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San Bernardino, 27.12.2009 in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: San Bernardino villaggio - alpe Doss - discesa verso Pian San Giacomo - lago Doss - San Bernardino villaggio.
Difficoltà del sentiero: T1, innevato ma battuto.
Dislivello: Circa 350 metri.
Lunghezza del percorso: 8 Km.
Sforzo equivalente: 11 Km.
Durata (incluse le pause): .3.5 ore
Riferimenti Ente Turistico di San Bernardino.
Osservazioni: l'escursione può essere fatta sia senza che con le ciaspole. Il sentiero è battutto in buona parte dal gatto delle
nevi, per cui non si sprofonda. D'altra parte il percorso è particolarmente indicato per chi vuole impratichirsi con la camminata strana necessaria ad utilizzare le racchette da neve, dato che lo
sforzo è contenuto.
La buriana di Natale è passata... La bilancia non piange troppo (con l'età si inizia ad imparare), Abbiamo deciso già la settimana scorsa, che se avesse fatto bello, domenica l'avremmo trascorsa
all'aperto. La meteo ci è venuta incontro, così partiamo per San Bernardino (prima o poi ci arrivo a piedi da Bellinzona) con due opzioni aperte: 1) ciaspolata fino al passo, e magari discesa ad
Hinterrhein se non c'è vento, oppure 2) passeggiata tranquilla in zona. Salendo verso San Bernardino incontriamo una fascia di inversione termica: 3° a Bellinzona (Q250), 9° a Mesocco (Q800),
poi, verso Pian San Giacomo, la temperatura scende nuovamente. Però... Lascia ben sperare, non dovrebbe essere troppo freddo.
11:30 Arrivati a San Bernardino, parcheggiamo dietro l'ostello. Apro la portiera della macchina, ed il comitato dei festeggiamenti per il benvenuto mi gratifica con una folata prolungata di aria
glaciale. Rita ed io ci guardiamo in faccia, di salire al passo con questo vento non se ne parla. Lasciamo le ciaspole in auto, e ci impaludiamo come pinguini, mentre il pizzo Uccello ci guarda
bonario.
11:50 Percorriamo il sentiero innevato che scende lungo la pineta, fino alla pista di pattinaggio (che in estate diventa campo da tennis), passiamo il ponticello, e decidiamo di fare la seconda
colazione prima di partire.
12:15 Caffé e cornetto assimilati, fuori nuovamente col vento che si intruffola in ogni pertugio. Per fortuna qui è già meno intenso che al parcheggio. Non oso
immaginare sul piccolo pianoro del passo come sarà. Ricordi di un mercoledi delle Ceneri, a guardare i figli imparare a sciare a Pian Calles, con -12° ed il vento che spazzava la pista.
Proseguiamo lungo il lago, per risalire alla strada cantonale, attraversarla, e imboccare il sentiero autostradale verso il lago Doss.
Gente ce n'è tanta in giro. Non sono abituato ad andare a zonzo in zone così frequentate. Il sentiero sale dolcemente nella pineta. Ogni tanto sorpasso qualche
volonteroso che sta imparando l'uso delle ciaspole.
12:40 Arriviamo al bivio dal quale si può salire all'alpe, oppure scendere direttamente al lago. Una nuova costruzione fa bella mostra di se, con un gruppo di persone che sta pranzando.
Svoltiamo a sinistra, per salire all'alpe Doss.
12:50 L'alpe quest'anno è chiusa, e mi sembra ci sia più neve. Di fermarsi qui per il pranzo non se ne parla. Il vento corre libero, sollevando nuvolette di neve, e non c'è un posto veramente
riparato.
Da qui, durante il periodo del disgelo, si può udire il concerto delle slavine che scendono sull'altro versante della montagna. Decisamente con quelle pendenze non mi arrischierei a salirci in questo periodo.
Siamo indecisi sul percorso... Il sentiero che vogliamo prendere, sulla sinistra della pista di fondo, è spazzato dal vento gelido: non è invitante. Proviamo a
scendere lungo la pista di fondo, ma poco dopo mi rendo conto che taglia direttamente verso il lago, mentre noi vogliamo passare dietro la cresta che lo chiude. Risaliamo fino all'alpe, e con un
gesto di eroismo, decidiamo di percorrere quei trecento metri glaciali.
13:15 Entrati nel bosco, il vento viene fermato dai pini. Finalmente siamo soli (a dire il vero già dall'alpe non si vedeva quasi più nessuno). Questo tracciato è
poco conosciuto e poco frequentato. Il paesaggio è delizioso.
Continuiamo la discesa fino al piccolo pianoro sottostante. Lungo il percorso i segni del lavoro del vento.
13:30 Arriviamo ad un piccolo insediamento. Lo stomaco batte, non abbiamo ancora fatto pranzo. Qui, essendo più in basso, il vento non si sente. Prendiamo posto
alla panchina di neve, e tiriamo fuori dal sacco i generi di conforto.
Attorno silenzio, blu, bianco e verde
E i segni del passaggio di un selvatico.
Dall'altra parte della valle, il Pass di Passit, che porta in val Calanca... Anche questo da farsi in estate.
14:00 Ripartenza. Il sentiero, sempre ben battuto, ci guida lungo il bordo del pianoro, ed iniziamo il rientro verso il villaggio. Poi, piccola salita nella pineta,
dove superiamo un nuovo gruppo ciaspolante. E ricompare il pizzo Uccello.
Ha fascino questa montagna... Ci devo salire, lungo il crinale che vedi a destra dovrebbe essere abbastanza agevole. Intanto abbiamo raggiunto la strada cantonale.
Per evitarla, prendiamo a destra lungo il sentiero estivo. Piccolo problema: qui la neve non è battuta. Si tratta di salire un piccolo dosso, per scendere dall'altra parte, saranno 200 metri di
percorso. Impieghiamo quasi un quarto d'ora: si sprofonda quasi fino alla coscia (per fortuna abbiamo portato le gamasce), e una fatica bestiale. Ogni passo è come salire un metro in una volta.
Ma passetto dopo passetto, ce la facciamo.
14:30 Arriviamo al lago Doss, gelato ed innevato.
Da qui, è ordinaria amministrazione. Svoltiamo a sinistra, e seguiamo la strada asfaltata (adesso innevata) che porta direttamente a San Bernardino. Lungo il
percorso, splendidi châlet costruiti negli anni del boom turistico, che adesso si è smorzato.
15:00 Senza storia né gloria arriviamo in paese. Bella vista sugli impianti di Pian Calles, con il sole ormai tramontato in paese.
E la luna che ci guarda da lassù...
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale).
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