Il blog delle passeggiate sulle montagne ticinesi
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Percorso effettuato: Campo Blenio (Q1250), capanna Bovarina (Q1870), Ronco di Gualdo (Q1573), Pradasco (Q1780), passo Cantonill
(Q1973), pizzo Rossetto (Q2099), Campo Blenio.
Difficoltà: sentiero T2.
Dislivello: circa 1'200 metri.
Lunghezza del percorso: 13 Km.
Sforzo equivalente: 25 Km.
Durata (incluse le pause): 9 ore e 15 minuti.
Serie dei "Laghetti alpini della Svizzera
Italiana".
07:45 Danila, Pierfranco, Rita ed io partiamo dal parcheggio della Coop di Castione. Alle 8:35 siamo a Campo Blenio, caffé con cornetto (non ho fatto colazione), e via.
09:00 La meteo è perfetta, il cielo azzurro, anche se qui il sole non è ancora sorto.
Iniziamo la salita sul lato sinistro, percorrendo un pezzo nel bosco. Siamo ben coperti, dato che l'aria è pungente (il termometro dell'auto marcava circa 5° centigradi). Il sentiero si innalza
gradualmente. Il solito cartello giallo dice "2 ore e 20 minuti alla capanna Bovarina". Non lo prendo troppo sul serio, solita fregatura di ascensionisti che vanno più veloci della luce.
Dietro di noi, la diga del Luzzone, che ci accompagnerà con la sua presenza per tutta la giornata. La vedremo da tutte le angolazioni...
La capanna Bovarina è là in alto, circa al centro della foto.
09:20 Una mongolfiera si staglia nel cielo: loro per salire non hanno fatto la fatica che faremo noi.
Nel frattempo siamo passati sul versante destro, già illuminato dal sole. Veloce strip-tease, via il paille, via la canottiera, sennò l'acqua oggi non mi basterà.
09:35 Siamo arrivati al primo alpe. Abbiamo dovuto percorrere la strada asfaltata, cosa non piacevole per i piedi. Il ritmo è buono, la pendenza per il momento non eccessiva.
09:50 Siamo rientrati nel bosco, la pendenza comincia ad aumentare. Stranamente sono l'ultimo della fila. Tutto attorno il sottobosco mostra il riconoscimento per la quantità di acqua caduta
durante la primavera. Era da diversi anni che non vedevo le nostre montagne così verdi.
10:05 Siamo arrivati al Ronco di Gualdo, situato a 1'573 metri s.l.m. Purtroppo oggi dovremo ripassare di qui, ma ancora non lo sappiamo... Abbiamo percorso la metà della
salita, e fin'ora tutto bene.
L'alpe non è ancora stata scaricata, e tutt'attorno è un tintinnio di campanacci. Se fossi una mucca diventeri scemo, a sentire quel rumore ad ogni movimento che faccio.
10:40 Il sentiero ora si inerpica in modo deciso, per portarci alla prima meta della giornata. Per fortuna buona parte del percorso è nel bosco, altrimenti, non ostante la stagione avanzata,
credo che moriremmo di caldo.
11:00 Rivediamo la diga del Luzzone, ma adesso ci siamo spostati ben alto, e si vede anche lo specchio d'acqua dietro la stessa. Oggi saliremo ancora più in alto, e si vedrà tutta la vallata del
Luzzone.
In basso, alla nostra sinistra, vediamo l'alpe di Pradasca, da cui passeremo questo pomeriggio per andare al pizzo Rossetto.
11:15 Non ci posso credere, ecco la capanna
Bovarina. Vuoi vedere che questa volta rispetto i tempi del cartello? La capanna è di proprietà dell'UTOE: piccola, accogliente e deliziosa. Posta a 1'870 metri
s.l.m., è il crocevia per diverse passeggiate: verso il lago Retico (vedi la serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana"), il passo del Lucomagno, la capanna Dötra.
11:20 Sono arrivato alla capanna (beh, Pierfranco, Danila e Rita sono arrivati già da un bel pezzo). Chi ha preparato il cartello che ho visto a Campo Blenio doveva essere un santo. Ci fermiamo
sulla terrazza per un caffé prima di pranzare
11:35 In settimana ho rinnovato un abbonamento di telefonia mobile, e ho preso un cellulare con GPS incorporato. Inoltre ho preso una scheda prepagata di un altro fornitore di telefonia, il tutto
sulla base dei ragionamenti fatti durante l'escursione del Cristallina. Primo
controllo: il cellulare con la scheda prepagata mi dà il massimo della ricezione, il mio la metà del campo. Mhhh, la scheda prepagata è stata una buona idea. Poi attivo il GPS: in meno di un
minuto il telefono trova la posizione. Chiaramente sulla cartina del GPS non si vede niente (conosce unicamente le strade), ma premo il tasto "Info", ed ecco le coordinate del punto. Fuori la
cartina 1:25'000, e veloce controllo: ci siamo, metro più, metro meno, le coordinate corrispondono. Decisamente mi sento più sicuro. Oggi non avremo bisogno del GPS, ma in un domani...
