Il blog delle passeggiate sulle montagne del Ticino
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Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740) - Gerra (Q803) - Lorentino (Q813) - Frasco
(Q885)
Difficoltà del sentiero: T1
Dislivello: 740 metri. Osservazione: il dislivello netto sarebbe di soli 400 metri, ma c'è il dosso tra il ponte sul fiume e Brione Verzasca che sale per 300 metri e ridiscende nuovamente.
Lunghezza del percorso: 14 Km
Sforzo equivalente: 21 Km
Durata (incluse le pause): 6.5 ore
La valle Verzasca: musica e colori
Secondo me la valle Verzasca è una delle più belle del Ticino. Stretta, circondata da alte cime, semi-selvaggia (in questo è battuta dalle Centovalli), per chi ama passeggiare offre due
spettacoli incredibili:
Il colore delle sue acque: sono ovunque di un verde smeraldo incantevole.
La sinfonia del fiume e delle rocce: il ritmo ed il motivo cambiano continuamente, a seconda che il sentiero si alzi o si abbassi verso il fiume, a dipendenza che ci sia una
tranquilla pozza d'acqua, o rapide che scrosciano. L'accompagnamento è dato dal basso continuo di corsi d'acqua che precipitano dalle pareti laterali, e dai massi che ora amplificano, ora
smorzano il canto del fiume. Si passa da un fortissimo ad un mezzo forte, per scendere ad un pianissimo che quasi non si sente, e fatti pochi passi, ecco l'orchestra riprendere il tema con tutta
la possanza dei suoi fiati. Mai uguale, ma sempre in variazione sul tema principale, ti accompagna per tutto il tragitto. E' veloce o lenta, a seconda del tuo camminare. Puoi scendere alla riva,
per sentire meglio un dettaglio, ed il fiume non si stanca mai di ripetere la frase, per fartela comprendere, ma sempre nascondendo ancora qualcosa. E per quanto ascolti, sai che non hai sentito
tutto, che c'è ancora qualcosa da capire, una variazione che non hai ancora udito, e che ti sarà proposta la prossima volta che passerai.
E' la terza volta che Rita ed io percorriamo questo cammino. Partiamo dal Bivio di Corippo, appena dopo Vogorno, dove finisce il lago artificiale della diga della Verzasca, per salire fino a
Sonogno. Tutto il percorso è di circa 16 Km, con 750 metri di dislivello. Ma per chi non è sicuro di riuscire e camminarlo tutto, è possibile uscire ad ogni paese (Lavertezzo, Brione, Gerra e
Frasco), ad una distanza di circa 4 Km l'uno dall'altro, e riprendere il postale per rientrare al punto di partenza. Da Sonogno poi, si può salire alla capanna Barone, al lago
d'Efra, oppure percorrere il passo di Redorta (1400 metri di salita) per scendere fino a Prato-Sornico in valle Maggia (1600 metri di discesa, quasi tutti in cresta). A Sonogno, famoso centro di
lavorazione della lana, trovi il museo della stessa, e la cooperativa che alleva le pecore esegue tutta la lavorazione, compresa la colorazione, con i metodi tradizionali a mano.
L'anno scorso lo abbiamo fatti da soli (era il giorno del mio cinquantesimo compleanno), e non ricordo regalo più bello! Anche la torta, a Sonogno, per finire in bellezza...
Normalmente andiamo in maggio, quando c'è meno traffico pedonale, ed il sole non picchia ancora troppo: da Brione a Sonogno si è fuori bosco, e se fa caldo, rischia di essere una mazzata.
Purtroppo quest'anno, una slavina bloccava il sentiero tra Lavertazzo e La Motta, per cui abbiamo dovuto pazientare. D'altra parte per noi è una classica di primavera, e non poteva mancare nel
diario di bordo anche quest'anno...
09:10 Eccoci al Bivio di Corippo, pronti a partire. Il cielo è sereno, la meteo ha annunciato possibili temporali serali. Non mi preoccupo troppo, non siamo in alta montagna, e ci sono diverse
"vie di fuga" verso i vari paesi (sempre posti sull'altra sponda rispetto al sentiero). Compagnia "normalizzata", con Laura One, Fiorenzo e Laura Two. Questa volta abbiamo anche la compagnia di
Argo, il cane di Laura One e Fiorenzo. La temperatura non è da maggio, ma è quasi meglio per camminare.
Passando il ponticello si nota subito il colore dell'acqua.
Dietro di noi, l'abitato di Corippo. Tanto tempo fa, per indicare una cosa impossibile, si utilizzava la locuzione "andare a Corippo in barca". Da quando c'è il bacino artificiale, è quasi
possibile...
