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La Strada Alta della Leventina, parte 2, 06.06.2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: Osco Q1157) - Calpiogna (Q1143) - Figgione (Q1035) - Rossura (Q1054) - Tengia
(Q1099) - Calonico (Q961) - Anzonico (Q984) - Cavagnago (Q1020).
Difficoltà: strada asfaltata, forestale T1, sentiero T2.
Dislivello: salita 750 metri, discesa 900 metri per questo tratto, 1'600 metri in tutto.
Lunghezza del percorso: 16 chilometri per questo tratto, 33 chilometri in tutto.
Sforzo equivalente: 24 chilometri per questo tratto, 49 chilometri in tutto.
Durata (incluse le pause): 4.75 ore per questo tratto, 9.5 ore in tutto.
Riferimenti: la "Strada Alta" su Ticino Turismo, la funicolare del
Ritom.
Nota 1: ho trattato il percorso completo in due articoli, dato che l'escursione nel suo insime sarebbe da classificare come "trekking molto impegnativo", mentre ognuna delle due sezioni è
percorribile senza problemi in una giornata da parte di molti.
Nota 2: in questa escursione ho provato un nuovo regime alimentare. Mi sono accorto che i panini con l'affettato mi davano un abbiocco tremendo, e che in fondo non ne avevo bisogno. Così ho
deciso di tentare l'escursione portando con me unicamente delle barrette di cereali, frutta secca, e noccioline salate. La cosa ha funzionato meravigliosamente.
12:50 Mi sono gustato 20 minuti di pausa, con caffé ad Osco, e mi sembra sia ora di ripartire. Le gambe mandano i primi segnali di affaticamento, ma non mi preoccupo troppo, ho già percorso più
di un terzo del cammino che mi sono prefissato, e penso che il peggio sia passato. Uscendo dal paese di Osco riprendo un sentiero T2 che entra in una valletta laterale, e, fregatura, scende. So
che la pagherò.
La roccia presenta stratificazioni "rotte", mi sembra anche abbastanza friabile. Per fortuna il sentero è consolidato, e non mi dovrebbe franare sotto i piedi.
13:10 Dopo un bel po' di discesa, giungo al corso d'acqua in fondo alla valletta.
E dall'altra parte si ricomincia a salire. Posso confrontare quanto sono sceso vedendo dietro di me Osco.
Risalgo un bel pezzo, poi nuova curva in una seconda valletta laterale, e discesa.
13:30 Arrivo anche a questo secondo riale, qui non c'è ponte per attraversare, ed è l'unico punto in cui fare un po' di attenzione se ci sono bambini assieme.
Subito dopo il sentiero (indovina) risale nuovamente. Questo tratto è molto bello, ma quanto sali-scendi...
13:45 Giungo a Calpiogna, praticamente alla stessa altezza di Osco, ma in mezzo mi sono digerito un bel po' di dislivello. Davanti a me vedo una chiesetta, posta su di un poggio, visibile anche
dall'autostrada, presso la quale passerò più avanti. Qualità della foto pessima, la foschia è onnipresente.
Mi consolo vedendo che anche dopo Calpiogna si continua su sentiero. E rientro nuovamente in una valletta laterale, e di nuovo scendo. Sta iniziando a diventare una costante!
14:15 Ennesimo riale, questo con ponticello. Quando è ingrossato deve essere ben pericoloso, dato che prima e dopo questo tratto di percorso viene indicato di scendere fino a Faido, per risalire
sull'altro versante, in caso di piena. A guardarlo così non fa paura.
Poco dopo mi ritrovo a camminare quasi all'aperto, circondato da prati, con la musica dei grilli in sottofondo.
In pochi minuti arrivo a Figgione, quattro case in croce, passo sopra il villaggio, e continuo verso Rossura. Arrivato a Rossura, dove il sentiero termina, mi ritrovo uno "Stop" in mezzo alla
strada: chissà che traffico ci deve essere :-)
14:30 Passato Rossura, vedo la chiesetta sul poggio. Avevano talmente tanto poco spazio, che hanno fatto la Via Crucis tutt'attorno alla chiesa. Questo si chiama risparmiare.
Dopo Rossura il sentiero si apre nuovamente come forestale, passando prossimo alla costa della montagna. Lungo il cammino incontro diverse cascatelle, una più bella dell'altra.
15:00 Questo tratto non ha avuto pendenze particolari, ma mi accorgo che inizio a fare fatica a tenere il mio ritmo. Ormai ho messo un bel po' di chilometri nelle gambe, e quello che è peggio,
dislivello. Poi un cartello mi indica nuovamente sentiero nel bosco per arrivare a Calonico.
