Il blog delle passeggiate sulle montagne del Ticino
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Percorso effettuato: Rodi (Q948) - lago del Tremorgio (Q1830) - alpe Campolungo (Q2086) - passo Vanit (Q2138) - capanna Leit (Q2257) - lago del Tremorgio. Discesa a
Rodi dal Tremorgio con la teleferica
Difficoltà del sentiero: T2.
Dislivello: salita 1'300 metri, discesa 420
Lunghezza del percorso: 10 Km.
Sforzo equivalente: 23 Km.
Durata (incluse le pause): 7.5 ore.
Riferimenti: Lago Tremorgio e Leit (serie dei "Laghetti alpini della Svizzera
Italiana").
Capanne: capanna del Tremorgio, capanna Leit
Questa escursione è diventata per me il "road test" dei muscoletti prima dell'estate. Da Rodi al lago Tremorgio vi è una bella salita di quasi 900 metri su circa 4 chilometri. Il sentiero,
prevalentemente nel bosco, è ben curato, ma la pendenza non scherza. Il cartello giallo dà come tempo di percorrenza due ore e venti minuti, ma io ho sempre calcolato quasi tre ore per salire. Su
questo stesso sentiero si svolge una gara di corsa in salita, una volta all'anno (la prossima si terrà domenica 9 agosto 2009): nel tempo che io impiego a salire, loro arrivano su, fanno pranzo, e scendono nuovamente... A parte questo, normalmente
è anche l'occasione per risalire oltre Q2000 dopo l'inverno, e gustare così il paesaggio alpino.
08:30 Pronti presso la stazione di valle della teleferica Rodi - Tremorgio, che
utilizzeremo questo pomeriggio per scendere. Comitiva numerosa, composta da Danila, Manuela, Rita, Franco, Pierfranco, il sottoscritto, e Lulù e Mac, due cani adorabili, gran scalatori. Lulù
cammina con tre zampe, dato che una è deformata, ma non farti trarre in inganno: ci batte tutti senza problemi. La meteo è sul variabile: in teoria dovrebbe essere una bella giornata di favonio,
con sole a tutto spiano, in realtà grosse nuvole corrono in cielo, e ci fanno temere una doccia fredda.
Per arrivare al sentiero bisogna scendere sulla strada cantonale, attraversare il ponte, e risalire leggermente la costa. Ed ecco il cartello di partenza.
Nota bene, due ore e 25 minuti al lago. Oggi ci sarà una sorpresa. Entriamo nel bosco, e noto subito che qui la primavera è molto arretrata. Vedo le ortiche in fiore, le avevo viste ai piedi del monte San Giorgio l'11 maggio... Un mese di ritardo. In compenso riesco
a fotografare un fiore che non avevamo mai incontrato.
Rita a casa farà i compiti... La compagnia è piacevole, la temperatura ideale, si sale senza patemi.
Sul sentiero, in diversi posti, feci di ungulati: quest'inverno sono scesi veramente in basso.
09:30 La salita procede bene, i muscoletti sono ben caldi, e riesco a tenere il passo con gli altri. Arriviamo ad una piccola corte, dove una baita mi guarda: ho l'impressione che abbia occhi,
naso e bocca.
Grazie al bel tratto già percorso, la vista sulla Leventina comincia ad appagare. Catto, di fronte a noi, ci fa da "indicatore di salita": alla partenza lo vedevamo sopra, orami siamo alla stessa
altezza.
In basso la gola del Piottino, appena sotto Dalpe.
E sopra di noi, la bocchetta che dà accesso alla conca del lago Tremorgio.
10:30 Oh oh: la tubazione della condotta forzata che scende dal lago. Bisogna passarle sotto, ma quello che mi stupisce è che so che non manca molto alla cima. Una vocina dentro di me dice "vuoi
vedere che batti tutti i tuoi record?". La faccio tacere, per scaramanzia.
10:40 Sono quasi all'altezza della stazione di monte delle teleferica. Guardo l'orologio, non ci posso credere... Avevo calcolato di essere al lago alle 11:30. Avranno accorciato il sentiero?
Avranno diminuito la pendenza? Avranno abbassatto il lago? Avranno "segato basso" la montagna?
10:48 No, sono arrivato per davvero. Passo la bocchetta, i rumori dell'autostrada scompaiono, ed ecco il bellissimo lago del Tremorgio. E' incastonato in una conca, quasi rotondo, e meta di molti
pescatori. Viene alimentato dal salto d'acqua che scende dall'alpe Campolungo, e le sue acque vengono convogliate tramite le condotte forzate per generare energia elettrica, dopo un salto di 900
metri fino a Rodi.
10:50 Due ore e venti minuti: ho battuto il cartello giallo di cinque minuti!!!!! Per i miei compagni non c'è niente di speciale, ma per me... Sono salito di 386 metri all'ora, non avevo mai
passato i 300 metri all'ora. Spero non ci fossero radar lungo il percorso...
Essendo in anticipo sulla tabella di marcia di ben 40 minuti, propongo di fare sosta caffé alla capanna del Tremorgio. Proposta accettata.
Aprofitto per ricaricare le scorte d'acqua. Mmmmmh, oggi, sapendo che avrei trovato una fontana qui, sono salito con "soli" due litri, invece dei soliti quattro. Uno e mezzo l'ho già spazzato:
che sia la differenza di peso ad avermi accellerato? Come diceva Battisti "lo scopriremo solo vivendo".
11:10 Si riparte, primo checkpoint l'alpe Campolungo. Vediamo la cascata che scende davanti a noi.
Lungo il percorso, una genziana non ancora sbocciata, e un'altro fiore per Rita.
11:30 Davanti a noi una slavina.