Percorriamo il breve tratto sulla strada asfaltata dopo il ponte, poi, arrivati alla curva, ci piombiamo sul sentiero nel bosco. Il canto del fiume ci accompagna da subito. Iniziamo a vedere i
primi rustici, in buona parte ancora abitati, anche se solo nel fine settimana.
Qualcuno, in un fine settimana di pioggia, probabilmente si annoiava, e ha deciso di mettere alla prova le proprie capacità di intagliatore, con questo risultato.
Lungo il sentiero incontriamo diversi punti in cui si possono notare i resti di slavine invernali. Quest'anno ne è caduta veramente tanta, e mi dicono che a Sonogno (circa 900 metri) ce n'erano
più di quattro metri.
Il bosco è fitto, e qua e là si riesce ad intravvedere il fiume. In diversi punti scendo fino alla riva per fotografarlo, lo merita veramente.
Lungo il percorso, diverse fontane. La valle Verzasca è stata da sempre terra d'emigrazione, e uno dei flussi più importanti è stato verso la California, alla fine
del 1800. Una volta rientrati, diversi di questi emigranti (almeno, quelli che erano riusciti a guadagnare qualcosa) spesso regalavano una fontana alla comunità. Questo è uno dei motivi per cui
se ne vedono così tante in valle. Il rientro degli emigranti ha avuto anche un altro risultato: diverse parole inglesi sono entrate a far parte del dialetto della valle, per cui ti può capitare
di sentire un contadino di 75 anni di Sonogno, mai uscito dalla valle, dire a sua moglie "darling"... E ti garantisco che suona strano.
Meta di turisti, che lo attraversano, e di sub che si esercitano nelle acqua sottostanti. Si, poichè il fiume chiede un importante tributo di vite ogni anno.
Soprattutto i turisti si lasciano ingannare dalle sue acque, che in realtà sono infide e pericolose, per i vortici e le forti correnti sotto il pelo dell'acqua. Così, ogni estate, il bollettino
di guerra narra di bagnanti che sono affogati in questo corso d'acqua, e di sub che rischiano la vita per recuperarne i corpi.
Quello che resta ora è poca cosa, ma la massa originaria doveva essere imponente. Qui il fiume è più stretto, e mormora con più voce, forte delle acqua di neve che
vi si convogliano.
10:45 Eccoci a Orgnana, dove si trova una delle tre "casette da pic-nic" che si incontrano lungo il cammino. Con bel tavolo in legno, e zona griglia già preparata,
invitano alla pausa. Un invito così pressante non può essere ignorato, e ne aprofittiamo per una barretta di cereali e un bel bicchiere d'acqua.
A questo punto Argo deve essere tenuto al guinzaglio, dato che vi è possibilità di incontrare pecore lungo il cammino. Non è che apprezzi molto, ma c'è poco da
fare...
11:10 Dopo la pausa arriviamo ad una zona caratterizzata da una serie di splendide cascate, con dei ponticelli che attraversano la zona. L'anno scorso c'era poca
acqua, ma quest'anno, che sinfonia...
11:30 Orami ci stiamo avvicinando al ponte stradale che dovremo attraversare, ed il tempo inizia a gustarsi. Ma i temporali non dovevano essere nel tardo
pomeriggio? Le cime delle montagne sono già orlate di nubi, ed il cielo è completamente coperto: brutto auspicio.
12:00 Eccoci alla curva della strada che porta verso il ponte. Qui si trova la casa di uno scultore che lavora la pietra del posto, con risultati (secondo me) gradevoli.
Passando il ponte vedo sotto di noi un gruppo di canoisti che si sta cimentando con le rapide: osservo le loro evoluzioni, e, anche se non mi possono sentire, batto
loro le mani per essere riusciti a passare senza capovolgersi.
Passato il ponte (è il punto più pericoloso di tutto il tracciato) si scende per una scaletta a sinistra, per portarsi nuovamente sul sentiero. Da qui, si risale
per una scaletta intagliata nella pietra, per aggirare la gola formata dal fiume. L'acqua è impetuosa, e corre tra massi di tutti i colori, con la preponderanza di strisce rosa.
12:45 Abbiamo passato la "cimetta", e siamo ridiscesi a livello del fiume, che qui è più largo e tranquillo. Dall'altra parte si vede l'abitato di Brione, ed il
ponte che porta verso Gerra. Una delle poche cappellette del sentiero ci guarda, dicendo "avrei bisogno di manutenzione".
12:55 Eccoci alla seconda "casetta da pic-nic" del percorso. E' ora di fare il pieno, così tiriamo fuori i nostri panini. Il tavolo è già occupato da una famiglia
svizzero-tedesca, con tanto di fornellino a gas e pentola della minestra. Oggi abbiamo incontrato tantissima gente lungo il sentiero (l'anno scorso forse 10 persone), e nessuna che parlava
italiano: siamo alle solite.
