Lunedì 6 aprile 2009
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10:55
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Pubblicato in : Bellinzonese, trekking
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Da Mornera al Baltico e ritorno in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: Mornera (Q1371) - bivio La Monda (Q1245) - Baltico (Q1083) - Belcorte (Q1014) - Pientina (Q1051) -
Mornera.
Difficoltà: sentiero T2
Dislivello: 400 metri.
Lunghezza del percorso: circa 6 Km.
Sforzo equivalente: 10 Km.
Durata (incluse le pause): 5 ore (ce la siamo proprio presi comoda
).
Settimana durissima per entrambi, ma la meteo prevede bello per domenica. Non si può non andare, ma giustamente Rita mi dice "per favore, non strapazzarmi...". Così lunedi controllo con il DVD cosa
si può fare senza andare lontanissimo, e nuovamente mi rendo conto che appena dietro casa, sulla costa esposta a Sud sopra Bellinzona, i nostri anziani hanno creato una rete di sentieri che unisce
diversi insediamenti, utilizzati ai loro tempi come punti di appoggio. Vedo che partendo da Mornera è possibile fare un giro circolare non troppo impegnativo, ma che ci permette di godere del
panorama sul bellinzonese. Progetto approvato, invio gli inviti, e Danila, Pierfranco, Laura e Fiorenzo rispondono "presente!". L'idea è di fare la passeggiata tranquilli, mangiare a Mornera, ed
eventualmente salire fino al bacino artificiale creato per permettere agli elicotteri di approvvigionarsi di acqua in caso di incendio in montanga.
Il punto di ritrovo viene fissato presso il municipio di Monte Carasso, in prossimità dell'ex-convento ristrutturato, dove i posti auto non mancano.
08:45 Ritrovo al parcheggio, non appena tutti presenti via a piedi a prendere la
teleferica per Mornera. La giornata si preannuncia buona, ma non ottima, con ammassi nuvolosi che scorrono in cielo, facendo temere un possibile temporale pomeridiano. D'altra parte non
saremo mai troppo lontani da un punto di rifugio... Durante la salita si inizia a vedere il Piano di Magadino, con i suoi agglomerati urbani.

09:30 Siamo a Mornera, delizioso insediamento posto a margine della valle di Sementina, su di un pianoro a circa Q1300. Attorno a noi vi è ancora neve, Foto di gruppo prima della partenza, non si
sa mai, Danila teme già una qualche sorpresa... Da Mornera eravamo passati il 24 agosto
2008 per salire alla capanna Albagno, ma oggi quell tragitto è decisamente sconsigliato, dato che alla capanna vi è ancora molta neve, e non abbiamo preso le ciaspole.

La temperatura è abbastanza gradevole, Ci incamminiamo verso Est, seguendo il sentiero che ci porterà in Baltico, insediamento al quale arriva una seconda teleferica che parte da Carasso.
Guardandomi attorno, oltre la valle di Sementina, riconosco la capanna Mognone, dove
siamo stati due settimane fa.
Nell'originale la si può vedere sul pianoro coperto di neve di destra. Il sentiero entra subito in un bosco formato prevalentemente da conifere, che emanano uno splendido profumo di resina. Dato
che non siamo così in alto, sentiamo anche le campane delle varie chiese che ci ricordano che oggi si festeggia la domenica delle Palme: uno squillare continuo che viene da tutte le direzioni.Il
sentiero in alcuni punti è ancora coperto di neve, ma niente di preoccupante (sempre meno che due settimane fa).

Stavolta sono indetro dato che qualcuno si deve ben sacrificare per scattare le foto!
10:20 Arriviamo al primo bivio "La Monda", dal quale si può salire alla capanna Albagno.

Noi tiriamo dritto, e arriviamo al piccolo pianoro della località, dove sostiamo per un po' di the caldo ed una barretta di cereali. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, e ci vogliamo godere la
passeggiata fino in fondo.

Da qui si inizia a vedere il Pizzo di Claro.

Abbiamo girato il versante marciando verso Est, ed inizia ad aprirsi davanti a noi la valle Riviera e la valle Mesolcina.

Purtroppo l'aria non è tersa, e si fa fatica a vedere a distanza.
10:35 Di nuovo in cammino, per il sentiero che ci porterà fino in Baltico.

