivio. La nebbia è onnipresente, ma per fortuna mai fitta.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8872.jpg" class="CtreTexte"><br>
    13:20 In un attimo arrivo a Matro di Stinché, dove il sentiero biforca nuovamente. Prendo in direzione di Condra, tutta discesa. Attorno resti di casolari, ormai in disuso da decenni,
    probabilmente.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8875.jpg" class="CtreTexte"><br>
    14:30 Sono alto sopra la Capriasca, passo sotto il monte Bigorio, che resta alla mia destra. Il paesaggio sta perdendo l'aspetto montagnoso, ed inizia a diventare più dolce.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8890.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Passo accanto ad una fattoria, e mi chiedo se preparare un cartello con la scritta "L'ultimo che fa il bagno apra lo scarico".<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8896.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Langhe? Monferrato? Apennini tosco-emiliani? No, Ticino.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8898.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Il sentiero mi conduce sempre più in basso, orami sono in prossimità di Condra. Una collinetta la delimita dalla parte dalla quale arrivo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-1_8905.jpg" class="CtreTexte"><br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8909.jpg" class="CtreTexte"><br>
    13:55 Eccomi. Insediamento delizioso, molto ben tenuto, con tanto di fattoria ancora in funzione. Poi, una vista che mi fa arricciare il naso: una betulla capitozzata in modo orribile.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8927.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Passo l'abitato, e per fortuna un indicatore mi aiuta nel prendere la direzione giusta. Adesso le abitazioni si fanno sempre più frequenti, ma ancora non vedo nessuno in giro. Fino a qui ho
    incontrato unicamente un gruppo di tre e una coppia di mountain-biker. Cinque persone in sei ore di cammino. E poi dicono che il Ticino è sovrapopolato :-)<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8933.jpg" class="CtreTexte"><br>
    14:30 Il sentiero scende veloce verso il convento del Bigorio, e in un attimo arrivo. Incontro prima il cimitero dei frati capuccini. Leggo tutte le targhe, vita media di 80 anni. Decisamente la
    vita monastica fa bene alla salute. Il cimitero è di una semplicità incredibile, giusto la croce, il nome, l'anno di nascita e di morte.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8936.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Dalla terrazza vedo la mia prossima meta, il laghetto di Origlio.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8937.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Scendo fino alla chiesetta...<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8939.jpg" class="CtreTexte"><br>
    ...e imbocco la Via Crucis che porta a Bigorio. Sorpresa. Normalmente le stazioni delle vie crucis sono un decalogo della sofferenza, morte e cattiveria umana. Questa invece, ad ogni stazione
    propone una riflessione, un augurio. Mi piace assai.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8953.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Nel secondo album le trovi tutte. Fino a qui sono riuscito ad arrivare tutto per sentieri e boschi. Adesso la musica cambia.<br>
    <br>
    14:45 Arrivo a Bigorio, e ai lati giardini ben tenuti, e tripudio di colore.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8975.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Mmmh, non ho ancora bevuto il caffé. Trovo una trattoria aperta, entro, salgo al primo piano, ho l'impressione di entrare in una casa privata, sono un po' a disagio. Poi vedo l'indicazione del
    bar, apro la porta, e mi trovo in un locale unico, tipo salotto di casa. Quattro avventori (davvero, quattro di numero), un tavolo piccolo ed un tavolo grande. Mi siedo, ordino e bevo il mio
    caffé. Esco. Devi andarci, è un'esperienza particolare.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8983.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Scendo verso Sala Capriasca, lungo una stradina pedonale, non è più sentiero. Lungo il cammino, sento un ragliare forte ed intenso. Un asino mi chiama per ricevere la sua razione di coccole. Come
    si fa a dirgli di no?<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8987.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:15 In un attimo sono a Sala Capriasca. Attraverso il nucleo scendendo, e foto di una casa tibetana.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8995.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Appena fuori dal paese, trovo l'imbocco del sentiero. No, trovo due imbocchi. Sinistra o destra? Scelgo la sinistra.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_8999.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Dopo circa 200 metri i due sentieri si riuniscono. Bene, non potevo sbagliare. Ma avrei potuto restare li per delle ore per decidere...<br>
    <br>
    15:30 Ponte Capriasca. Passo via liscio liscio, mi gusto gli alberi dei giardini.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9012.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Ho già macinato un bel po' di chilometri, le gambe tengono bene. Ora punto deciso verso Origlio, purtroppo su asfalto. Poi il naso mi dice che un sentiero a destra dovrebbe portare al laghetto.
