Il blog delle passeggiate sulle montagne del Ticino
Puoi mandarmi un mail a questo indirizzo: upthehill chiocciolina gmx punto ch
Percorso effettuato: giro completo
del Parco della Breggia (cartina), informazioni sul Parco.
Difficoltà: sentiero T1
Dislivello: circa 200 metri.
Lunghezza del percorso: circa 6 Km.
Sforzo equivalente: 8 Km.
Durata (incluse le pause): 3.25 ore.
Disperato. Sono disperato. Da settimane vorrei salire con le ciaspole alla capanna Bovarina, e per un motivo o per un altro qualcosa si frappone sempre. Questa settimana ha nevicato in quota
giovedi e venerdi, e il pericolo valanghe è salito a livelli di guarda, per cui niente da fare. Invidio Caterina e Leonardo (due amici bresciani conosciuti tramite questo blog) che si saranno
fatti una bella ciaspolata organizzata dagli alpini questa domenica.
D'altra parte la meteo è da scarponi, non si può stare a casa. Devo scegliere un percorso senza rischi... Pensa che ti ripensa, mi brilla un'idea: perché non visitare finalmente il Parco della
Breggia? Percorso facile, raggiungibilità ottima, è anche l'occasione per invitare Lara, Marco, Ivan e Alice a venire con noi (eravamo già saliti assieme al Gaggio nell'agosto del
2008). Inoltre, essendo il percorso corto, possiamo portare con noi anche la nostra cagnona Zara, la quale, a causa della displasia all'anca,
ormai non tiene più botta con le passeggiate troppo lunghe. Detto fatto, sabato organizziamo il tutto.
Questo parco è un piccolo eden incastonato tra cemento, autostrada, abitati e rumori. Il fiume Breggia, scendendo lungo la vallata, ha scavato nella roccia, portando ad affiorare le
sedimentazioni successive che hanno creato le nostre alpi, in un arco geologico di 200 milioni di anni. Partendo dal basso si trovano gli strati più antichi, poi alzandosi si "ringiovanisce", per
arrivare al culmine della passeggiata a vedere lo stato attuale della roccia. Un viaggio attraverso il tempo su di un percorso di pochi chilometri affascinante.
13:50 Ci ritroviamo tutti al parcheggio del Centro Breggia a Balerna, punto ideale per la partenza. Ho riesumato dall'armadio i miei pantaloni da trekking (era da ottobre che vi poltrivano, a
parte l'escursione al pizzo Leone in novembre), la
camicia a maniche corte, e le calze alte da trekking regalatemi a Natale da Monica ed Andrea (ottime, veramente ottime), lunghe come quelle invernali che utilizzo per ciaspolare, ma più leggere
di tessuto. Inoltre, è arrivata la nuova macchina fotografica, e l'occasione è ghiotta per poterla innaugurare ed imparare ad utilizzare correttamente.
Partenza. Mentre percorriamo il tratto di Breggia che ci porterà al mulino del Ghitello, uno splendido airone cinerino ci sorpassa volando alla nostra quota.
Complice la mancanza di riflessi, la macchina non ancora accesa, ed il rumore di bimbi, sono lento a fotografarlo (è quella specie di virgola in centro alla foto).
14:00 Arriviamo subito al Mulino del Ghitello, uno dei due mulini presenti nelle gole. Qui ha sede la direzione del Parco, e c'è un piccolo ristorante (deve essere
delizioso in estate). Tutto l'ambiente è ben curato ed estremamente piacevole.
14:10 Il sentiero si snoda verso sinistra, e in questa prima fase ci allontana dal Breggia, per portarsi verso l'alto. Percorribilità ottima, avrei anche potuto
calzare le scarpe da trekking basse.
Il sentiero sale portandoci fino all'incrocio con una stradina asfaltata, dove vediamo un vecchio lavatoio (mi ricordo ancora di mia nonna, che con il sapone di
marsiglia lavava le lenzuole, strofinandole con una spazzola dura, e sbattendole contro le sponde del lavatoio: una fatica immane). Incrociamo la strada principale, la quale entra in galleria.
Attraversata la strada riprendiamo il sentiero, che in un attimo ci porta al laghetto del Ghitello.
L'acqua è verde smeraldo, limpida, vediamo diversi pesciolini ed una trota (abbiate pietà). Sulla nostra sponda un piacevole punto di sosta, dall'altra parte
invece, resti di macchinari. Questa è una costante: tutto il percorso del fiume, nel passato, era industrializzato, Solo in tempi recenti la zona è stata bonificata e rivalorizzata (in modo
encomiabile, devo dire), ma i resti dello sfruttamente precedente sono presenti ovunque.
Il sentiero ci porta oltre il laghetto, e passando possiamo ammirare uno deti tanti affioramenti di roccia (penso ferrosa) che ritroveremo lungo tutto il percorso.
In effetti, guardando in alto da entrambe le parti, si possono notare stratificazioni varie su entrambi le pareti che delimitano la zona. Sono ignorante in materia,
ma i vari cartelli che troviamo lungo il percorso mi permettono almeno di collocare temporalmente i vari affioramenti che incontriamo.
14:40 Continuiamo in allegria lungo il sentiero, senza nessuna difficoltà, e rientriamo in una zona alberata. Al fianco del sentiero vediamo i primi fiori della stagione: occasione ottima per
verificare se finalmente dispongo di un macro degno di questo nome (quello della macchinetta precedente l'ho utilizzato solo due volte, poi ho lasciato perdere). Aiutato da Ivan e Alice,
identifico un po' di soggetti adatti, e via di scatto.