Lungo tutto il percorso incontreremo diversi rustici riattati con grande amore, mantenendo le caratteristiche originarie, e valorizzando cìò che già era stato fatto.

Dopo un nuovo bivio verso la capanna Albagno, ecco comparire la cima del Gaggio, sulla quale eravamo saliti al 24 agosto 2008.

Con gioia mi rendo conto che ora riesco a riconoscere le località e le montagne dove sono stato anche da punti di vista molto diversi rispetto a quelli che me le avevano fatte conoscere: la cima
del Gaggio non l'avevo mai vista da questa prospettiva, eppure mi è stato subito chiaro che si trattava proprio di lei. E già che ci siamo, ecco la cima dell'Uomo, con un sentiero T4 per arrivarci
(chissà se la "conquisterò" mai).

10:45 Il sentiero adesso inizia a scendere deciso, e passiamo dalla località "Schirasca", marcata da una bella fontana. Tutta la zona è piena di serbatoi interrati, dato che l'approvvigionamento
idrico di Monte Carasso viene fatto utilizzando le sorgenti in quota, e convogliando l'acqua fino al piano.

11:10 Eccoci in Baltico, alla stazione di monte della teleferica patriziale di Carasso.

Da qui la vista su Bellinzona è splendida. Riconosco casa nostra (immagino che i ragazzi saranno ancora a letto, a quest'ora), e i castelli, patrimonio dell'Unesco.

Bellinzona è costruita in un "budello" tra le due sponde delle montagne, e in passato era punto di pagamento di dazio per il transito. Per questo la città era stata cintata di mura, che tagliavano
in due la valle, ed erano stati costruiti tre castelli (ognuno dei castelli ha tre nomi). Il più grande (guarda caso uno dei tre nomi è Castelgrande) è costruito su di un affioramento
roccioso posto proprio in mezzo alla città, dal quale si controlla in modo egregio l'accesso sia da Ovest (Piano di Magadino) che da Est (per chi scendeva dal San Gottardo, dal Lucomagno e dal
passo del San Bernardino). Oggi è la capitale del Ticino (ma quella economica è Lugano), e vi ha sede il governo cantonale.
11:30 Accanto alla fermata della teleferica abbiamo visto l'indicazione per un punto panoramico, Tolan a Q1128: non si può mancare di salirvi. In 5 minuti siamo in cima, e il piccolo sforzo è stato
ripagato ampiamente. La vista è ancora migliore che dalla stazione della teleferica. Anche in questa foto c'è casa mia...

Non è che abbiamo battuto dei record di velocità: per arrivare fino a qui abbiamo impiegato un'ora e tre quarti, il cartello a Mornera dava 50 minuti: decisamente no stress.
11:50 Ci rimettiamo in cammino verso Pientina. Un cartello giallo indica la direzione, ma improvvisamente ci ritroviamo sullo stesso sentiero dal quale siamo arrivati: sbagliato. In effetti
guardando dall'alto si vede un sentiero "appena" tracciato che resta alla stessa quota del cartello, ma senza indicazioni. Decidiamo che è quello il sentiero da percorrere (consultando anche la
carta), torniamo indietro e lo imbocchiamo. Dato che questo sentiero passa due o tre punti stretti, alle famiglie con bimbi consiglio invece di scendere a Marna sulla forestale, per risalire poi a
Pientina (sono pochi metri di dislivello).

12:10 Il sentiero scende lungo la costa, ed a un certo punto ci ritroviamo un passaggio un po' più impegantivo: il sentiero è molto stretto, il fondo con la neve, e sopra le foglie cadute con il
vento. Con precauzione passiamo il punto, unica difficoltà di tutto il tragitto. Il bosco ha cambiato fisonomia, e dai sempreverdi siamo passati prevalentemente alle betulle. Sono "piccole",
sembrano ancora relativamente giovani. Probabilmente questa zona una volta era tenuta pulita per la pastorizia, ma dato che più nessuno si occupa del territorio, il bosco sta riconquistando
tutto.

12:20 Poco dopo il punto "critico" troviamo un bell'affioramento roccioso che induce alla pausa pranzo con vista sul bellinzonese: non sia mai detto che non ci lasciamo tentare. Pranzo standard
domenicale con panini, frutta, acqua e the, e vista sul Camoghé (questa non si può acquistare).