13:20 Pieno eseguito, ci lanciamo lungo il sentiero che porta a Gerra. Fiorenzo ed io siamo partiti prima, dato che le signore hanno deciso di allungare la pausa.
Lungo il percorso, primo piovasco sparso, che per fortuna dura pochi minuti. Rino, che ci attende a Sonogno con torta e caffè, mi informa che a Sonogno ormai piove, e chiede se desideriamo che ci
venga a prendere. A me la situazione non sembra così drammatica, lo ringrazio per l'offerta e gli dico che gli farò sapere.
14:00 Passata Gerra, continuiamo verso Lorentino, dove si trova un agriturismo, con fontana per ricaricare le bottiglie. Passiamo nuovamente una zona con una
splendida cascata, ed un ponte, che ci porta alla terza "casetta da pic-nic" del percorso. Le signore sono sempre dietro, il check-point è all'agriturismo per il caffè.
In questa zona il sentiero è sempre fuori bosco, e quasi in piano. Sono contento che il cielo sia coperto: il primo anno non sapevo ancora come fosse questo pezzo,
e la giornata era molto calda e soleggiata. Rita ed io arrivammo a Sonogno con un bel inizio di mal di testa. Poco prima di Lorentino, ulteriore insediamento, credo quasi completamente
disabitato. Dall'altra parte del fiume, Gerra.
Durante la pausa discutiamo sul da farsi. Non abbiamo rispettato i tempi di marcia (avremmo dovuto essere qui più di un'ora fa), il cielo si sta rannuvolando sempre
più, e l'ultimo postale utile parte da Sonogno alle 16:30. Da qui ci vuole ancora una buona oretta e mezzo per arrivare a Sonogno, e c'è il rischio di perderlo... Decidiamo che Fiorenzo ed io
andremo in avanscoperta, prendiamo il postale, scendiamo al bivio a recuperare le auto, e risaliamo a prendere le signore, nel caso queste non riescano ad arrivare per tempo.
14:55 Fiorenzo ed io ci mettiamo in moto, con passo da marcia forzata. Passiamo i rustici di Lorentino, e ci dirigiamo verso il ponte che attraversa il fiume prima dell'abitato di Frasco.
Lungo il percorso il fiume si fa nuovamente torrentizio, e ci mostra colori splendidi.
Il cielo, invece, ci mostra un colore sempre più grigio scuro... Arriviamo al ponte prima di Frasco, e vedo la struttura di costruzione di un nuovo manufatto. Per lasciare posto al cantiere il
sentiero è stato spostato più in alto rispetto agli altri anni, per poi ridiscendere alla strada.
Le prime goccie si fanno sentire. Passiamo il ponte, scendiamo a destra, e imbocchiamo il sentiero che porta verso Frasco e Sonogno. Non ostante la fretta, non
mollo la macchina fotografica. Altra cappelletta che ha bisogno di restauro lungo la via.
Il fiume si è ridotto a poca cosa, ma ci fa ancora sentire la sua voce, questa volta accompagnata dal tamburellare della pioggia
sulle foglie, sui sassi, sul sentiero. Fiorenzo ed io decidiamo di prendere il postale a Frasco: è inutile farsi una lavata fino a Sonogno. Chiamo Rino, e lo informo che non arriveremo per la
torta... Mi informa che aveva persino falciato il prato per il nostro arrivo, e mi sento un verme.
15:35 Eccoci di fronte a Frasco, al ponte pedonale in metallo che avevamo passato per
la ciaspolata in gennaio. Via decisi verso l'altra sponda, l'acqua dal cielo ormai sovrasta con la sua voce quella del fiume.
Chiamiamo le signore, e le informiamo del cambiamento di programma, invitandole a raggiungerci a Frasco. Dopo una decina di minuti, sono con noi. Laura One e Laura Two, fanno autostop, e in men
che non si dica vengono raccolte da un automobilista svizzero-tedesco. Io chiamo Rino (mi aveva detto che doveva scendere a Gordola per lavoro). E' già a Brione, ma, da vero buon samaritano, mi
dice di attendere: risalirà fino a Frasco per venire a prenderci.
16:30 Eccoci al bivio di Corippo, nuovamente uniti. Saluti veloci sotto la pioggia, poi via verso casa. Arriviamo a Gordola, e non c'è traccia di pioggia: ma doveva cadere tutta proprio in cima
alla valle Verzasca?
E per gli album fotografici?
Dato che le foto erano tante, le ho divise in due album separati (il server permette al massimo 200 foto per album):
Primo album: dal bivio di Corippo a poco dopo
Orgnana
Secondo album: da poco dopo Orgnana a
Frasco
Le strade delle parole
Serpenti e affini
L'Atlantico in solitaria
Un progetto educativo in barca a vela: il Sorgitore
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