    Rischio, lo prendo, giro l'angolo, incanto.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9017.jpg" class="CtreTexte"><br>
    15:45 Laghetto di Origlio. Prima volta. Bellissimo. Faccio il giro completo, tanto a questo punto, chilometro più, chilometro meno, chi se ne frega. Niente vento, l'acqua riflette tutto.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9030.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Tutto attorno al lago, ville da borsoni. Non possono neanche godersi il lago, hanno delle siepi talmente alte che non lo vedono. In compenso ci vedo io.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9033.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Giro terminato, è ora di puntare su Comano. La mia cartina a questo punto diventa inutile, ma dato che ho un buon senso dell'orientamento non mi preoccupo. Lungo la via, fattoria con cavalli.
    Carezza a tutti, non faccio differenze.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9043.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Abbaglio di luce.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9046.jpg" class="CtreTexte"><br>
    16:20 Passo la fattoria della fondazione OTAF, con il suo bellissimo vigneto. Questo sicuramente piace a Stefano.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9052.jpg" class="CtreTexte"><br>
    16:30 Uffa, lo sterrato termina sulla strada principale asfaltata. Cammino sul marciapiede, davanti a me vedo un radar di cortesia, quelli che ti indicano la velocità, ma non ti fanno la foto
    ricordo a pagamento. Passano tre auto in sequenza, leggo sul display 53, 56, 48, 7. Sette? Geniale, ha misurato la mia velocità. Torno indietro di 40 metri, mi preparo con la macchina
    fotografica, mi rimetto a camminare verso il radar con il mio passo da pianura, e voilà, foto ricordo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9064.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Sono orgoglioso: otto ore e mezzo di cammino, e ho ancora il mio passo! Intanto inizia ad imbrunire, giornate corte in questo periodo. Raggiungo Comano su asfalto (orribile), ed inizio la discesa
    verso Porza. Ogni tanto, ancora un regalo di colore.<br>
    <br>
    <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9087.jpg" class="CtreTexte"><br>
    17:55 Passato la sella tra Comano e Porza, mi si apre davanti il golfo di Lugano, con il monte San Salvatore.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9090.jpg" class="CtreTexte"><br>
    E laggiù, la mia meta, lo stadio di Cornaredo.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9089.jpg" class="CtreTexte"><br>
    Ormai è buio, ma tento un ultimo scatto con il flash ad un muro.<br>
    <br>
    <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2/2009.10.31-Camorino-Lugano-Album-2_9098.jpg" class="CtreTexte"><br>
    17:15 Arrivato. Che giornata splendida. Potrei anche continuare, né, le gambe hanno tenuto benissimo. 27 chilometri, più il dislivello: stì cinquantenni del giorno d'oggi :-) Devo farla fino al
    Bigorio con Rita, troppo bello, me ne sono innamorato. Penso piacerà moltissimo anche a lei.<br>
    <br>
    Se vuoi vedere tutte le foto (no, non tutte, ne ho caricate circa 350 di 450 che ho scattato):<br>
    <br>
    <a title="null" href="http://www.montagnaticino.com/album-1497111.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Album 1: da Croveggia fino praticamente a Condra</span><br></a><br>
    <a href="http://www.montagnaticino.com/album-1497194.html"><span style="color: #ff0000;">Album 2: da Condra a Lugano</span></a><br></span>
  </p>]]></description>
        <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 20:39:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-colori-d-autunno-da-camorino-a-lugano-31-10-2009-38651917.html</guid>
                <category>Trekking impegnativo</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-colori-d-autunno-da-camorino-a-lugano-31-10-2009-38651917-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