13:15 Riprendiamo il viaggio, e arriviamo in località Belcorte a Q1014 (il punto più basso della passeggiata). La località merita veramente questo nome: praticamente tutti i rustici sono stati
riattati, muretti a secco rifatti, orti già zappati: un'icona dell'ordine svizzero. Si vede amore e rispetto nel lavoro fatto, sicuramente sudore e fatica per ripristinare i terrazzamenti e le
abitazioni mantenendo le loro caratteristiche esterne originali (dentro sicuramente saranno molto più comode di una volta, ma anche questo va bene).

I rustici sono disposti lungo il sentiero che porta a Pientina, uno dopo l'altro, e sembrano fare a gara a chi è più bello.

Le forsizie, che da noi sono già praticamente sfiorite, qui hanno raggiunto adesso il momento di massimo splendore.

13:30 Eccoci a Pientina, dove si trova una delle fermate della teleferica che sale a Mornera. Da qui dobbiamo risalire un po' più di 300 metri per arrivare nuovamente al punto di partenza, ma non
ci passa neanche per la testa di mollare e scendere da qui: sarebbe un disonore.

Riprendiamo il sentiero in direzione Moncucco - Mornera, e la pendenza si fa subito impressionante. Danila e Pierfranco, come al solito, si trovano finalmente su di un percorso a loro congeniale, e
partono ad una velocità megagalittica: in pochi minuti scompaiono davanti a noi. Noi, povere carrette, arranchiamo per scalini e radici, un passo dopo l'altro. Non ostante la fatica tengo d'occhio
il lato del sentiero, e vengo ripagato da un bel fiore.

Tenendo le orecchie "drizzate", riesco a sentire, e poi individuare un ramarro verde che gioca a nascondino con me da dietro un albero.

13:50 Lungo la salita, come spesso succede sulle nostre montagne e sui nostri sentieri, un piccolo attimo di raccoglimento spirituale. La cappelletta è recente, ma tra qualche centinaia d'anni
probabilmente sarà ancora qui, ad accompagnare con il suo augurio il viandante.

La salita qui è micidiale, si passa continuamente dall'esposizione al sole, con sudate incredibili, all'ombra dei sempreverdi, con neve sul sentiero, e folate di aria fredda che gelano la schiena.
E' un bel problema tenere la termoregolazione: ogni tre minuti bisognerebbe infilare o sfilare qualcosa.
14:15 Sopra di me un rumore metallico: la cabina della teleferica. Forza, non manca molto.

Ancora neve sul sentiero...

14:30 Eccomi nella parte bassa di Mornera: una bella samoiedo richiede assolutamente la mia attenzione, con coccole ben piazzate. E già che ci sono, mi fermo a fare quattro ciacole con i due
signori che sono con lei.

14:45 Nuovamente al punto di partenza. Se hai scommesso che sono l'ultimo ad arrivare, hai vinto! Entro nel grotto Mornera per un meritato caffé, gli altri sono già li che mi attendono. Poi esco
ancora, ho visto dei crocus selvatici bellissimi, bisogna ri-testare il macro della macchina fotografica.


15:05 Danila, Rita ed io sialiamo alla piccola chiesetta aperta che si trova proprio sopra il grotto. Dò anche un'occhiata al sentiero che porta verso la capanna Albagno, e che ci condurrebbe al
laghetto artificiale: niente da fare, troppa neve, si farebbe una fatica boia a salire. La chiesetta, nella sua semplicità, è deliziosa, e chi l'ha costruita o ristrutturata non ha risparmiato
sulla quantità e qualità dei materiali.

15:30 Iniziamo la discesa. Ripassiamo Pientina, poi Corzütt (altra stazione intermedia), e arrivando a Monte Carasso abbiamo una bella vista sull'ex-monastero.

16:00 Foto ricordo del gruppo sopravvissuto ad una passeggiata deliziosa, sicuramente adatta anche alle famiglie con bambini (ma non in piena estate, si morirebbe di caldo).

Grazie Danila, Laura, Rita, Pierfranco e Fiorenzo per la vostra piacevole compagnia.
Se vuoi vedere tutte le foto (non che ci sia qualcosa di
speciale), clicka qui.
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