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Il lago di Dentro del Cadagno, 28.07.2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: diga del lago Ritom (Q1839) - Cadagno di Fuori (Q1917) - giro del lago Cadagno -
capanna Cadagno Franco Della Torre (Q1982) - lago di Dentro del Cadagno (Q2311) - capanna Cadagno - Cadagno di Fuori - Larici di Campo (Q1878) - diga del lago Ritom.
Difficoltà: forestale T1 e sentiero T2.
Dislivello: 600 metri.
Lunghezza del percorso: 15 chilometri.
Sforzo equivalente: 21 chilometri.
Durata (incluse le pause): 7.25 ore.
Riferimenti: la zona del Piora / Ritom, la capanna Cadagno Franco della
Torre, la serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", il lago Cadagno su Wikipedia, "Piora mon amour, 04.10.2009".
E' inutile: quando Rita ed io non sappiamo dove andare, finiamo sempre in Piora. Questa volta la scusa è data dal fatto che ci mancando due laghetti della nostra serie di questa zona: il Cadagno
di Dentro ed il laghetto Miniera. Abbiamo le gambe ancora un po' affaticate dalle due escursioni di domenica al Tomeo e lunedi allo Sfille, ma è la nostra settimana di vacanza, il tempo è bello,
e sarebbe peccato non andare. Decidiamo di arrivare almeno fino al Cadagno di Dentro, e valutare la traversata fino al Miniera, un pezzo T3 visto sulla carta ma non ancora sul terreno. A noi si
aggrega Danila.
09:30 Posteggiato, ci incamminiamo lungo la forestale che dal lato sinistro della diga conduce al Cadagno di Fuori. La giornata di mostra subtio con un'aria tersa, e la magia di questa zona si
manifesta immediatamente.
Lungo il percorso diverse farfalle, anche a mazzetti, sembra si stiano scaldando al primo sole per sgranchire le ali.
Cammino di buona lena, lasciando indietro le signore, le quali non hanno problemi a chiaccherare a tutto spiano. Mi rallenta unicamente il fatto di fermarmi ogni pochi passi, per gustarmi il
paesaggio. Fotografo il Ritom da tutte le angolazioni (se guardi l'album ti verrà la nausea).
10:15 Terminata la breve salita che porta al rialzo sul quale si trova Cadagno di Fuori. Incredibilmente, non ostante la salita, sono ancora davanti. Sulla cima del poggio trovi l'oratorio,
utilizzato un tempo durante l'estate alla sera per il vespro.
10:20 Arriviamo a Cadagno di Fuori, e si parte subito con la sosta caffé, che abbiamo rimandato. Sulla terrazza del Canvetto del Carletto diversi escursionisti, la maggioranza svizzero-tedeschi
(come al solito). Prima di sedermi, ennesima foto al Ritom (penso si sia stufata anche la macchina fotografica).
10:45 Senza fretta ripartiamo, e decidiamo di fare tutto il giro del Cadagno: normalmente prendiamo la forestale che sale direttamente alla capanna Cadagno, ma oggi non abbiamo nessuna fretta. In
alto vediamo lo stallaggio del Piora, da cui nasce l'omonimo formaggio, principe tra i suoi simili. E dietro, il pizzo Colombe / Campanitt.
Il lago Cadagno è molto particolare (puoi leggere il perché su Wikipedia al link che ho dato nei riferimenti), e dispone di un centro di studi permanenti. A parte questo, è bello. Diversi rustici
posti tutt'attorno sono stati riattati con cura e amore, integrandoli bene nel paesaggio, senza scempi architettonici. Uno, invece, avrebbe bisogno di una piccola rimessa a nuovo...
11:10 Arriviamo al punto in cui il sentiero si stacca dalla riva del lago, per condurci allo stallaggio.
11:20 Breve salita, ed eccoi nella zona di mungitura delle vacche.
Da qui riprendiamo la forestale che ci conduce accanto alla capanna Cadagno. Non ci fermiamo, ma mettiamo già in conto una merenda per il pomeriggio.
Subito dopo la capanna, continuando dritto arrivi al passo del Sole e passo delle Colombe. Prendendo a sinistra, il sentiero si biforca dopo pochi metri. A destra verso il passo dell'Uomo, a
sinistra al lago di Dentro. Ovviamente prendiamo questa direzione, e il sentiero parte sulle pendici montane, portandoci in breve tempo ad una discreta altezza.
A guardarlo dal basso non sembrava così pendente... In effetti, dopo circa un cento metri di salita, il sentiero si spiana, ma purtroppo è cosa che dura poco. La fatica viene ricompensata però
dall'apparire del Basodino, con il suo ghiacciaio. E' in fondo alla Vallemaggia, sopra Robiei: che vista!!!
