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Una giornata alla capanna Cremorasco, 14.05.2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: Isone (Q748) - Cima di Dentro (Q1014) - Alpe del Tiglio (Q1121) - capanna Cremorasco
(Q1095) e ritorno per la stessa via.
Difficoltà: T1, in parte anche su strada asfaltata.
Dislivello: 415 metri.
Lunghezza del percorso: 7 chilometri.
Sforzo equivalente: 11 chilometri
Durata (escluse le pause): 2.5 ore.
Riferimenti: la capanna Cremorasco, "Colori d'autunno: da Camorino a Lugano (31.10.2009)"
Tre settimane senza sgambettare... Tra pioggia, impegni di lavoro, e occupazioni famigliari siamo rimasti fermi per un bel po'. Poi, finalmente, danno schiarite per sabato e domenica. Spesa settimanale al venerdi, in modo da essere liberi entrambi i giorni. Per sabato siamo invitati alla capanna Cremorasco da Mauro, che vi passa spesso qualche giorno di vacanza con la famiglia. Orami è da due anni che ci invita, e per un motivo o l'altro non eravamo mai riusciti a combinare. Discuto con Rita: sabato giornata tranquilla, ci teniamo qualcosa di più impegnativo per domenica. Accetto volentieri l'invito, e carichiamo il sacco con un po' di leccornie da gustare assieme.
Per salire alla Cremorasco conosco tre strade: la prima parte dall'alpe Croveggia, alla quale si può salire a piedi o in teleferica da Camorino, poi Pian Grande, e da li dritti fino alla capanna. Oppure, sempre da Camorino, diritti alla capanna. La terza strada sale da Isone, passa per la cima di Dentro, alpe del Tiglio, per arrivare anche lei a destinazione. Tenuto conto del probabile stato dei sentieri, decido per questa terza variante, che ha il vantaggio di essere meno impegnativa, e più corta.
09:45 Siamo ad Isone, formalità caffé espletata. La giornata è meno serena di quanto avessero annunciato, e in più tira un bel venticello (a Bellinzona è praticamente una tempesta di vento). Un ulteriore vantaggio della salita da questa parte è che restiamo coperti dal crinale fino alla cima di Dentro. Percorriamo il paese in direzione dell'attacco del sentiero: conosco la strada a memoria, ormai.
Percorriamo ancora un breve tratto in salita su asfalto, poi alla prima curva parte il sentiero di salita. Il bosco ha cambiato completamente aspetto: grazie alle pioggie di due settimane è diventato di un bel verde intenso. L'acqua gioca lungo i canali di discesa, con la sua melodia sinfonica.
Lungo il sentiero, il rosso ruggine del ferro, per ricordarci che non siamo molto distanti dalla valle Morobbia, dove la concentrazione era tale da giustificarne l'estrazione.
Percorro questo sentiero, quasi una mulattiera, calpestato da decine di migliaia di passi delle reclute della scuola granatieri di Isone, che salgono probabilmente ogni giorno per portarsi alla piazza d'esercitazione, e spesso anche la notte, con pesi di barelle, munizione, sacco, fucile, granate, lanciafiamme, e altra attrezzatura. Sicuramente percorrono questa via con uno spirito molto diverso dal mio: e allora, per essere saggio cinese, penso e sentenzio che non è il luogo che fa la felicità o l'infelicità, ma lo spirito con il quale lo si vive.
10:25 Siamo quasi arrivati alla cima. Lungo la via tante fragoline di bosco selvatiche, non ancora mature. Il segnale della piazza d'arme ci informa che stiamo per entrare nella zona d'esercitazione.
Tiri a palla? E che roba sono? "Schiessgefahr" significa "pericolo per spari", "Danger de tir" pure. Mi piacerebbe conoscere colui o colei che ha fatto la traduzione in italiano :-)
10:30 Siamo sul pianoro della cima di Dentro. Oltre alla fregatura del cielo parzialmente coperto, adesso siamo esposti al vento polare che soffia scendendo dal Gottardo. A scaldarmi l'animo arriva la bella vista del pizzo del Claro, proprio di fronte a noi.
Quando ero passato di qui il 31 ottobre l'anno scorso ero immerso nella nebbia, e non avevo visto niente del paesaggio. Sulle prime mi ero dispiaciuto, ma poi, ripensandoci, mi sono reso conto della fortuna e del privilegio che ho avuto: una magia di colori e mistero, che difficilmente sarà ripetibile in questa forma. E spesso, dalla terrazza di casa mia, da dove posso rimirare parte di questo percorso, ci penso con nostalgia.
10:45 Percorriamo la strada asfaltata che porta verso l'alpe del Tiglio. Uno sguardo indietro mi permette di riconoscere la cima del Matro, e in distanza la grande antenna di Manera.
Poi lo sguardo si apre verso il basso, tra una chiosa di alberi, e posso rimirare il golfo di Locarno.
E davanti a noi, il piano di Magadino verso Bellinzona.
Mmmmh, per essere una gitarella da domenica pomeriggio adatta a tutti, ha veramente molto da offrire, in termini di panorama! Davanti a noi, quasi onnipresente, la cima del Camoghé, da farsi assolutamente entro fine giugno. E' da un bel po' che ce l'ho in carniere.
11:00 Finalmente terminiamo il tratto su asfalto, e riprendiamo il sentiero che porta verso la Cremorasco. Dopo poco una serie di gradini di cui non mi ricordavo... Viscidi per la pioggia, bisogna fare attenzione.
Poco più in alto troviamo il cartello giallo: capito, io avevo continuato sull'altro sentiero, che porta sulla strada asfaltata più in alto, e avevo evitato questo tratto.
11:30 In un attimo arriviamo alla capanna.
Costruita su di un piccolo poggio, è invisibile dal basso. Dal bordo, però, lo sguardo spazia verso Locarno.
Mauro, con Elena ed i figli ci accolgono calorosamente. Non ti tedierò con i dettagli delle chiaccherate, la partita a carte con Martino, l'ottimo pranzo, il caffé, il relax e l'ambiente famigliare.
15:20 Pronti a partire. L'occhio mi cade su Pian Dolce, posto dall'altra parte della valle Morobbia, dove eravamo stati alla fine di novembre del 2008 fino alla capanna Genzianella. Altro posto da cui passare, ma per raggiungere il Gesero.
Ripercorriamo la stessa via per rientrare ad Isone, dove arriviamo alle 16:20.
Anche senza la sosta alla Cremorasco, è decisamente una bella escursione: tranquilla, panoramica, senza difficoltà. Da tenere presente per la mezza stagione, quando non si può salire troppo in alto. Ed ecco il profilo altimetrico.
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).





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