      <item>
        <title><![CDATA[La rocca di Angera e il monastero di Santa Caterina del Sasso, 24.10.2009]]></title>
        <link>http://www.montagnaticino.com/article-la-rocca-di-angera-e-il-monastero-di-santa-caterina-del-sasso-24-10-2009-38244333.html</link>        <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
    <iframe scrolling="no" marginwidth="0" width="600" frameborder="0" src=
    "http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;t=h&amp;msid=101680805975694622669.000476db6a6512ade87f6&amp;ll=45.828799,8.600922&amp;spn=0.119614,0.205994&amp;z=12&amp;output=embed"
    marginheight="0" height="500"></iframe><br>
    <small>Visualizza <a style="color:#0000FF;text-align:left" href=
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    La rocca di Angera e il monastero di Santa Caterina del Sasso, 24.10.2009</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br>
    <span style="font-size: 10pt;"><br>
    Li dove il lago par prendere forma di fiume, e le sponde vicine permettono di vedersi da una riva all'altra, dove il ghiacciaio del San Gottardo arrivò, spingendo la sua morena frontale a
    chiudere l'immenso scavo che aveva compiuto, e dal quale sarebbe nato il lago Maggiore, lì trovi Angera. Arona di fronte a lei, e appena un po' più a Sud trovi Sesto Calende, con le sue chiuse,
    piccolo manufatto umano che da solo è capace di innalzare o abbassare il livello del lago di 2-3 metri.<br>
    <br>
    E' zona della famiglia Borromeo, questa, che per secoli vi&nbsp;hanno imperato. Conosciuto da tutti è Carlo Borromeo, santo, cardinale di Milano durante la peste di manzoniana memoria, che ha
    percorso tutto il Ticino, con i mezzi di allora, raggiungendo ogni località, anche la più discosta nell'ultima valle. Viaggio apostolico di proporzioni epiche, per i mezzi, lo stato delle strade,
    i pericoli, che nessun altro cardinale ha mai più compiuto. Ancora oggi, in cima alla valle Bavona, San Carlo, ultima località. E il suo nome, a distanza di 400 anni, è ancora ricordato e
    venerato dal Ticino cattolico, quel Ticino baluardo contro l'eresia di Lutero, Zwingli e Calvino, che imperversava appena oltre il passo del San Gottardo. Quell'eresia che aveva fatto si che dopo
    il Concilio di Trento del 1515, i cattolici ticinesi dessero l'aut-aut ai protestanti: "O vi convertite al cattolicesimo, o ve ne andate", ancora gentile per quei periodi. E le famiglie Orelli di
    Ascona andarono a Zurigo, e con loro molte altre, privando ed impoverendo il Ticino di cultura, conoscenze ed altre ricchezze, le loro terre confiscate, e gli Orelli che a Zurigo fondarono una
    delle case tipografiche più importanti della Svizzera, la Orell-Füsli.<br>
    <br>
    Qui, dove le prealpi declinano in lievi cime, aprendosi alle colline del Monferrato, e il clima è mite, i limoni fioriscono e danno frutti, e così pure gli ulivi, la famiglia Borromeo,
    proprietaria delle Isole davanti a Stresa, l'Isola Madre, l'Isola Bella, l'Isola dei Pescatori e due isolette minori, ha costruito la sua rocca, segno tangibile ed evidente della Signoria
    temporale. E, scherzo del destino, ad Arona, appena dall'altra parte del lago, visibile ad occhio nudo, la grande statua di san Carlo, detta il Carlone, con le braccia aperte ad accogliere il
    fedele, segno tangibile ed evidente della Signoria spirituale. Così, alle porte del lago Maggiore, risalendo il Ticino da Pavia, trovi la porta della storia, a sinistra l'uomo di chiesa, a destra
    il bastione signorile, che assieme proteggono e controllano tutto.<br>
    <br>
    Ottobre ci sta regalando delle giornate incredibili, con temperatura così miti durante il giorno da credere stia tornando una seconda primavera. Per vari motivi sabato ci troviamo non lontano da
    Sesto Calende, e alla sera ci attende una festa di compleanno a Luino, quella Luino di Piero Chiara, che ormai esiste solo nei suoi libri ("La stanza del vescovo", "Il piatto piange" ad esempio).