11:50 Avremmo voluto mangiare fuori, ma come spesso succede in montagna, si è alzato un vento fastidioso. La signora che gestisce la capanna (simpaticissima, si vede che ama il suo lavoro),
apparecchia all'interno. Minestra, panino e caffé: ormai è il menu fisso della domenica...
12:40 Partenza. Quando ho pianificato la passeggiata ho deciso di non includere il laghetto Retico nel percorso: ci vogliono circa 3.5 ore per andare e tornare, e non avremmo potuto arrivare al
pizzo Rossetto, che la cartina mostra con un bel "binocolo" (punto con vista eccezionale). L'itinerario prevede una piccola discesa fino a circa 1'700 metri, poi lungo la costa della montagna
dovremmo arrivare all'alpe Pradasca.
Uno sguardo al sentiero che porta verso la Gana Nera ed il passo del Lucomagno. Lo metto in memoria per un'altra passeggiata.
13:20 Fregatura fregatura. Il sentiero che porta direttamente all'alpe Pradasca è chiuso. Probabilmente le pioggie di questa primavera, o i temporali violenti di agosto hanno fatto franare il
sentiero, e per ragioni di sicurezza è stato chiuso. Ci tocca scendere fino al Ronco di Gualdo, per risalire poi all'alpe Pradasca, aumentano di 200 metri il dislivello rispetto a ciò che avevo
calcolato.
13:25 Eccoci nuovamente al Ronco di Gualdo. Svoltiamo a destra, ed iniziamo la salita verso Pradasca.
13:55 Vediamo nuovamente la diga del Luzzone: siamo scesi bene, non si vede quasi il laghetto.
14:00 Siamo arrivati all'alpe Pradasca. Qualcuno ha cancellato dal cartello giallo il sentiero per la Bovarina: alla Bovarina però non hanno avuto la stessa accortezza. Noi dobbiamo continuare
verso il passo Cantonill, passarlo, per poi poter salire al pizzo Rossetto.
14:05 Uno sguardo indietro per rivedere lo stallaggio dell'alpe.
14:20 Il sentiero è rientrato nel bosco, e sale con una pendenza impressionante. Resto mooOoolto indietro rispetto agli altri. Mi accorgo di quanto siamo saliti guardando nuovamente la diga
del Luzzone.
14:55 Arrivo anch'io al passo Cantonill. Il cartello ci dice che da qui si può andare praticamente dovunque. Pierfranco, Danila e Rita si sono goduti in pace l'attesa del mio arrivo.
Lo sguardo spazia sulla vallata del Lucomagno, verso la capanna Dötra. Il paessaggio è stupendo.
15:00 Partiamo per il pizzo Rossetto. I miei tre compagni mi danno un po' di vantaggio, ma se lo mangiano in un attimo.
15:30 Arrivo anch'io sul pizzo Rossetto. Gli altri tre sono già li che mi attendono (che pazienza che hanno).
Mi guardo attorno: è valsa veramente la pena. Lo sguardo spazia libero in tutte le direzioni, e la vista è mozzafiato.
Il costone della montagna con la capanna Bovarina.
Il Luzzone e la capanna Scaletta (se riesci a vederla).
Il Luzzone e la capanna Motterascio (idem come sopra), detta anche "Michela".
Campo Blenio e dintorni.
Aquila, Ponto Valentino, Dangio e Torre.
L'Adula e dintorni (sopra Olivone).
Il Lucomagno, e tutto a destra il pizzo Colombe con l'omonimo passo e il passo del Sole.
16:00 Iniziamo la discesa, ci attendono 900 metri di dislivello IN GIU: povere le mie gambe.
Durante la discesa veniamo accompagnati per un bel pezzo dalla vista del monte Sosto, che domina Campo Blenio.
16:45 Il sentiero rientra nel bosco, e vi resterà praticamente fino in basso. La pendenza è ammazzaquadricipiti. Loro tre mi guardano con un'aria un po' ironico-sarcastica-compassionevole.
17:40 Arriviamo a Risareta, a 1'393 metri. Il peggio è passato. Si inizia a vedere Campo
Blenio in basso.
Solita foto al cartello giallo, memoria delle fatiche e del piacere.
18:10 Arriviamo a Campo Blenio: il Sosto ci saluta per oggi.
Alla prossima!!!
Se vuoi vedere tutte le foto della
passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui.
Le strade delle parole
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