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Una passeggiata con le racchette da neve (ciaspole) in una bella giornata invernale è un piacere da provare. Purtroppo la neve non ci è amica, e tende a fare dei brutti scherzi a chi non la rispetta adeguatamente. Trovarsi sotto due metri di neve dopo aver fatto partire una valanga non è una bella esperienza, per cui è opportuno sapere alcune cosette per evitare l'incidente, o se proprio capita per aumentare le probabilità di sopravvivenza.
Bollettini delle valanghe
La primissima cosa da fare è seguire i bollettini delle valanghe emanati dall'Istituto Federale per lo Studio della Neve e delle Valanghe di Davos. In presenza di pericolo marcato, rinunciare alla passeggiata.
Esposizione
Il 73% degli incidenti di questo tipo avviene nel settore Nord. Il 56% degli incidenti avviene nel settore NE - NO. L'escursionista saggio sceglie i pendii esposti a sud.
Pendenza
Sotto i 30° di pendenza non partono slavine e valanghe. Sopra i 40° è quasi sicuro che ci si troverà a cavalcare una montagna di neve che si è staccata. Se si vedono rocce affiorare dal pendio,
la pendenza di quel pendio è maggiore di 40°.
Intervento
Una persona rimasta sepolta sotto una valanga o slavina (se è sopravvissuta all'impatto) ha un probabilità di essere ancora viva del 75% dopo 15 minuti, del 50% dopo 20 minuti, del 27% dopo
mezz'ora. La velocità di intervento dunque è fondamentale.
Equipaggiamento
Oltre alle cose che ci portiamo appresso normalmente, una passeggiata con le racchette richiede che si mettano nel sacco tre oggetti supplementari per poter intervenire con la dovuta
celerità:
- sonda
- pala
- ARVA
La sonda è una pertica di circa 2.5 metri di lunghezza, ripiegabile, che permette di sondare il fondo della valanga per capire se vi è terreno oppure un corpo. Permette di identificare la
posizione del compagno in modo molto esatto, dopo aver circoscritto la zona di ricerca tramite l'ARVA.
La pala permette di scavare in fretta. Utilizzando unicamente le mani e le ciaspole, ci vuole circa un'ora per estrarre il compagno dalla neve. A questo punto le sue probabilità di sopravvivenza
sono meno del 10%. Con la pala invece, si può arrivare ad estrarre il compagno in meno di 20 minuti (dipende da quanto è profondo, e dalla precisione della localizzazione).
L'ARVA è un dispositivo elettronico con due funzioni: a) normalmente emette un segnale radio, b) è possibile commutarlo in modalità "ricezione". Quando viene commutato su "ricezione", rileva la
presenza di altri ARVA nella zona, e indica la direzione e la distanza a cui si trovano. Se tutti gli escursionisti non travolti commutano su "ricezione", i loro ARVA indicheranno dove si trovano
i compagni sepolti. La zona indicata è di circa 2x2 metri, troppo per poter intervenire celermente. A questo punto si estrae la sonda, e si verifica la posizione esatta del corpo, dopo di che si
inizia a scavare. Con questa procedura è possibile estrarre il compagno in circa 15 minuti, aumentandone la probabilità di sopravvivenza in modo marcato. Uno dei modelli di ARVA più conosciuto è
il BarryVox.
Ulteriori informazioni
Pubblicazione "Attenzione
valanghe!" edita dall'Istituto Federale per lo Studio della Neve e delle Valanghe di Davos.
Promemoria per le escursioni su neve e
ghiaccio edita dal CAS Ticino.
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