    Così, invece di rientrare a Bellinzona, decidiamo di fare i turisti liberi. In programma la visita alla rocca di Angera, e all'ex-monastero Santa Caterina. Pranzo ad Angera in un ristorantino con
    terrazza sul lago, le montagne che quasi sembrano colline, il lago e Arona di fronte a noi, la statua del San Carlone.<br>
    <br></span>
  </p><img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8288.jpg" class="CtreTexte"><br>
  <span style="font-size: 10pt;">Angera è una cittadina deliziosa, con un bellissimo lungolago, ben curato e ampio. Ci avviamo a piedi in direzione della rocca, che domina l'abitato dalla collinetta
  su cui è stata costruita.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8293.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Salendo lungo la stradina, passano due pulman francesi, e mandiamo maledizioni mentali: ci sarà casino... Arriviamo all'accesso della rocca, in effetti i francesi sono tutti li che attendono la
  guida.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8295.jpg" class="CtreTexte"><br>
  La rocca è chiusa, così entriamo ed iniziamo la visita. Cosa dico? Beh, la rocca era chiusa alle visite, ed il custode ci informa che i francesi hanno riservato mesi prima. Per cui, noi non ci
  siamo, e possiamo andare. Rita ed io ringraziamo il custode, i francesi, e dentro di noi pensiamo all'incredibile fortuna? destino? premio?: mezz'ora prima, o mezz'ora dopo, e saremmo rimasti
  fuori, compreso se i francesi non venivano.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8298.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Tutta la struttura è molto ben tenuta, e appena entrati possiamo godere del panorama verso Sesto Calende.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8300.jpg" class="CtreTexte"><br>
  La corte interna presenta caratteristiche architettoniche variabili, come se l'edifico fosse stato costruito in periodi diversi, o riammodernato successivamente, soprattutto la parte residenziale,
  che presenta delle belle facciate di pietra liscia. I merli, invece, sono a "coda di rondine", tipici del periodo visconteo, come si possono trovare anche al castello di Locarno.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8308.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Sulla destra, un lungo locale aperto, tipo stallaggio, e all'interno una pressa in legno del 1'600, imponente, utilizzata per spremere sia le olive che l'uva.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8312.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Ci teniamo sempre un po' avanti rispetto ai francesi, che mica vogliamo venir fagocitati dalla marea. Poi, guardando una porta, leggiamo di un museo delle bambole... Beh, orami siamo dentro, il
  biglietto (non) lo abbiamo pagato, bisogna far rendere l'investimento. Entriamo nei locali adibiti a museo, e ci ritroviamo catapultati indietro di centinaia di anni, con teche piene di bambole di
  ogni periodo, forma, grandezza, vestiti. Giocattoli dei tempi, e storia di questo gioco, fino ad arrivare alla Barbie degli anni 50. Bambole ordinarie, e bambole capolavoro. Scatto foto a tutto
  spiano, e imparo persino ad evitare il riflesso del flash sul vetro, e il riflesso degli oggetti. Ti propongo alcune foto, le altre le trovi nell'album, e sono veramente tante.<br>
  <br>
  Questa bambola. apparentemente innocente, è una cannibale: se osservi bene il suo corpo è formato di tante bamboline...<br>
  <br>
  <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8332.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Bambole giapponesi...<br>
  <br>
  <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8352.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Barbie sirenetta...<br>
  <br>
  <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8420.jpg" class="CtreTexte"><br>
  La cucina per giocare, e che cucina...<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8407.jpg" class="CtreTexte"><br>
  La storia della ricchezza, raccontata con questi piccoli oggetti. La società del benessere non è stata caratterizzata unicamente dalla motorizzazione di massa, iniziata negli anni '50 (ahhh, la
  mitica 500), ma anche, e forse soprattutto, dalla bambolizzazione di massa. Mai prima le bambine, tutte le bambine, hanno potuto godere di questo gioco...<br>
  <br>
  Breve pausa nel museo, usciamo nel giardino signorile. Un ulivo con le olive mature, nere, incredibile a questa latitudine.<br>
  <br>
  <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8375.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Il giardino è splendido, suddiviso in zone: la zona con le erbe aromatiche, rosmarini che sembrano boschi, la zona con il piccolo stagno, quella per il corteggiamento, e su tutto la vista sul lago
  ed il panorama circostante. In questa foto, se la ingrandisci, sulla destra della parte rotonda e bianca della chiesa, puoi vedere il San Carlone, color verde oliva, che si mimetizza nella
  vegetazione.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8356.jpg" class="CtreTexte"><br>
  La rocca vista dal giardino...<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8370.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Poi ci rituffiamo nel museo, dato che il percorso è ancora lungo. Un piccolo capolavoro...<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8426.jpg" class="CtreTexte"><br>