15:30 Tratto nel bosco senza storia né gloria. Le salite cominciano a pesarmi, ma non dò ascolto alle gambe. Poi finalmente raggiungo la famosa chiesetta sul poggio: veramente carina.
E neanche dieci minuti dopo sono a Calonico. Sono in ritardo sulla tabella di marcia, avevo calcolato di arrivarci almeno mezz'ora prima. Subito dopo Calonico si rientra bel bosco (sono felice,
il sole va e viene, ma quando c'è picchia di brutto).
15:50 Arrivo al grotto Pro Bell (sarà una pubblicità?). Appena sopra il grotto c'è la strada asfaltata, ma il cartello giallo indica il sentiero verso Anzonico. Ligio al dovere, evita l'asfalto e
mi innoltro sul sentiero.
Maledizione, scende. Eccome, se scende.
Scendo per circa 150 metri (calcolo a occhio) per attraversare un fiumiciattolo da niente, e risalire poi nuovamente per 150 metri.
16:15 Morale della favola: 25 minuti per percorrere si e no un chilometro e mezzo lineare. Arrivo sulla strada asfaltata, che porta dal grotto a qui in piano. La prossima
volta, questo tratto me lo evito. A questo punto i muscoli gradirebbero non dover più fare tanta salita. Guardo la strada, guardo il cartello del sentiero che punta verso l'alto, la strada,
il cartello, mi sento come l'asino di Burano. Poi controllo la cartina, e vedo che in pratica c'è lo stesso dislivello sia su strada che sentiero. Perô il sentiero è adornato da 15 quadri,
dipinti da bimbi, ragazzi e adulti, che mostrano la loro interpretazione del bosco. Al diavolo la fatica, prendo il sentiero.
Bello questo tratto nella pineta. Fotografo i quadri (li trovi nell'album), e salgo. Quello che mi è piaciuto di più è questo.
16:45 Sono ad Anzonico, e ci ho impiegato le quattro ore indicate dal cartello: perso il ritmo. Decido di fare una pausetta caffé e gelato. Fino a qui ho consumato una barretta di
cereali, mezzo sacchetto di frutta secca, e circa 30 grammi di noccioline salite, più il caffé ad Osco. Mi piazzo sulla terrazza di un ristorantino, e faccio un po' di ragionamenti.
Da qui mancano ancora circa 12 chilometri, e la discesa su Biasca (un 600 metri circa). Se ce la faccio in due orette, si può fare... Mi gusto il caffé, il gelato, e rifaccio il pieno alla
bottiglia, che nel frattempo ho svuotato (ma l'acqua viene calcolata come carburante?).
17:05 In marcia. Mi alzo, e le gambe urlano. Non le ascolto. Cioé, decido di percorrere il tratto fino a Sobrio lungo la strada asfaltata, per evitare scherzetti di sali-scendi come nel
tratto precedente. Così, arrivato al cartello con l'indicazione "Strada Alta", faccio finta di non vederlo, e continuo dritto. Dietro di me, ormai, Anzonico.
Cerco di inserire il turbo da pianura, ma fa cilecca miseramente. Cammino a velocità "umana", e me ne rendo conto. Le gambe cominciano ad essere durette. Intanto dall'altra parte della valle
appare Chironico, con la cascata del Ticinetto. Da li siamo partiti
per la bella escursione al laghetto di Chironico.
17:40 Arrivo a Cavagnago.
Guardo il cartello giallo, e mi viene un tuffo al cuore. Biasca, 3 ore 40. Poi guardo l'orario del postale, ce n'è uno tra due minuti. Rapidi calcoli: arrivererei a Biasca verso le 21:00,
poi rientrare a casa, cena, doccia, ufficio per preparare il lavoro per la settimana. Vedo il postale arrivare, faccio segno, e salgo.
Mi siedo, e le gambe cantanto "Grazie, grazie, grazie". Il postale percorre la strada all'inverso, prima Anzonico, poi su a Calonico, torna indietro, e scende a Lavorgo, sul fondo valle.
18:15 Sono alla ex-stazione di Lavorgo, attendo il postale per Bellinzona che passerà tra un quarto d'oretta. Bella cascata davanti a me, merita di essere immortatala.
Bella escursione, soprattutto il tratto tra Osco e Anzonico. Penso che posso arrivare a farla tutta in un giorno, ma devo tagliare fuori un po' di dislivello...
Ed ecco il profilo altimetrico da Osco a Cavagnago.
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto di questo tratto (non che ci sia qualcosa di
speciale).




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