12:10 Ci siamo tirati verso l'alto già abbastanza bene, il paesaggio si apre vieppiù, ma quello che attira la mia attenzione è un'altra cosa: un topolino morto, e due farfalle che banchettano. E
io che avevo sempre pensato che le farfalle si nutrissero unicamente di nettare.
Devo chiedere a Grégoire se ne sa qualcosa... Verso il basso la vista è splendida.
12:35 Sopra di noi rumore d'acqua: vedo le cascatelle formate dalla fuoriscita delle acque di questo laghetto, non dovrebbe mancare molto.
Questo tratto di sentiero è stato più impegnativo di quanto immaginassi: a parte la pendenza, vi sono dei brevi tratti esposti che richiedono cautela.
12:50 Eccoci arrivati. Il laghetto è delizioso, circondato da roccette, con una piccola cresta frontale che lo racchiude, mentre dietro si levano alte le vette che lo separano dalla valle del
Cadlimo.
Sullo sfondo vedi la bocchetta che porta al lago Miniera. Troviamo un piccolo poggio, e ci sistemiamo per il pic-nic. Poi mi dò all'attività fotografica. Riesco persino a sporgermi per scattare
questa.
Abbiamo deciso che per oggi lasciamo stare il lago Miniera. Però mi studio il percorso: si parte lungo il sentiero che sale la parete...
...poi su decisi verso sinistra / alto...
...poi a zig-zag verso la cima di sinistra...
...per terminare verso destra e arrivare alla bocchetta. Poco oltre la bocchetta c'è il laghetto.
Poi immortalo il mio caro pizzo Colombe: deve essere una bella palestra d'arrampicata.
13:40 Ora di ripartire, ultimo saluto al lago Cadagno di Dentro.
Discesa verso la capanna senza troppe difficoltà. Chissà se questa è una delle due che mangiava il topolino...
14:35 Questa volta sono sceso più velocemente delle signore, speriamo bene per i quadricipiti domani. Una cosa mi sembra strana: questa è zona di marmotte, e ne ho vista solo una al mattino, e
qualche fischio durante la giornata. Mi sposto lungo il sentiero che porta verso il passo dell'Uomo, lungo il quale gli anni scorsi ne avevamo viste a decine. E in effetti, poco dopo l'imbocco,
ecco un marmottone ben pasciuto.
Voglio riprenderla da più vicino... Inizio a muovermi lentamente, di traverso, come una mucca che pascola, senza guardarla. Ogni pochi metri mi fermo a fotografarla, sempre più vicino. Riesco ad
arrivare fino circa a 3 metri senza che scappi, ed ecco il risultato.
Poi capisce che non sono una mucca (forse perché non mi sono messo a quattro zampe), e si ritira nella sua tana. Nel frattempo sono arrivate anche Rita e Danila, e ci spostiamo alla capanna per
la merendina.
15:15 Buona mezz'ora di pausa, battiamo veramente la fiacca oggi. Caffé, fetta di torta, e cielo che inizia a rannuvolarsi. Decidiamo di allungare un poco il percorso, e seguire il sentiero
didattico, aperto l'anno scorso, che percorre l'altro lato del Ritom. Rita ed io l'avevamo già fatto il 04.10.2009 assieme a Lara, Marco, Ivan e Alice, e lo avevamo trovato stupendo. Scendiamo
lungo la forestale fino al Cadagno di Fuori, dove ha inizio. Nel frattempo il Ritom ha cambiato completamente colore.
Scendiamo verso il lago. Il sentiero è stato reso ancora più sicuro ed agevole rispetto a quando lo abbiamo percorso l'anno scorso.
In fondo, hanno costruito addirittura una scalinata per arrivare alla riva.
Passiamo il piccolo tunnel, e ci troviamo in un regno incantato.
Il sentiero è agevole, circondato da larici. Una delizia per i piedi e per gli occhi. E anche altre cose...
Percorriamo il sentiero di buona lena, temiamo che arrivi un temporale, il cielo è quasi completamente nero con le tipiche nuvole basse, attaccate alle cime, che dicono "affrettatti".
Qualche goccia finissima d'acqua ci colpisce, facendoci temere il peggio. Poi, come per incanto, in pochi minuti il cielo si apre nuovamente. E il Ritom riprende il suo colore da festa.
16:40 Fulmino il sensore della mia reflex con le immagini del Ritom. La stessa ringrazia quando finalmente arriviamo alla fine del sentiero, direttamente sull'imbocco della diga.
Piazzo le signore al ristorante, e faccio il gentiluomo: vado a prendere l'auto. E mentre mi occupo dell'incombenza, un saluto al Ritom dietro di me...
...e uno alla zona della Garzonera davanti a me.
Ed ecco il profilo altimetrico dell'escursione.
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).




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