  E poi, ancora bambole, trenini, fonografi, la casa della bambole, il negozio, lo studio medico... Il museo termina al primo piano, di cui si possono visitare i saloni. Passo la Sala di Giustizia, e
  mi incammino sulla scala che porta al sottotetto.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8443.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Da qui, fare la guardia, era un gioco da ragazzi.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8444.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Vista verso Arona...<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8446.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Discesa al livello della corte interna, e breve visita ai locali che presentano i vari tipi di giardino del medioevo, da quello monastico, a quello di corte, da quello arabo a quello italiano.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8454.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Indugiamo ancora un po', ma i francesi iniziano a defluire, e non vorremo restare chiusi dentro. Così ci incamminiamo anche noi verso il lungolago, e poi all'auto.<br>
  <br>
  Ci spostiamo fino Quicchio, in prossimità di Reno, non distante da Laveno. Qui si trova l'ex-monastero di Santa Caterina del Sasso, costruito a strapiombo sul lago. Il monastero è stato acquistato
  dalla provincia di Varese, che ne cura la manutenzione. Stanno costruendo un ascensore per facilitare l'accesso (sono solo 60 metri di dislivello, néh), e provvisoriamente è stata piazzata una
  serie di scale metalliche per permettere la discesa.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8468.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Qui siamo quasi all'altezza di Intra, Pallanza e Verbania (vai a visitare i giardini di Villa Taranto, se capiti da quelle parti), e possiamo ammirare il golfo di Intra, con le Isole Borromee, e in
  fondo le montagne che delimitano il passo del Sempione.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8472.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Il monastero è costruito su di una piccola balza di roccia che fuoriesce dalla parete principale, ad una decina di metri sopra il lago. Nella parte più larga si protende l'edificio principale, che
  aveva la chiesetta al pianterreno, ed i locali monastici al primo piano.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8479.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Panorama stupendo anche qui, che invita alla distensione e alla meditazione. La chiesetta, caratterizzata da una curva per seguire l'andamento della roccia, contiene la salma imbalsamata del beato
  Alberto Besozzi, eremita, che ha fondato la comunità.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8481.jpg" class="CtreTexte"><br>
  E fuori, la parete e la porta d'accesso al monastero.<br>
  <br>
  <img height="902" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8490.jpg" class="CtreTexte"><br>
  Un ultimo sguardo verso il lago, prima di iniziare la salita.<br>
  <br>
  <img height="399" width="600" src="http://idata.over-blog.com/2/20/70/03/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina/2009.10.24-Rocca-Angera-Santa-Caterina_8492.jpg" class=
  "CtreTexte"><br></span><a href="http://www.montagnaticino.com/album-1491787.html"><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #ff0000;">Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto
  dell'escursione: ci sono decine di bambole da vedere!</span><br></span></a><br>
  <span style="font-size: 10pt;">Approfondimenti storici e culturali:<br>
  <br></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Borromee" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">Le isole borromee
  (Wikipedia)</span></span></a><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">&nbsp;<br>
  <br></span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Carlo_Borromeo" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">San Carlo Borromeo
  (Wikipedia)</span></span></a><br>
  <br>
  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Carlone" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">Il colosso di San Carlo Borromeo, detto San Carlone
  (Wikipedia)<br></span></span></a><br>
  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borromeo" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">La famiglia Borromeo, storia (Wikipedia)<br></span></span></a><br>
  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_Santa_Caterina_del_Sasso" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">L'eremo di Santa Caterina del Sasso
  (Wikipedia)<br></span></span></a><br>
  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Chiara" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 10pt;">Piero Chiara, lo scrittore di Luino
  (Wikipedia)</span></span></a><br>
  <br>]]></description>
        <pubDate>Mon, 26 Oct 2009 20:21:00 +0100</pubDate>        <guid >http://www.montagnaticino.com/article-la-rocca-di-angera-e-il-monastero-di-santa-caterina-del-sasso-24-10-2009-38244333.html</guid>
                <category>Fuori tema</category>        <comments>http://www.montagnaticino.com/article-la-rocca-di-angera-e-il-monastero-di-santa-caterina-del-sasso-24-10-2009-38244333-comments.html#anchorComment</comments>                    </item>
  
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