Arriviamo alla base, e cerchiamo il sentiero oltre la neve: non si vede. Ipotizziamo che possa essere in alto. Manuela e Franco, con maggior esperienza, partono in salita, decido di fare lo
sborrone, e li seguo. Danila, Rita e Pierfranco attendono informazioni alla base. Franco sale fino in cima, ma di sentiero neanche l'ombra. Poi ci voltiamo, e lo vediamo sopra al punto in cui
attendono i nostri compagni, e vediamo anche il sentiero provvisorio per arrivare lassù... Figuraccia. Danila, Rita e Pierfranco partono tranquilli, Manuela, Franco ed io ci diamo alla traversata
della slavina. Non facile: la pendenza è importante, e la neve "marcia". Comunque, arriviamo sani e salvi sopra il punto da cui eravamo partiti. Chi ha atteso, ci guarda con il sorriso sotto i
baffi.
Nel frattempo ci siamo
alzati bene, ed il Tremorgio si apre sotto di noi.
12:15 Eccoci alla sorgente della cascata. Siamo arrivati all'alpe Campolungo.
Si tratta di una piccola alpe, tuttavia in Ticino il territorio pianeggiante è talmente prezioso, che tra Rodi (da cui sono partito) e Fusio (oltre il passo Campolungo, a circa 3 ore di
marcia da qui), per decenni o forse per secoli vi è stata una disputa a proposito di chi avesse il diritto di caricarla con le mucche e le capre. A occhio e croce può dare sostentamento ad una
trentina di mucche, o forse un centinaio di capre. E questo ti fa capire come erano messi male.
Comincio a sentirmi a casa. Il paesaggio è passato da alpestre ad alpino. Un paesaggio forte, crudo, inciso di netto tra la terra ed il cielo, con profili stagliati che si ergono senza ombra di
dubbio. Roccia e acqua, poca vegetazione. Adoro i paesaggi alpestri, come quello che abbiamo incontrato nella passeggiata di dieci giorni fa in val di Blenio, ma ancora di più questo panorama maschio, deciso, che si impone tutt'attorno. Sopra Q2000 lascio dietro di me
tutti gli affanni, le preoccupazioni, i pensieri, e mi empio la vista, il naso, le orecchie.
12:30 Dall'alpe Campolungo si può accedere alla capanna Leit tramite due sentieri. Il primo sale fino al passo Vanit, per continuare poi in quota, il secondo percorre tutta l'alpe, e sale lungo
la costa in modo più dolce. Abbiamo deciso di salire al passo e percorre il sentiero alto, e tornare dall'altra parte. Arriviamo al passo Vanit, e svoltiamo a destra.
Piccola puntata alla bocchetta per fotografare Dalpe.
12:55 Il sentiero, che corre oltre Q2100, presenta ancora importanti tracce di neve. Questo ci rallenta, dato che bisogna fare attenzione a non sprofondare (e chi se lo immaginava che il 21 di
giugno ci volessero le gamasce?), ma il tutto rende più divertente il percorso.
Il paesaggio è splendido, le cime frastagliate ci guardano pazienti, si sale con impegno passando continuamente dal sentiero marcato alle lingue di neve. Il cielo, quasi a ricompensarci, si sta
finalmente aprendo, e mi sono messo persino il cappellino.
13:25 Arriviamo alla capanna Leit. Dovrebbe essere chiusa, ma in realtà ci sono diversi volontari della SAT Mendrisio che si stanno occupando dei lavori preparatori per renderla nuovamente agibile, dopo la lunga pausa invernale. Ci piazziamo sulla terrazza, e ci
gustiamo il pic-nic. Nel frattempo si è alzato un vento impetuoso e freddo, e siamo costretti ad indossare tutto quello che abbiamo per proteggerci. Avremmo voluto raggiungere il laghetto Leit,
che dista solo un quarto d'ora da qui, ma in quella direzione la neve è ancora più abbondante, per cui decidiamo di lasciar stare: buona occasione per tornare un'altra volta.
Il panorama tutt'attorno non ha prezzo...
14:20 Terminato il pasto, chiediamo consigli sul sentiero che vorremmo percorrere. Ci informano che anche sull'altra sponda la neve è ancora abbondante. Una guida ci propone di seguirla lungo una
via non tracciata, che ci porterà velocemente all'alpe. Non sia mai detto che non si faccia un po' di fuori-pista...
Seguiamo tutta una scia di neve avanzata, scendendo velocemente e con grande goduria. Tacco-spinta-passo, tacco-spinta-passo, e così via fino quasi in basso, dove la neve scompare e ci
ritroviamo tra le roccette dell'alpe Campolungo.
14:45 Arriviamo allo stallaggio dell'alpe: discesa veramente mozzafiato, in meno di 25 minuti.
14:50 Siamo al punto di raccordo del sentiero, è quasi ora di iniziare la discesa (purtroppo).
Un ultimo sguardo verso l'alto, poi per una settimana più niente da fare.
15:30 Eccoci nuovamente alla capanna Tremorgio. Foto alla fontana, foto di gruppo, e merenda.
Ti risparmio quella in cui compaio io...
16:15 Merenda inghiottita, ci dirigiamo alla stazione di monte della teleferica.
Discesa agevole, non ostante il vento. Temevamo la cabina ballasse il rock-and-roll, invece scende liscia liscia. In basso, il bacino di accumulo delle acque del Tremorgio.
16:40 Siamo alla stazione di valle. Carichiamo le auto. Domani saprò se i muscoli hanno tenuto botta. Rientro verso la "normalità" quotidiana, con la promessa di ritrovarci. Se tutto va
bene, settimana prossima giro della Greina.
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