Il risultato sul display lascia ben sperare... Arrivato a casa vedrò che in effetti il macro è utilizzabile. Intanto il sentiero, sempre in dolcezza, ci porta fino
alla vecchia birreria, posta sull'altro lato del fiume.
14:45 Passata il ponte entriamo in un sottopasso che attraversa la birreria, usciamo dall'altro lato e ripendriamo la salita, per arrivare nuovamente ad incrociare
la strada principale. Lungo il percorso, segno della religiosità dei nostri anziani, una semplice cappelletta accompagna il viandante.
Dopo esserci portarti sull'altro lato della strada (per fortuna poco trafficata), davanti a noi si para l'edificio dell'ex-cementificio, punto centrale dell'attivà
economica delle gole. E' veramente imponente, e lo si vedrà ancora meglio dall'alto.
14:50 Il sentiero rientra a sinistra dell'edifico, e si snoda lungo il corso del fiume. In basso diversi affioramenti, in alto pure, e ad accompagnarci il
chiacchierio dell'acqua e dei bambini. La temperatura è gradevolissima, e ogni tanto si sentono delle correnti d'aria più fresca che accarezzano gentilmente. L'acqua ha sempre un colore smeraldo
meraviglioso, come quella della Valle Verzasca. Passiamo tutto il complesso industriale, e arriviamo alla Punt de la Ciüsa, dove il fiume forma una piccola cascata. Attraversiamo il ponte, e
iniziamo la salita (facile) verso destra.
15:15 Questo tratto di sentiero è costruito quasi a sbalzo lungo il percorso del fiume, ed è l'unico dove bisogna fare un po' di attenzione, e non sostare troppo a
lungo (vi è la possibilità di caduta di sassi dall'alto). La zona è boschiva e fresca, e un nuovo ponticello ci riporta sull'altra sponda, dove troviamo un punto di sosta con una bella fontana,
molto apprezzata da Zara. Ci fermiamo per fare merenda, e per goderci la vista del fiume in basso, e della vegetazione che ha iniziato il risveglio primaverile.
15:40 Con i bambini rifocillati, si può ripartire. Il sentiero adesso sale più deciso (niente di drammatico neanche per me), per portarci fino al punto più alto del
percorso, quello "più giovane". Arrivati in cima possiamo notare il ponte di Castello, che unsce Castel San Pietro a Morbio Superiore, sospeso a mezz'aria.
Fino a qui la macchina fotografica si è comportata bene (un po' meno il fotografo). Scatta ad una velocità impressionante (la vecchia necessitava di 5-6 secondi tra
una foto e l'altra), ed il mirino ottico mi permette finalmente di vedere e capire cosa sto fotografando (molte delle foto degli altri diari sono state fatte "alla cieca"). Sono veramente
soddisfatto dell'investimento. Le regolazioni sono veloci ed intuitive, e per passare da "paesaggio" a "macro" impiego meno di un secondo.
Nel frattempo siamo arrivati al punto più alto, ed il sentiero ci riporta nuovamente sull'altra sponda, per iniziare la discesa.
Da qui seguiremo il sentiero del '700, che ci riporterà velocemente al punto di partenza. Lungo tutto il tragitto abbiamo incontrato diversi escursionisti, sia
famiglie con bambini che gruppi più anziani. Quattro chiacchere con diversi di loro rendono ancora più piacevole l'escursione.
In basso possiamo vedere in tutte le sue proporzioni il vecchio cementificio.
16:45 La discesa è tranquilla, e arriviamo nuovamente alla Punta de la Ciüsa. Durante questa parte di percorso abbiamo potuto ammirare la Campagna Adorna, Chiasso
ed i suoi dintorni, e il monte Olimpino.
17:00 In un attimo siamo nuovamente al Mulino del Ghitello, dopo aver costeggiato il laghetto. Rita e Lara sono entusiate del regalo che hanno ricevuto per la festa della donna, e ci onorano di
uno splendido sorriso. Valeva veramente la pena di fare tutta la sfacchinata! Beh, sfacchinata è un termine un po' forte... In realtà si tratta di una passeggiata assolutamente deliziosa:
insomma, due piccioni con una fava.
17:05 Siamo nuovamente al parcheggio. Il giro è durato più di quanto avessi preventivato, ma è veramente splendido. Da consigliare caldamente, magari una domenica
pomeriggio tardi, poi cena al ristorante del Mulino (non l'ho provato, non posso garantire ancora la qualità). Tornando Rita ed io ci scambiamo le impressioni su questo piccolo angolo di paradiso
in terra. Onore a coloro che hanno saputo prepararlo e ne fanno la manutenzione: decidiamo di metterlo tra gli appuntamenti ricorrenti.
Domenica prossima, o TeleMarkada al Nara, o Bovarina, se finalmente il pericolo valanghe diminuisce.
Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci
sia qualcosa di speciale), clicka qui.
Le strade delle parole
Serpenti e affini
L'Atlantico in solitaria
Un progetto educativo in barca a vela: il Sorgitore
Resoconti di viaggio
(1)
Resoconti di viaggio
(2)
Resoconti di viaggio
(3)
Montagna.ch di Luca Bettosini
Itineraria: viaggo
lento
Ariafina:resoconti di viaggio
Il laboratorio del trekking
Stile alpino
Aria sottile
Girovagando
LoopLetal - viaggi e trekking online
InAlto.org: collezione di rapporti e
foto
Portale ticinese: di tutto un po'
Wanderwege der Schweiz (tedesco)
Commenti recenti